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Lettera a Mio Padre

Evelin Bandelli


Lingua: Italiano


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Partono i nuovi emigranti
(Evelin Bandelli)
Guerra per la gloria di un presidente
(Gildo dei Fantardi)


Evelin Bandelli. La foto ci è stata spedita da Gildo dei Fantardi, che ringraziamo di cuore.
Evelin Bandelli. La foto ci è stata spedita da Gildo dei Fantardi, che ringraziamo di cuore.


Questa canzone l'ho ascoltata per la prima volta da Evelin, in un incontro avuto per concordare le registrazioni di alcune canzoni sul tema dell'emigrazione, e in particolare Partono gli Emigranti, che io avevo già in lavorazione presso uno studio di registrazione di Lucca. Tra tanti discorsi e preamboli e accordi vari, dato che Evelin l'avevo conosciuta da poco tempo, ad un certo punto imbracciò la chitarra e timidamente ci pregò di ascoltare una canzone che lei aveva composto da un paio d'anni, appunto nel corso del suo trentesimo anno di vita. Io e Lele, ascoltammo prima incuriositi, poi sempre più coinvolti e attoniti ed a un certo momento della canzone ci ritrovammo immersi in una commozione unificata e ci ritrovammo con gli occhi lacrimevoli. Commenti sul momento: Stupenda! Sublime! Fantastica ed emozionante. Una canzone che nel panorama cantautorale mancava e che ha riempito un vuoto artistico e continua a far rivivere la memoria di Alfredo Bandelli. Dopo questa canzone Evelin ne ha cantate poi altre, anche per sdrammatizzare la situazione commozionale e da quel momento, constatato che era di una bravura eccezionale, era dotata di un grande talento naturale ed aveva una voce deliziosa e in linea con le nostre esigenze, l'abbiamo coinvolta totalmente nella realizzazione del Cd sui canti dell'emigrazione e poi con lei io e Lele abbiamo iniziato ad allestire lo Spettacolo "Nel Segno di Bandelli" Canti sociopolitici della tradizione di Alfredo Bandelli e Gildo dei Fantardi. Che volete di più dalla vita?
Ricordo i tuoi occhi scuri
e il tuo sguardo limpido e sincero
occhi pieni di nobili pensieri
proiettati dritti nel futuro
vorrei dirti adesso che ho trent'anni
che sono donna madre e anche moglie
vorrei dirti che non ho più affanni
che son brava a dar risposte alle mie voglie
ma la vita è dura come un tempo
e i padroni non sono mai spariti
anche armati di bandiere vanno in campo
e ridanno vita a quei partiti
quei partiti che le han fatte grosse
ci hanno ucciso e derubati con orgoglio
han ripreso gli stendardi dalle fosse
han portato il seme marcio a un germoglio
ma qualcosa sta nascendo nel mio cuore
una rabbia che io sento dentro
del tuo canto avverto già il furore
che colpisca quel fascista proprio al centro
mi ricordo quando mi cantavi
le canzoni nate dai pensieri
mi ricordo quando te ne andavi
poi tornavi come fosse ieri
le tue mani grandi come il mondo
tu porgevi e in esse io sparivo
e sognavo di vederti in girotondo
con la mamma e certo sempre vivo
ma la vita è sempre piena di sorprese
sa che un giorno ci vedremo ancora
e felici di partire a nuove imprese
canteremo senza dire una parola
le tue mani grandi come il mondo
tu porgevi e in esse io sparivo
canteremo insieme un girotondo
e diremo a tutti che sei vivo.

inviata da Luciano Filippi Alias Gildo dei Fantardi - 7/1/2007 - 20:33


vorrei avere la canzione lettera al papa' lontano
di Franco trincale grazie

maggie - 15/9/2008 - 03:26



Lingua: Francese

Chanson italienne – Lettera a mio padre – Evelin Bandelli
Version française – Lettre à mon père – Marco Valdo M.I. – 2008

Evelin Bandelli est la fille d'Alfredo Bandelli, lui-même chanteur, même chantauteur engagé, d'autres diraient prolétarien. La fille a repris le flambeau de la chanson socio-politique et présente ici celui qui sans aucun doute fut en chanson aussi, son père.
Cette chanson est aussi à la fois, une déclaration d'amour et une profession de foi – qu'on se rassure ! – une profession de foi prolétarienne, antifasciste. Simplement, une très belle chanson...
Mais une chanson rare parce qu'elle révèle de la relation père – fille quand elle s'instaure au fil du temps, dans la durée et sans doute, au-delà de certaine séparation inévitable.
Ces deux-là se retrouveront, c'est sûr ! (M.V.M.I.)
LETTRE A MON PÈRE

Je me rappelle tes yeux noirs
et ton regard limpide et sincère
tes yeux pleins de nobles pensées
dirigés droit vers le futur
Je voudrais te dire à présent que j'ai trente ans
que je suis femme, mère et aussi, épouse
je voudrais te dire que je n'ai plus d'angoisses
que je sais répondre à mes désirs
Mais la vie est dure comme dans le temps
et les patrons n'ont jamais disparu
Et même, armés de drapeaux, ils passent à l'attaque
et redonnent vie à ces partis
ces partis qui en ont fait de belles.
Ils nous ont tué et volé avec orgueil,
ils ont repris leurs étendards dans leurs fosses
Ils ont porté la semence pourrie à germer
mais quelque chose prend naissance en mon cœur
Une rage que je sens en dedans,
je ressens la fureur de ton chant
Qui frappe ce fasciste en plein dans le mille
Je me rappelle quand tu chantais
Les chansons nées de tes pensées
Je me rappelle quand tu t'en allais
puis, tu revenais, comme si c'était hier;
Tu posais tes mains grandes comme le monde
et en elles, je disparaissais
et je rêvais de te voir faire la ronde
avec maman et certainement, toujours vivant
mais toujours, la vie est remplie de surprises
Je sais qu'un jour nous nous reverrons encor
et heureux de partir vers de nouvelles aventures,
nous chanterons sans dire un mot.
Tu posais tes mains grandes comme le monde
et je disparaissais en elle
nous chanterons ensemble une ronde
et nous dirons à tous que tu es vivant.

inviata da Marco Valdo M.I. - 27/9/2008 - 22:35



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