Lingua   

Ballata autocritica

Fausto Amodei


Lingua: Italiano


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[1972]
Album: Se non li conoscete
Testo e musica di Fausto Amodei

Fausto Amodei ak47
Sono dieci anni suonati che suono
questa chitarra e che canto di cuore
canti di vario modello;
già mille volte ho cambiato di tono
dal do maggiore al do diesis minore
dal valzer allo stornello;
colla ciaccona colla marcia turca
col madrigale la giga il flamenco
la ciarda la controdanza
col tango col samba e con la mazurka
dei vari ritmi ho esaurito l'elenco
ma ho mai cambiato sostanza.

Ho cantato sempre
in base ad una convinzione
che la cosa più importante
è battere il padrone;
ogni canto l'ho composto
perché ci aiutasse
a portare fino in fondo
la lotta di classe;
ho sperato che ogni strofa
quando l'ho cantata
ci aiutasse a battere
la proprietà privata.

Sono dieci anni che canto le lotte
e i mille scioperi e la strategia
per far la rivoluzione;
ma son dieci anni che canto le botte
e i caroselli della polizia
e le condanne in prigione;
c'è il canto triste se siamo battuti
c'è il canto allegro se mille operai
scendono in piazza a lottare;
ma dopo tanti gorgheggi ed acuti
mi sono accorto che forse oramai
non c'è più gusto a cantare.

Il padrone ci ha
uno stomaco da mille lire
e per quanta merda mangi
la sa digerire;
lui aumenta i prezzi
se gli strappi più salari
poi ti taglia i tempi
e ti fa far più straordinari ;
figurarsi se i miei canti,
lui che ingoia tutto,
non ci riesce a digerirli
e a farci sopra un rutto.

Per quanti acuti abbia emesso di testa
nessun padrone ha perduto un quattrino
di rendita o di profitto;
non basta un canto sia pur di protesta
perché succeda che qualche inquilino
abbia ridotto l'affitto;
un ritornello non serve per niente
non c'è ballata che serva a qualcosa
né un ritmo di monferrina
per render soffice uno sfollagente
per affrettare la morte gloriosa
di un yankee nell'Indocina.

Forse occorre che
questa chitarra a ciondoloni
si trasformi in mitra
e possa emettere altri suoni;
e che le sei corde
per produrre altri rumori
si trasformino di colpo
in sei caricatori;
e che queste dita
per produrre qualche effetto
anziché grattare arpeggi
premano un grilletto;
forse può servire solo
più la passacaglia
che con la sua voce
sa intonare la mitraglia.

inviata da daniela -k.d.- - 14/6/2016 - 21:02



Lingua: Inglese

A rather free rendering by Riccardo Venturi
June 16, 2016 13:26
A SELF-CRITICIZING BALLAD

Ten years and more I have been playing
This guitar, and have been singing
Songs of various nature with all my heart;
How many times I've been changing tones,
From C major to C sharp minor,
Waltzes, stornelli,
Chaconnes, Turkish marches,
Madrigals, gigs, flamencos,
Czárdás, contradanses,
Tangos, sambas, mazurkas,
And well, the list isn't complete yet...
But what I say is always the same.

I've always been singing my songs
Rooted in the firm belief
That the real core of everything
Should be defeating the masters;
And I have written all my songs
So that they can help us
Put into complete practice
The principles of class struggle;
And my hope has always been
That every verse I've been singing
Can help us defeat
Private property.

Ten years and more I've been singing
Struggles, strikes and strategies
To make the revolution;
But what I've done isn't anything but singing
Cops whacking, charging, crushing us with jeeps,
Sentences, jails and prison chains;
My songs are sad when we're defeated,
Or merry when thousands of workers
Demonstrate and fight in the streets;
But after so many trillings and high notes
I became aware that singing and singing
Has really lost much of its appeal.

Well, the masters got
Money-made guts,
The more they eat shit,
The easier they digest.
They increase prices
If you finally get wage rise,
Then they cut production times
And load you with overtime;
So just think how much my songs
Can be heavy to digest,
They eat 'em with peels an' bones,
Then they burp on our face.

With all my trillings and high tones
No master's ever lost a farthing
Of income or profit;
A song, and even a protest song
Doesn't never bring down
The rent to any tenant;
No refrain, no ballad, no tune
Will ever be good for anything,
No baton blow will ever be made
Lighter by any folk dance,
No Yankee in Vietnam
Will ever die quicker with a tarantelle.

And maybe I'd better
Giving up dangling this guitar
And turning it into a machine gun
So that it utters different sounds,
So that its six strings
Sound a bit more effective
Turning all of a sudden
Into six chargers;
And so that my fingers
Give up plucking strings
And picking quills,
And they pull a trigger instead;
And maybe now I'd better
Composing a passecaille
That with its sweet music
Leads off into a mitraille.

16/6/2016 - 13:26


Oui, je suis Paris
14/06/2016

lafranciacontro


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daniela -k.d.- - 14/6/2016 - 21:12


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