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Regina del samba

Riserva Moac
Lingua: Italiano


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(anonimo)


2015
Babilonia
Babilonia

Nel disco realizzato con la professionalità di Marco Capaccioni (recording, mix) e Alberto Brizzi del Sound Studio di Città di Castello (PG), e la produzione artistica a cura di Francesco Bruni, già musicista e programmatore di Frankie Hi-Nrg, la Riserva Moac, supportata dalla forza degli ottoni della Bukurosh Balkan Orkestra, intreccia la tradizione balkan-mediterranea, l’intensità del beat movement, la raffinatezza dell’elettronica, la spavalderia e la giovinezza del rap. Se incrociate a suon di hip-pop e rock le coordinate dei Dub Fx con la Fanfara Ciocarlia o quelle dei Gogol Bordello con Dj Shantel sui binari delle robuste basi electro vi troverete nella Babilonia “glocal” della Riserva Moac. Un posto dove la globalizzazione è quella delle diverse bellezze culturali e sociali, non quella triste dei mercati; dove la vera ricchezza è l’umanità, quella cosa bellissima che il genere umano deve recuperare. Babilonia è un album corale, in cui i featuring di numerosi artisti contribuiscono a creare quella Festa global che è il sound e il messaggio della Riserva Moac. Da Erriquez della Bandabardò (presente in Jackpot) ai rapper Master App e Big Roma, fino ad arrivare a Salia, cantante africano di speranza ed alla White Widow, singer statunitense dall’anima suadentemente e caparbiamente rock. Voci che cantano la “città del sole” che la Riserva vorrebbe, uscendo insieme, anche attraverso la musica, dal cattivo stato in cui ci troviamo (Mayday Midai). Voci che cantano un mondo in cui l’unica razza sia quella “umana” (Babilonia), dove i bambini non siano più strumento di morte al servizio del capitale (Komba Bomba), dove l’amore venga vissuto anche nella sua essenziale tristezza (La verità) ed irrazionale “ebrezza” (Alcolizzato Sentimentale), dove la comunicazione e la socialità escano dai social e tornino ad essere vita vissuta, tatto e realtà (Festa Social Global Underground) e dove le uniche esperienze tattili non siano solo premere il bottone di una slot machine (Jackpot) o il sesso con qualche bambina affittata in qualche favela sudamericana (Regina del Samba). Parafrasando Chuck Palahniuk, sperando di non dover arrivare a tanto: “Occorre davvero distruggere la civiltà per poter cavare qualcosa di meglio dal mondo?” (Fight Club)
Volo 747, prendo quota e vengo anch’io. cambio aria dall’Italia al carnival di Rio: donne senza tregua sotto il sole d’Ipanema, pago una bambina spiaggia sesso e adrenalina.
Suona la conga, mamma che bomba! Balla pelle soda balla nuda su di me, Macché Penthouse e Tinto Brass: sono come Cortès con l’American Express.
Movida carioca di fica e di coca, ma lei mi cattura, mulatta perfetta, nel cuore veleno d’amore mi schizza: sto in mano allo sciamano tipo bambola di pezza.
Conquistadores dei sogni miei, qui non c’è niente da prendere.
Voglio soltanto resistere, io sono il cuore del sud.
Samba! Che bomba infallibile quando sei un corpo da favola.
Scivola e gocciola su di me perso nella tua vertigine!
Samba! la cùmba dei poveri sulle lamiere del Vidigal.
Fango, favela, pistole, gang: il mio veleno sei tu!
SEI LA REGINA DEL MIO SAMBA, SINUOSA COME UN MAMBA,TRAVOLGI COME UN’ONDA: EU QUERO VOCê!
SEI LA REGINA DEL MIO SAMBA, CACHAçA E PIOI MACUMBA,TI SEGUIRO’ NELL’OMBRA: EU QUERO VOCê
Inferno di lamiera, lo chiamano favela, da qui sembra che Dio non senta manco una preghiera.
Gente che spera, e chi spara alla cieca a metà fra chi non molla e chi si fa di meta.
Colpi fra bande, raffiche mac-ten, fumo di crack e, rapine racket.
Stragi quotidiane, la legge lo permette. La polizia è solo mazzate e mazzette.
Notte, nero catrame, senti la fame. Donne, ridotte a puttane, come in un harem, cosa rimane.
Madri fanno il segno della croce per i figli persi, amen. Per dimenticare basta un campo ed il pallone.
Sui gradini bambini sognatori di professione in cerca di una direzione, sangue e sudore,
allargano le braccia come il Cristo Redentore.

inviata da DonQuijote82 - 30/12/2015 - 14:45



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