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Son ar Bonedoù Ruz

Gweltaz Ar Fur


Lingua: Bretone


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[1975]
Pozhioù: Gweltaz Ar Fur
Sonerezh: Iwerzhon hengounel
Testo: Gweltaz Ar Fur
Musica: Tradizionale irlandese
Paroles: Gweltaz Ar Fur
Musique: Traditionnelle irlandaise
Album: Bonedoù Ruz

gwbon


Con Gweltaz Ar Fur, o Gildas Le Fur in versione francese, abbiamo già avuto a che fare con la canzone scritta da suo padre, Er soudarded zo gùisket é ru. Un autore tanto fondamentale quanto poco noto della rinascenza musicale bretone, la cui parabola si è intrecciata indissolubilmente con quella di Glenmor e di Gilles Servat. Dal suo album "Bonedoù Ruz" del 1975, una canzone dedicata ad un episodio-chiave delle lotte in Bretagna, la rivolta dei Berretti Rossi del 1675; ma per tutto ciò che riguarda tale fatto, si rimanda a Hañvezh ar bonedoù ruz dei Tri Yann, pagina nella quale la Rivolta è raccontata fin nei minimi dettagli. [R.Gw.]
Er bloaz mil c'hwec'h kant pemzek ha tri-ugent
e oa savet e Breizh un dispac'h braz
E Karaez Ar Balp en Naoned Goulven Salaun
O deus savet ar Vreizhiz evit pezh zo 'vat

Anv an dud-se zo ar Bonedoù Ruz
Torr-e-benn o yud-brezel ha marv d'ar gwaskour
Evit ar sunerien a vo ar mallozh ruz
War-sav 'ta 'vit Frankiz paotred an Arvor

O servij ar Roue nemet an noblañs
Tud ar bobl o deus nac'het o gwirioù direizh
Ha dragoned - a larer - zo deuet a vro-Frañs
Evit distreiñ hor breudeur davit ar gwir feiz

Miliadoù zo marv ha miliadoù c'hoazh
Miliadoù 'n savo hag en em savo c'hoazh
Ha ma breudeur a-vremañ pa'z en em savit-hu
Dalc'hit soñj atav eus ar Bonedoù Ruz

Er bloaz mil c'hwec'h kant pemzek ha tri-ugent
e oa savet e Breizh un dispac'h braz
E Karaez Ar Balp en Naoned Goulven Salaun
O deus savet ar Vreizhiz evit pezh zo 'vat.

inviata da Richard Gwenndour - 1/2/2016 - 21:53



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Richard Gwenndour
1° febbraio 2016
CANZONE DEI BERRETTI ROSSI

Nell'anno mille e seicentosettantacinque
scoppiò in Bretagna una grande rivolta
a Carhaix, Le Balp; a Nantes, Goulven Salaun
sollevarono i Bretoni per la giustizia. [1]

Quella gente fu chiamata "Berretti Rossi",
"Spaccategli la testa" il loro grido di battaglia, e morte al tiranno;
per l'oppressore furono la maledizione più nera [2],
si rivoltano per la Libertà, dunque, i ragazzi d'Armorica

Al servizio del Re non restano che i nobili,
il popolo ha ripudiato i loro privilegi odiosi
dei Dragoni, si dice, sono arrivati dalla Francia
per ricondurre i nostri fratelli alla vera fede

A migliaia son morti, e ancora altre migliaia,
a migliaia insorgeranno e insorgeranno ancora.
E voi, fratelli miei, che state insorgendo adesso
ripensate sempre ai Berretti Rossi.
[1] Alla lettera: "per ciò che è buono".

[2] In bretone, come si è visto oramai da parecchie canzoni che contengono tale tipica espressione, la maledizione estrema non è "nera", bensì rossa.

1/2/2016 - 22:10


Manca solo un'oretta alla trasformazione notturna... Ma non ce la metti una webcam per assistere alla transustanziazione?
Sono morbosamente curioso...

Ciao, grazie - comme toujours - per la traduzione di Des Morgens um halb fünfe...

B.B. - 1/2/2016 - 22:05


Webcam? Sono contrario all'uso di tali diavolerie moderne. Al massimo posso provvedere ad una lanterna magica a manovella. Comunque sconsiglierei di assistere alla trasformazione, anche perché si vedrebbe pure il letamaio cui è ridotta casa mia, ci sono oramai libri di bretone al posto del porta-carta igienica e carta igienica al posto dei libri di bretone; resti di torta di ceci, piatti da lavare da tre giorni, caffettiere in posizioni oscene, e poi alle 23 mi spuntano strani peli e comincio a ululare alla Luna (ululì? ululà!). Dammi retta, meglio aver poco a che fare con me in questo periodo...

Richard Gwenndour - 1/2/2016 - 22:24


Il testo è accreditato sia a Gweltaz che a M. Hanly.

Flavio Poltronieri - 2/2/2016 - 20:13



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