Lingua   

L'alpin dal Popera

Gruppo Musicale di Costalta


Lingua: Reto-Romanzo (Ladino)


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Canzone dettata dal ritrovamento del corpo di un alpino italiano sul Popera. Era un combattente della prima guerra mondiale, i cui resti furono restituiti dai ghiacci qualche anno fa. Egli fu inumato con tutti gli onori nel cimitero militare di Santo Stefano di Cadore, ove riposano militi italiani ed austriaci, vittime dell'uragano che li travolse. una poesia che si collega alla precedente, in quanto contro una certa retorica della guerra. Versi ricchi di umanit: un uomo che morto, proprio quando aleggiava la primavera e un vento foriero di risveglio cominciava ad accarezzare il recente verde dei prati.
(Donquijote82)
Crode zenza vita
rodiede da 1 aga e dal vento
dure com i cöres d cöi ch à volù la guera.
Monte ch se spaca par vöna
com bocogn d dovantù
tlosta via a la vita di pöide.
Nöio che n va via nanch d istede .
marzo e viliaco
compagn d cöi ch n à tradù
bianco...
bianco com la morte.

Oh podaa lassarne lassù in Popera
a dormì e desmantié
sot al nöio ch à soplù
cla maledöta guera e la mi dovantù.

Frades in straze
ciapade a tradimöinto in cal mai
lassà i cianpes e i prades ch vardiee
inciocade d paura
mnade come föde al mazelo
da lupe vistide da pastores
pare difende i confine
dla patria...
i confine dl inferno.

Oh podaa lassarne lassù in Popera...

Era na nöte d aprile
gnee dal mar 1 aria nova dl insuda
nöio e aga zi landre
gno ch marzii i soldade.
Son dude a 1 ataco
in cla nòte d lavine...
tocee tade e obdì.
Ina dito ch son morte da eroi
ina dito ch son morte pla patria.
Iö söi snoma ch söi morto sofió
col nome d mi mare su la bocia
e zi vöi na grön voia da vive.

Podaa lassarne lassù in Popera...

inviata da dq82 - 24/2/2016 - 21:51



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal sito ufficiale
L'ALPINO DEL POPERA

Rocce senza vita 
erose dall'acqua e dal vento 
dure come i cuori di chi ha voluto la guerra. 
Monti che si spaccano in fenditure 
come pezzi di gioventù 
rubata alla vita dei paesi. 
Neve che non si scioglie in estate 
marcia e vigliacca 
come chi ci ha tradito 
bianca… 
bianca come la morte.

Oh potevate lasciarmi in Popera
a dormire e dimenticare
sotto la neve che ha sepolto
la maledetta guerra e la mia gioventù.

Fratelli straccioni
presi a tradimento quel maggio
lasciare prati e campi verdeggianti
ubriachi di paura
portati come pecore al macello
da lupi vestiti da pastori
per difendere i confini
della patria...
i confini dell'inferno.

Oh potevate lasciarmi in Popera...

Era una notte d'aprile
dal mare saliva aria di primavera
neve ed acqua nelle trincee
dove marcivano i soldati.
Abbiamo attaccato
quella notte di valanghe...
si doveva obbedire e tacere.
Ci hanno definiti eroi
che morimmo per la patria.
Io so di essere morto soffocato
col nome di mia madre sulle labbra
e negli occhi la voglia di vivere.

Potevate lasciarmi in Popera...

inviata da Donquijote82 - 24/2/2016 - 21:53



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