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Pace

Bloodrockersband
Lingua: Italiano

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Tratto dal concerto di anteprima dell'opera presentato ad Arco il 26 novembre 2015



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(David Rovics)
La canzone dei migranti
(Bloodrockersband)


La canzone è parte di un'opera rock in allestimento denominata Quo vadis - Storie di migranti.
L’opera nasce dalla consapevolezza che l’umanità intera sta vivendo un momento storico epocale: non soltanto il confronto/scontro di religioni e civiltà diverse, non soltanto la crisi e gli interessi economici mondiali ma la percezione di un punto di non ritorno globale per la sopravvivenza dell’essere uomo, dei suoi valori fondanti e dello stesso senso della vita.
In qualche modo vorrebbe essere la colonna sonora di un’umanità dolente e smarrita in cammino verso una destinazione ignota.
La tragedia dei migranti (o profughi, o rifugiati, o diseredati non fa differenza) ci pone di fronte a tutto ciò , analogamente a tutte le migrazioni del passato, ma anche diversamente da esse perché oggi questa è tragedia di tutti: di chi uccide, di chi lucra, di chi fugge, di chi accoglie e di chi respinge.
Sotto gli occhi di tutti.
Quando il tempo sparirà
E questa rabbia disperata finirà
Io ci sarò

E quando sentirai
La rugiada dentro gli occhi, tu mi vedrai
Allora ci sarò

Ti prenderò per mano e tu verrai,
andremo nel giardino degli eroi
e il dolore come neve svanirà, in questo viaggio senza metà e senza età.

Segui la tua via
Dimentica il rumore e la follia
Intorno a te

Afferra quella lacrima
Che brucia come il fuoco dei falò
di Kobane,

E lasciala cadere sul tuo viso
Sfiorato da una specie di sorriso
La paura di ieri è ormai finita, adesso puoi cercare la tua vita

inviata da Fernando Ianeselli (autore e compositore) - 15/12/2015 - 15:01



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