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Mein Freund der Afghane

Dominik Plangger


Lingua: Tedesco


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Heimatland
(Dominik Plangger)


[2013]
Testo e musica: Dominik Plangger
Worte und Musik: Dominik Plangger
Lyrics and Music: Dominik Plangger
Album: Hoffnungsstur

plangdom


Come si è già detto, Dominik Plangger da un po' vive a Vienna. Su Vienna e sull'Austria tutta vige ancora un po' un certo „romanticismo“: il bel Danubio blu (che, per altro, scorre in un quartiere periferico), il walzer, la principessa Sissi con la faccia di Romy Schneider, le montagne, l'Austria felix, la cultura mitteleuropea, il bravo e giusto Kaiser coi baffoni che -dicono- è rimpianto pure dai friulani e dai triestini... ma forse bisognerebbe un po' ricordare anche che Adolf Hitler era austriaco di nascita, che l'Anschluß al terzo Reich fu accolto in generale benissimo dalla popolazione viennese e del paese intero, che l'ex segretario generale dell'ONU (!), l'austriaco Kurt Waldheim, aveva passatucci nazisti e che certi rigurgiti (chiamiamoli così), negli ultimi tempi, hanno rigurgitato talmente tanto da aver mandato prima alle stelle il fu Haider e, di recente, di aver dato quasi la maggioranza a un partito di estrema destra. Non c'è quindi più di tanto da stupirsi del „muro del Brennero“ e di quel che Dominik Plangger canta in questa canzone sul suo amico afghano che fa il portinaio in una scuola ed ai cui figli viene impedito di giocare con quelli dei vicini, „vecchi nazisti rimasti al terzo Reich“. Con l'avvertenza, naturalmente, che l'andazzo non è certamente soltanto austriaco, anche se una cosa del genere a poca distanza da Braunau-am-Inn fa sicuramente impressione e il famoso „nie immer wieder“ sembra perdere il „nie“ iniziale. Ma la canzone potrebbe essere ambientata un po' ovunque nella nostra cara, vecchia „Europa“ degli anni '10 del dumìla. Al posto di Vienna ci potrebbero essere Roma, Parigi, Copenaghen, Budapest, Atene, e non cambierebbe nulla. Le stesse polizie brutali, lo stesso razzismo che oramai non „striscia“ nemmeno più, lo stesso vedere in ogni immigrato un „terrorista“ (e che lo vengo a dire a fare, dopo gli attentati di Parigi e di Bruxelles...). E così va. Il ragazzo sudtirolese che suona assieme all'amico afghano ne avrà da cantare parecchie di canzoni, mi sa; benedetto lui che vuole „abbattere il sistema“. Ma forse, ora più che mai, sarebbe importante crederci. Dominik Plangger, sicuramente, ci crede; la canzone proviene dal suo penultimo album, del 2013, intitolato "Hoffnungsstur", vale a dire qualcosa come "ostinatamente speranzoso, caparbio nella speranza". [RV]
Mein Freund, der Afghane, hat zwei Kinder und eine Frau
Die Kinder sind geboren hier, sie wohnen in Spittelau
Er arbeitet in der Schule, in der Hausmeisterei
Mein Freund, der Afghane, der hätt' so richtig fein
Mein Freund, der Afghane, der hätt' so richtig fein

Wären da nicht die Bullen, die ihn verknacken seit 'ner Zeit
Ja, die Polizei die meinte es, er sei zum Terror bereit
Es ist verdammt hart in dieser unbedingten Stadt
Sagt mein Freund, der Afghane, der oft Heimweh hat
Sagt mein Freund, der Afghane, der oft Heimweh hat

Ja, ich hab's selbst gespürt, mit eigenen Augen gesehen
Wie der Arm des Gesetzes hier mit Fremden umgeht
Die gewaltbereiten Einheiten treten alles nieder
Mit brutaler Autorität, man sieht es immer wieder
Mit brutaler Autorität, ja, man sieht es immer wieder

