Lingua   

Tre ottave pe' cantare O Gorizia a Carrara colla Nicolazzi

Giovanni Bartolomei
Lingua: Italiano (Toscano Pratese)


Ti può interessare anche...

Su fratelli pugnamo da forti
(anonimo)
Son Charlie! Son l’Hebdo!
(Giovanni Bartolomei)
O Gorizia, tu sei maledetta
(anonimo)


[dicembre 2015]
Ottave in rima di Giovanni Bartolomei da Prato
(sulla tradizionale aria-cantilena delle ottave)

Giovanni Bartolomei da Prato, ottavista e chimico
Giovanni Bartolomei da Prato, ottavista e chimico


E pensare che Giovanni Bartolomei da Prato, su questo sito, ce lo avevamo presente fin dal 25 novembre 2011, quando intervenne su Su fratelli pugnamo da forti a dirimere un po' la famosa questione degli inquisisi. E ne è qualificato, essendo il Giovanni Bartolomei stato un collaboratore della Caterina Bueno, e ancor oggi un suo autentico continuatore. Avendolo conosciuto di persona nelle circostanze che vo a raccontare, sono particolarmente lieto di accorglielo qua dentro anche come autore e ottavista; e vedrete più in là quali e quante cose Giovanni ha combinato e sta combinando (non ultime, anche se mi ha pregato di attendere ancora un po' prima di metterle, certe sue straordinarie versioni in pratese da Georges Brassens, che non esiterei a definire geniali).

Per questa cosa si deve partire da O Gorizia, tu sei maledetta e da quel che è successo nell'anarchista città di Carrara lo scorso 4 novembre. Quel giorno, a Carrara (come è meglio raccontato qui) si stava svolgendo la tradizionale "festa delle forze armate" in occasione dell'anniversario della "vittoria" italiana nella "grande guerra" (di cui quest'anno, come tutti sanno, ricorre il centenario). Un'anarchica carrarese dal nome non da poco, Soledad Nicolazzi, ha pensato opportunamente di andare a cantare sul muso a quei signori in divisa proprio "O Gorizia", lei, canzone che fin dalla sua prima riproposizione a Spoleto nel '64 non ha mai mancato di suscitare parecchia costernazione nei militari e nei militaristi, tornati ora in grand'auge (le "missioni di pace", i "nostrimarò" eccetera). La Nicolazzi è stata quindi allontanata in malo modo, inerme, da alcuni poliziotti; è stata identificata, e poco c'è mancato che non sia stata arrestata. Per aver cantato, appunto, una canzone.

Soledad Nicolazzi.
Soledad Nicolazzi.


Detto fatto, e visto che cantare O Gorizia (specie sulla ghigna ai militari e alle autorità in pompa magna) sembra tuttora essere un reato, sabato 12 dicembre scorso, che casualmente è sì un altro anniversario, ma di una strage di stato, a Carrara siamo arrivati da tutta Italia per cantargliele non in una sola, ma in ben quattro piazze della città. Non solo Gorizia, ma tutto un repertorio di canti antimilitaristi, anarchici, proletari, contro la guerra. Alla fine, tutti riuniti (in circa cinquecento) nella Piazza Gramsci (che i carrarini chiamano, credo, Piazza d'Armi!), s'è fatto un bel coretto che, spero, sarà arrivato diritto negli orecchi, nonché nel culo, a quei signorini. Anche perché, naturalmente, Soledad Nicolazzi erà là, in mezzo a tutti, a cantare; ma stavolta nessun solerte "tutore dell'ordine" la ha interrotta.



Ma le canzoni sono state tante e tante, nel pomeriggio dicembrino carrarese in cui Carrara è tornata ad essere quella Carrara che è nostra patria vera, anche se nostra patria è il mondo intero. Tornata? Forse verrebbe da dire che non se n'è mai andata via, sta sempre lì e non si tocca. Tra queste tante canzoni, Giovanni Bartolomei da Prato ha voluto, e qui gliene rendiamo il giusto omaggio, comporre tre ottave in rima dedicate proprio a Soledad Nicolazzi e al suo atto di insubordinazione, di riottosità, di giustizia e di coraggio. Le ha composte, presentate e cantate e, va da sé, il qui presente gliene ha chiesto il testo prima di andare a cantare "Gorizia" in mezzo a tutti. [RV]
'La c'era a Bella Ciao 'n quel di Spoleto
la Caterina Bueno co' i' su' impegno,
cinquantun anni fa e di fronte a i'veto
de' militari 'la 'un mutò i' su' sdegno
verso la guerra e disse: "Nun mi cheto!"
e noi (che 'la ci ha lasciat' i'segno)
quest'oggi anche pe' lei (da bravi artisti)
si canta i canti anti-militaristi.

Le trombe e' tamburi interventisti
son sempre pronti a stuzzica' i'cattivo
che cova negli umani, ma son tristi
se scopran che i' pensiero è ancora vivo.
"La guerra è bella pe' capitalisti,
perché ritrovan sempre i' loro attivo..."

...sicché gl'incensan Marte con dovizia
chiamandolo all'impresa redditizia.

Pe' chi ci lucra e' gli ha l'impudicizia
su i' fòco di soffiare (nun c'è cazzi)
chi vo' aboli' i confini e la milizia
son gente da rinchiùde' come pazzi.
Pe' questo noi si canta O Gorizia.
Pe' solidarietà alla Nicolazzi,
pe' tutti quanti i morti sull'Isonzo
nun ci si fa cheta' da qualche stronzo.

inviata da Riccardo Venturi - 15/12/2015 - 21:13


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org