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Disoccupato rappo

Truzzi Broders


Lingua: Italiano


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(Truzzi Broders)


[1986]
Nell’album intitolato “‘nzalla”, prodotto dalla Multimedia Attack di Bologna su etichetta “Totò alle prese coi dischi”
Leggo su questo blog garganico che il pugliese (foggiano?) “‘nzalla” corrisponderebbe più o meno ad una cosa o persona “fica” (che piace, simpatica, eccentrica, che veste strano, ecc) ma anche al suo contrario... Chissà che significato gli attribuivano i TB?



In ogni caso qui si parla di una giornata all’ufficio di collocamento a metà degli anni 80... Non che oggi ai centri per l’impiego (espressione forse più elegante, un po’ come operatore ecologico al posto di spazzino) sia poi tanto diverso...

Incredibol bat trù... Inserisco due canzoni dei mitici Truzzi e ti trovo la recensione proprio di questo disco, fatta giusto l’altro ieri, sul sempre splendido Negozio di Euterpe... la riporto integralmente:

‘nzalla

"....Mi piacciono le radio, mi piace pure il rock'n'roll....''
Compie trent'anni quest'album che, a torto, non ho inserito nella lista dei venti dischi più rock della musica italiana, un errore a cui rimedio dedicandogli un intero post.
Ricordo (quasi) come fosse ieri quando ho visto per la prima volta dal vivo i Truzzi Broders, in un asilo dalle parti di via Pianezza credo nel 1985 (avevano solo pubblicato "Yankee go home"), e mi ricordo che mi colpirono per la carica musicale che mi faceva venire in mente un po' i Clash un po' gli Stones e per i testi che descrivevano, specialmente in alcuni brani, la realtà metropolitana torinese di quegli anni: mi riferisco, ad esempio, a "Kasamercato" (oggi non esistono più né Aiazzone né Granato...), a "Fuori zona" (in quegli anni veramente se eri di un quartiere, a caso San Donato, difficilmente osavi avventurarti da solo in posti come Le Vallette, Mirafiori o Barriera di Milano...) e a "Disoccupato rappo" (che credo sia stato il primo rap torinese, ma attendo smentite).
Tutto il disco comunque è caratterizzato dalle chitarre distorte e dai ritmi incalzanti: "Brigate rock", si intitola uno dei loro brani manifesto.
In seguito ho avuto modo di conoscere i Truzzi Broders e in particolare Armando Casaroli, il chitarrista (che ha poi in seguito è entrato nei Mirafiori Kids, con cui è capitato anche di suonare insieme); completano il gruppo Marcello Salvati alla batteria, Renzo Rolando la basso e Roberto Allazzetta alla voce e alle chitarre (in seguito la formazione avrà alcuni rimaneggiamenti).
Pubblica il disco, in vinile giallo, su etichetta Totò alle prese coi dischi, la Multimedia Attack di Bologna (la stessa che pubblicava, più o meno nello stesso periodo, i CCCP), fondata da Jumpy Velena (oggi Helena Velena), personaggio che abbiamo conosciuto due anni dopo quando rappresentammo la città di Torino alla Biennale delle Arti del Mediterraneo che a dicembre del 1988 si tenne a Bologna (e quando la Multimedia Attack ci inserì nella raccolta pubblicata l'anno dopo)..
Pazzesco, già trent'anni...noi ci siamo ancora, ed anche i Truzzi Broders, che continuano a suonare dal vivo, oggi come allora: rock'n'roll will never die.
Duiuuonnadens, duiuuonna
Duiuuonnadens, duiuuonna, duiuuonna
Duiuuonnadens, duiuuonna
Duiuuonnadens, duiuuonna, duiuuonna (*)

Alle sette meno un quarto mi sono svegliato
mi sono lavato, mi sono vestito
a fare colazione sono andato
sperando che mio padre fosse già uscito

Ma eccolo che esce e mi fa gli occhiacci
era ancora a casa li mortacci
mi dice: "Vai a lavorare teppista
che sei il primo della lista!

I tuoi fratelli devono studiare
e a te carobbello ti tocca ruscare
perciò alza il culo e datti da fare
che a casa qualche lira devi portare!"

Al collocamento sono andato
ho fatto una coda da primato
e dopo sei ore di quella tortura
allo sportello l'han messa giù dura, yea!

Mi han detto: "Sei disoccupato
Ma in che cosa sei specializzato?"
Gli ho detto: "So suonare il blues, sono intonato
insomma sono un cantatutore nato!"

Mi han risposto: "Non ce ne frega niente
non mi prenda per un deficiente!"
Gli ho detto: “Lei non sa con chi ha a che fare
sono un bluesman me la so cavare!"

Che numero c’hai? Che numero c’hai? Che numero c’hai? 1526! Ollrait!

Duiuuonnadens, duiuuonna,
Duiuuonnadens, duiuuonna, duiuuonna
Duiuuonnadens, duiuuonna,
Duiuuonnadens, duiuuonna, duiuuonna
Ollrait bebi, cmon!
Ollrait evribadi!

Con la mia bend mi son dato da fare
ho trovato una sala per provare
il meneger, gli ingaggi, due saxofonisti
una turnè nei festival comunisti, yea, ollrait!

Mi son detto ce l'ho fatta, son lanciato
sto per sfondare, sono arrivato
ma come prevedibile non ho sfondato
e sono di nuovo disoccupato!

Che numero c’hai? Che numero c’hai? Che numero c’hai? 1526! Ollrait!

Duiuuonnadens, duiuuonna,
Duiuuonnadens, duiuuonna, duiuuonna
Duiuuonnadens, duiuuonna,
Duiuuonnadens, duiuuonna, duiuuonna
Evribadi... evribadi...um! Ollrait!
(*) Per “Do you wanna dance”, ov cors!

inviata da Bernart Bartleby - 21/3/2016 - 20:38


Bravi i Truzzi, me li ricordo in un concerto estivo lungo Po, tanti anni fa, sempre rock come pochi... I loro versi che ancora oggi mi fanno venire i brividi sono quelli finali di "Ti ho visto in piazza", negli album del 1984 e del 1989:

“E questa è una canzone senza finale, come senza fine è il nostro sbatterci, il nostro vivere, il nostro amare.
Vivere come un vortice di lavandino, come la fiamma di un cerino, che si consuma e a poco a poco poi scompare.
Vivere come in un nido di serpenti, con le unghie e con i denti, aggrapparsi alla vita, aggrapparsi per non farla più scappare, per non farla più scappare.”

Bernart Bartleby - 21/3/2016 - 22:10


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