Seine Kinder werden immer wieder diskriminiert
Ja, wie soll man dem Kind erklären, wie man diese Idioten ignoriert?
Er versucht ihnen Mut zu geben, sich zu wehren jeden Tag
Das sind Sadisten, Rassistenmenschen, die keiner mag


Ja, mein Freund, der Afghane, ja, er hat's nicht leicht
Seine Nachbarn sind alte Nazis, fern geblieben im dritten Reich
Sie verbieten ihren Kindern das Spielen mit den seinen
Und verspotten sie bloß, sie sind ständig am Weinen
Und verspotten sie bloß, sie sind ständig am Weinen

Ich mache oft Musik, mit meinem Freund, dem Afghanen
Er schlägt die Trommel und ich spiel dazu Gitarre
Singen Lieder von Freiheit und Revolution
Ja, und stampfen mit unseren Liedern das System in den Boden
Und stampfen mit unseren Liedern das System in den Boden

Seine Kinder werden immer wieder diskriminiert
Ja, wie soll man dem Kind erklären, wie man diese Idioten ignoriert?
Er versucht ihnen Mut zu geben, sich zu wehren jeden Tag
Das sind Sadisten, Rassistenmenschen, die keiner mag


Ich mache oft Musik, mit meinem Freund, dem Afghanen
Er schlägt die Trommel und ich spiel dazu Gitarre
Singen Lieder von Freiheit und Revolution
Ja, und stampfen mit unseren Liedern das System in den Boden
Und stampfen mit unseren Liedern das System in den Boden

Seine Kinder werden immer wieder diskriminiert
Ja, wie soll man dem Kind erklären, wie man diese Idioten ignoriert?
Er versucht ihnen Mut zu geben, sich zu wehren jeden Tag
Das sind Sadisten, Rassistenmenschen, die keiner mag!

inviata da Riccardo Venturi - 6/5/2016 - 09:02




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
6 maggio 2016 09:58
IL MIO AMICO AFGHANO

Il mio amico afghano ha una moglie e due figli,
I figli son nati qua, abitano a Spittelau [1]
Lavora in una scuola, in portineria
Al mio amico afghano andrebbe proprio bene,
Al mio amico afghano andrebbe proprio bene

Non fosse per i mastini che da un po' lo perseguitano,
Sì, la polizia dice che potrebbe essere un terrorista
Gli puntano il dito addosso in questa città cieca,
Il mio amico afghano dice che spesso ha nostalgia
Il mio amico afghano dice che spesso ha nostalgia

Me ne son reso conto da solo e l'ho visto coi miei occhi
Come il braccio della Legge si comporta qui con gli stranieri
Le pattuglie delle forze dell'ordine schiacciano tutti quanti
Con brutale autorità, lo si vede sempre di più
Con brutale autorità, lo si vede sempre di più

I suoi figli sono sempre più discriminati,
Sì, e come spiegarlo a un bambino di ignorare questi idioti?
Lui prova a fargli coraggio, a dirgli di resistere ogni giorno,
Quelli sono dei sadici, dei razzisti che non piacciono a nessuno


Sì, il mio amico afghano non se la passa facile,
I suoi vicini sono vecchi nazisti rimasti al terzo Reich
Vietano ai loro figli di andare a giocare coi suoi
E non fanno che insultarli, loro piangono sempre
E non fanno che insultarli, loro piangono sempre

E io spesso suono col mio amico afghano,
Lui alle percussioni e io alla chitarra,
Cantiamo canzoni di libertà e rivoluzione,
E con le nostre canzoni abbattiamo il sistema
E con le nostre canzoni abbattiamo il sistema

I suoi figli sono sempre più discriminati,
Sì, e come spiegarlo a un bambino di ignorare questi idioti?
Lui prova a fargli coraggio, a dirgli di resistere ogni giorno,
Quelli sono dei sadici, dei razzisti che non piacciono a nessuno


E io spesso suono col mio amico afghano,
Lui alle percussioni e io alla chitarra,
Cantiamo canzoni di libertà e rivoluzione,
E con le nostre canzoni abbattiamo il sistema
E con le nostre canzoni abbattiamo il sistema

I suoi figli sono sempre più discriminati,
Sì, e come spiegarlo a un bambino di ignorare questi idioti?
Lui prova a fargli coraggio, a dirgli di resistere ogni giorno,
Quelli sono dei sadici, dei razzisti che non piacciono a nessuno
[1] Spittelau è un sobborgo popolare/industriale di Vienna noto più che altro per l'installazione (nel 1971) di un gigantesco inceneritore che brucia i rifiuti di tutta Vienna e dintorni. L'inceneritore è stato poi persino pitturato da un artista alla moda.

