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Bokassa Rap

Stefano Benni
Lingua: Italiano


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[1994]
Versi di Stefano Benni, pubblicati su Il Manifesto del 29 luglio 1994
Musica di Juggy (un duo costituito da Anton Giulio “Juggy” Castagna e Marco De Angelis), nel loro disco “Par condicio” del 1995, distribuito gratuitamente con la rivista Avvenimenti.
In due versioni, una interpretata – credo – da Neri Marcorè che imita Berlusconi, l’altra interpretata dallo stesso Marcorè con Daniele Formica, David Riondino e Paolo Rossi.

Bokassa Rap, in copertina su Il Manifesto
I giudici, se vogliono giudicare, bisogna che si facciano eleggere
I giornalisti, se vogliono scrivere, non devono criticare
I sindacalisti devono alzarsi in piedi quando mi vedono entrare
L’opposizione non deve opporsi se no non vale
E insomma, una buona volta, lasciatemi lavorare
Ho sei ville in Sardegna e le bollette da pagare
E forse dovrei farmi ricoverare
Mi consenta, senta, senta
C’e troppa anomalia in questa società violenta.

I giudici, se vogliono restare, non ci devono arrestare
La stampa estera l’Italia non la deve riguardare
E io a casa mia mangio con chi mi pare
Ma insomma, Bettino, smettila di telefonare
Più di quello che ho fatto proprio non lo posso fare
Ho sei televisioni sulle spalle da mantenere
E forse dovrei farmi ricoverare
Mi consenta, mi consenta, senta
C’è troppa finanza in questa società violenta.

E i tre saggi se sono saggi non si devono impicciare
E la RAI deve essere complementare
E perdio, spiegatemi cosa vuol dire complementare
E non dite che non so l’italiano che mi fate incazzare
E i giudici i processi li devono stipulare
E i giornalisti non devono esageracerbare
E forse mi dovrei far ricoverare
Mi consenta, mi consenta, senta
C’è troppa poca Fininvest in questa società violenta

E i giudici si alzino in piedi prima di giudicare
E se la mafia mi vota cosa ci posso fare
E il milione di posti l’avevo detto per scherzare
I rigori contro il Milan non li dovete dare
E che sono fascista non me lo dovete dire
E i giudici il paese non lo possono sventrare
Voglio tremila guardie del corpo che mi devono guardare
E un ritratto di sei metri vestito da imperatore
E i giornalisti prima di scrivere si facciano eleggere
E gli agit-prop vadano in Russia ad agitproppare
A me gli avvisi di garanzia non me li dovete mandare
E non chiamatemi Bokassa o vi faccio fucilare
E forse mi dovrei un po’ calmare
Ma se io sono Dio cosa ci posso fare
Mi consenta, senta, senta
Non c’è più religione in questa società violenta

inviata da Bernart Bartleby - 20/8/2015 - 15:40


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