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I'm Afraid of Americans

David Bowie
Lingua: Inglese

Lista delle versioni e commenti


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(David Bowie)


[1997]
Written by David Bowie and Brian Eno
Scritta da David Bowie e Brian Eno
Featuring: Nine Inch Nails
Single / Singolo [14.X.1997]
Album: Earthling

imafraidof


I'm Afraid of Americans è un singolo di David Bowie estratto dall'album Earthling nel 1997. La canzone, scritta da Bowie e da Brian Eno, fu originariamente realizzata durante le sessioni in studio di Bowie per l'album del 1995 1.Outside, ma non fu pubblicata fino al rough mix apparso nella colonna sonora del film Showgirls. Il brano fu infine edito nuovamente per l'inclusione in Earthling.

Bowie spiegò in questo modo il significato del brano, il cui titolo tradotto in italiano significa letteralmente "Ho paura degli americani":

« It's not as truly hostile about Americans as say Born in the U.S.A.: it's merely sardonic. I was traveling in Java when [its] first McDonald's went up: it was like, "for fuck's sake." The invasion by any homogenised culture is so depressing, the erection of another Disney World in, say, Umbria, Italy, more so. It strangles the indigenous culture and narrows expression of life. »

« Non è veramente ostile verso gli americani come ad esempio Born in the U.S.A.: è semplicemente beffardo. Stavo visitando Giava quando fu costruito il [suo] primo McDonald's: era come dire "che diavolo c'entra". L'invasione di una cultura omologata è così deprimente, più della costruzione di un'altra Disney World, per esempio in Umbria. Strangola la cultura indigena e restringe l'espressione della vita. »




Per la versione I'm Afraid of Americans (V1) fu prodotto un videoclip influenzato dal film Taxi Driver, interpretato da David Bowie e dal frontman dei Nine Inch Nails Trent Reznor. Diretto da Dom and Nic, mostra Bowie inseguito per le strade di New York da Jonny, un aggressivo americano interpretato da Reznor. Durante l'inseguimento Bowie diventa sempre più paranoico ed è testimone (o immagina di essere testimone) di vari atti di violenza perpetrati dai cittadini, ma le loro mani sono vuote come in possesso di armi da fuoco invisibili. Il video termina con Bowie accovacciato dietro un taxi che Reznor distrugge con un fucile d'assalto immaginario. Bowie in seguito si sveglia, solo per assistere ad una processione in cui Reznor trasporta un crocifisso, che ricorda le celebrazioni del Giorno dei morti o il film Qualcosa di sinistro sta per accadere. Il video fu premiato da MTV Live e in seguito ottenne una nomination agli MTV Video Music Awards per il premio al miglior video maschile.
- it.wikipedia:I'm Afraid of Americans


God is an American
di Alessandra Daniele
da Carmilla On Line

Devo ammetterlo, anch’io ho paura d’una particolare categoria di extracomunitari. Gli americani.

Questo è anno di elezioni presidenziali negli Usa. Fra i candidati repubblicani, il preferito dagli elettori è Donald Trump, una specie di orrido incrocio fra Briatore e Hitler che sembra un esperimento genetico dell’Hydra, e probabilmente lo è.
Trump è talmente grottesco che alcuni ipotizzano che la sua candidatura sia stata in realtà ideata dai sostenitori di Hillary Clinton per terrorizzare gli elettori, e spingerli a votarla per disperazione.

Il fatto che per la vittoria della Clinton si possa ritenere necessario uno spauracchio così raccapricciante dice tutto su quanto sia stimata.

Gli altri candidati repubblicani emersi finora sono una tetra fila di fotocopie sbiadite dello stesso cliché reazionario, fra le quali Jeb Bush non riesce a distinguersi.
Pare che dopotutto il fratello più furbo fosse George W.
E anche questo dice tutto.

Il bersaniano Bernie Sanders, benché attualmente più popolare della Clinton (come praticamente chiunque, escluso forse il virus Ebola) sembra avere ben poche chance di arrivare davvero alla presidenza. Le sue promesse sarebbero comunque destinate alla stessa fine di quelle di Obama, il premio Nobel per la pace che ha appena ordinato l’ennesimo invio di truppe in Iraq.

Sia che la corsa finale si riduca ancora una volta alla scontro fra le due casate imperiali Bush e Clinton, sia che si trasformi nell’ascesa del clan di Don Aldtrump, ancora una volta, che ne siamo consapevoli o meno, il vincitore avrà diritto di vita e di morte su tutti noi, come un dio meccanico signore degli eserciti, dei droni, e delle security cam.

I media italiani però sembrano perlopiù disinteressati alla competizione, preferendo concentrarsi sulla mansarda abusiva grillina di Quarto, che i renziani festeggiano al grido totòista di “mal costume, mezzo gaudio”, o sulle paranoie degli omofobi per l‘utero in affitto, magari mansardato.

E quando si occupano dello scenario bellico, è per utilizzare le vittime del nemico come chiamata alle armi.

Intanto gli USA continuano a combattere questa Guerra Mondiale senza numero, e tutte le altre che come una Matrioska contiene, da quella politico-economica contro la pan-Germania della Merkel, a quella contro l’imperialismo concorrente della Russia di Putin, al laocoontico mexican-standoff fra le varie fazioni del mondo arabo, alla lotta per il controllo e lo sfruttamento delle risorse naturali e umane che sottende a tutto lo scenario come un attrito di faglia ai terremoti, e che spacca trasversalmente anche il fronte interno.

I’m afraid of Americans.
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Johnny's in America
No tricks at the wheel
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Nobody needs anyone
They don't even just pretend
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Johnny's in America

I'm afraid of Americans
I'm afraid of the world
I'm afraid I can't help it
I'm afraid I can't
I'm afraid of Americans
Johnny's in America
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

Johnny wants a plane
Johnny wants to suck on a Coke
Johnny wants a woman
Johnny wants to think of a joke
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Johnny's in America
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

I'm afraid of Americans
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

Johnny's in America
Johnny looks up at the stars
Johnny combs his hair
And Johnny wants pussy in cars
Johnny's in America, uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
I'm afraid of Americans

God is an American
God is an American

Yeah, I'm afraid of Americans
I'm afraid of the words
I'm afraid I can't help it
I'm afraid I can't
I'm afraid of Americans

Johnny's an American
Johnny's an American
Johnny's an American, uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

inviata da Riccardo Venturi - 13/2/2016 - 23:17



Lingua: Italiano

Traduzione italiana da Velvet Goldmine
HO PAURA DEGLI AMERICANI

Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Johnny è in America
Bassa tecnologia al volante
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Nessuno ha bisogno di nessuno
Non fanno neanche finta
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Johnny è in America

Ho paura degli Americani
Ho paura del mondo
Temo di non poterci far nulla
Temo di non potere
Ho paura degli Americani.
Johnny è in America.
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

Johnny vuole un cervello
Johnny vuole scolarsi una Coca
Johnny vuole una donna
Johnny vuole pensare ad uno scherzo
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Johnny è in America
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

Ho paura degli americani
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

Johnny è in America
Johnny guarda in su verso le stelle
Johnny si pettina i capelli
E Johnny vuole la fica in macchina
Johnny è in America,
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh
Ho paura degli Americani

Johnny è Americano
Johnny è Americano

Si, ho paura degli Americani
Ho paura delle parole
Temo di non poterci far niente
Temo di non potere
Ho paura degli Americani
Dio è in America
Dio è in America
Dio è in America,
Uh-uh-uh uh, uh, uh-uh uh-uh-uh

24/8/2016 - 15:01



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