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Atto di forza

Max Gazzè


Lingua: Italiano


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2014
Sotto Casa
sotto casa

Vincitore del premio Voci per la libertà 2014

"Spesso capita di chiederci - racconta il Premio Amnesty International Italia 2014 Max Gazzè - come un essere umano possa arrivare a compiere gesti atroci, quali siano i guasti che mandano in blocco il cervello e perché nessuno sia ancora riuscito a trovare il sistema per fermare la follia molto prima di quando è già troppo tardi. Facile che resti un pensiero come tanti che balena e sparisce per lasciar posto a qualcosa di più urgente. 'Atto di forza' è uno di quei pensieri, il racconto
per immagini di una di quelle follie. Grazie al premio Amnesty International lo sguardo si sposta e indugia su temi enormi – quale, appunto, la violenza contro le donne - che vengono quasi sempre pigiati in cronaca nera solo perché sembra sia diventato normale che ogni tanto qualcuno perda il controllo. Manca il tempo di illustrare i dettagli, di realizzare che succede veramente, di spiegare che non è per niente normale".
'Atto di forza' - dichiara il presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi - è un contributo importante alla conoscenza e alla sensibilizzazione su un problema gravissimo di violazione dei diritti umani in Italia: la violenza contro le donne. Una follia, spesso una 'lucida follia', descritta in 'Atto di forza', che è resa ancora oggi possibile dall'idea, purtroppo
molto diffusa, che la propria moglie o compagna sia semplicemente una cosa di cui l'uomo è proprietario, da punire quando si ribella e a maggior ragione quando si allontana. Le istituzioni italiane si sono accorte abbastanza tardi di questo problema, dopo anni nei quali vi sono stati oltre 100 omicidi di donne per mano di uomini. Gli stati hanno la responsabilità di punire la violenza contro le donne ma soprattutto di prevenire gli 'atti di forza'. Il brano vincitore del Premio Amnesty
International Italia 2014, frutto della vena poetica e dell'impegno civile di Max Gazzé, sarà un prezioso alleato nella nostra campagna per porre fine alla violenza contro le donne".
Evade il buio arcigno
come una bolla d’aria,
verde perfetto
svaria
in comignoli
dov’è pieno
di pioggia
qualche abbaglio asciutto,
e un tuono
di carta ondeggia.
Il cielo rivela filamenti
di nubi strette
e le braci violette
fosforescenti
del sole
già nato
fanno il lago lento
e sottile
un laminato
d’argento.
Evapora immerso
di nebbia
come lenzuoli,
e in mezzo
alle labbra
due fili
d’erba,
lei tira sassi
ricurva sui buchi
nell’acqua riflessi:
ci specchia i suoi pochi
vent’anni di età.
Ma
dietro il cappello
di paglia
lui calmo
ritaglia
un po’ d’ombra
e si vanta
ad un palmo
da lei per quello
che appare da tanta
bellezza
ed immonda!
Perché la ragazza
ha tradito, lasciando
in lui prati di niente
e un fuoco distante
a incendiarlo.
Pulsa l’aorta
nel collo
della ragazza nuda…
lo stallo
una volta
voluto
è carne che grida:
“Aiuto!”
Si attacca
alla panchina,
un vento di latta
la frusta sulla schiena
e aspetta
la grandine
come un ceffone…
farfuglia strambi
cadaveri di parole.
Fasci
di gelo
inchiodano gli alberi allo
sfondo
e quest’ingombro
di nuvole in nero
sfoga rovesci
come minacce!
Il calo verticale
l’attraversa
appieno,
e com’è diversa
la vita reale...
i nubifragi
son miti
e fragili
stalattiti
di cielo.

inviata da dq82 - 29/4/2015 - 15:24


A tutti quei cantanti che appoggiandosi sui temi più scontati (razzismo, tolleranza delle diversità, violenza sulle donne ecc.) raccolgono i consensi del popolino con dei testi spiccioli e immediati (vedasi la vittoria a Sanremo 2018 di Meta e Moro con un tema forte ma un testo banale, oppure un brano di non so chi che si chiama "L'amore merita" e parla di rispetto della sessualità altrui con un testo di bassissimo livello e anche musicalmente una commercialata scontatissima) vorrei dire: ecco una lezione che vi dà Gazzè con il fratello: COSÌ si codificano artisticamente i messaggi da dare nelle canzoni, COSÌ si parla di temi forti, COSÌ si stimola l'intelligenza del destinatario! Questa canzone parla di una violenza su una ragazza con un'eleganza e una raffinatezza ESEMPLARI: Gazzè ha detto che sin da quando ha pensato il brano aveva in mente di non descrivere la violenza nell'atto di essere compiuta ma il dopo, ossia l'immagine della ragazza scombussolata e indifesa in seguito all'accaduto. Ecco che ne viene fuori un brano dove ci vuole quel quid in più per arrivarne alla comprensione. Ha vinto anche il premio di Amnesty International per questo pezzo. C'è solo da ringraziarlo per il modo in cui ci insegna (assieme al fratello) ad ascoltare più a fondo e ad abituarci alla qualità, permettendoci di distinguere e disapprovare l'ordinaria spazzatura.

Gabriele Maiellaro - 2/7/2018 - 23:23



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