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Domek z kart

Mieczysław Fogg
Lingua: Polacco


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[1946]
Parole di Janina Gillowa
Musica di Julio Blanco
Incisa dal grande baritono polacco Mieczysław Fogg con l’orchestra di Władysława Kabalewskiego.
Testo trovato qui



Castello di carte, distrutto da qualcuno senza cuore. E quanto è difficile costruirne uno nuovo, la vita è inutile dopo il disastro...

Sicuramente una canzone d’amor perduto, ma nel 1946 non poteva non essere intesa come un omaggio al martirio di Varsavia, rasa al suolo dai nazisti tra agosto e settembre del 1944 mentre i sovietici, attestati poco lontano sulla riva destra della Vistula, restarono a guardare lo scempio senza intervenire, vuoi per i postumi dei duri scontri con le unità corazzate tedesche, vuoi perchè Stalin non voleva essere co-protagonista di un’iniziativa tutta polacca. E, paradossalmente, tra le fila naziste operava invece un’intera brigata di collaborazionisti russi, la famigerata brigata Kaminski (S.S. Sturmbrigade R.O.N.A. Russkaya Osvoboditelnaya Narodnaya Armiya).



Credo che Krzyś saprà senz’altro essere più preciso del sottoscritto al riguardo di questo bel tango...

Mieczysław Fogg l’abbiamo già incontrato come interprete di Piosenka niezapomniana di Aleksander Kulisiewicz.
Mój domek z kart
Wybudowany tak na żart
Niewiele był dla ciebie wart
A nadzieją był mą

Lecz dola ma
Złowrogim tchnieniem
Pewnego dnia
Tak zburzyła mi go

Dziś cudne sny
Przesłonił obraz mrocznych dni
I chociaż może błyśnie mi
Nowy blask nowych zórz

Lecz domku z kart
Nie chcę budować już

inviata da Bernart Bartleby - 22/3/2015 - 22:48



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