6/5/2016 - 09:58




Lingua: Finlandese

Traduzione finlandese di Seppo Ilmarinen
Finnish translation by Seppo Ilmarinen
Suomennos: Seppo Ilmarinen
AFGAANIYSTÄVÄNI

Ystäväni on afgaani, ja hänellä on kaksi lasta ja vaimo
Lapset ovat syntyneet ja asuvat täällä Spittelaussa
Mies tekee töitä koulun vahtimestarina
Afgaaniystäväni asiat olisivat oikein hyvin
Afgaaniystäväni asiat olisivat oikein hyvin

Elleivät kytät olisi jahdanneet häntä jo jonkin aikaa
Poliisi on nimittäin sitä mieltä, että hän on valmis terroritekoihin
Elämä on kirotun kovaa tässä ankarassa kaupungissa
Sanoo afgaaniystäväni, jolla on usein koti-ikävä
Sanoo afgaaniystäväni, jolla on usein koti-ikävä

Olen sen itse kokenut, omin silmin nähnyt
Kuinka meillä lain koura tarraa vierasmaalaisiin
Väkivaltaa kaihtamatta, kaiken alleen polkien
Brutaalisti vahvemman oikeudella, kuten niin usein on nähty
Brutaalisti vahvemman oikeudella, kuten niin usein on nähty

Hänen lapsiaan syrjitään kaiken aikaa
Kuinka kertoa lapselle, miten idiooteista ollaan välitämättä?
Hän kannustaa heitä olemaan rohkeita, puolustamaan itseään joka päivä
Sadisteja ne ovat, rasisti-ihmisiä, joista kukaan ei pidä


Afgaaniystävälläni ei totisesti ole helppoa
Hänen naapurinsa ovat vanhoja natseja, kolmannen valtakunnan jäämistöä
He ovat kieltäneet lapsiaan leikkimästä hänen lapsiensa kanssa
Ja pilkkaavat näitä niin että näillä on alinomaa kyyneleet silmissä
Ja pilkkaavat näitä niin että näillä on alinomaa kyyneleet silmissä

Vietämme usein musiikki-iltaa, afgaaniystäväni ja minä
Hän lyö rumpua ja minä soitan kitaraa
Ja me laulamme lauluja vapaudesta ja vallankumouksesta
Ja lauluillamme me lyttäämme järjestelmän maan rakoon
Ja lauluillamme me lyttäämme järjestelmän maan rakoon

Hänen lapsiaan syrjitään kaiken aikaa
Kuinka kertoa lapselle, miten idiooteista ollaan välitämättä?
Hän kannustaa heitä olemaan rohkeita, puolustamaan itseään joka päivä
Sadisteja ne ovat, rasisti-ihmisiä, joista kukaan ei pidä


Vietämme usein musiikki-iltaa, afgaaniystäväni ja minä
Hän lyö rumpua ja minä soitan kitaraa
Ja me laulamme lauluja vapaudesta ja vallankumouksesta
Ja lauluillamme me lyttäämme järjestelmän maan rakoon
Ja lauluillamme me lyttäämme järjestelmän maan rakoon

Hänen lapsiaan syrjitään kaiken aikaa
Kuinka kertoa lapselle, miten idiooteista ollaan välitämättä?
Hän kannustaa heitä olemaan rohkeita, puolustamaan itseään joka päivä
Sadisteja ne ovat, rasisti-ihmisiä, joista kukaan ei pidä

inviata da Seppo Ilmarinen - 7/5/2016 - 10:33



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