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Juan Represión

Sui Generis
Lingua: Spagnolo


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(Sui Generis)


[1974]
Scritta da Charly García
Nell’album intitolato “Pequeñas anécdotas sobre las instituciones”

Pequeñas anécdotas sobre las instituciones

“Pequeñas anécdotas sobre las instituciones” - pubblicato pochi mesi dopo la morte dell’appena rieletto presidente Juan Domingo Perón e con il paese già nel caos completo che sfocerà di lì a poco nella svolta fascista – è stato uno dei dischi più censurati nella storia della musica argentina.
Charlie Garcia, autore di tutti i testi, fu costretto a cambiarne la maggior parte ma due brani, “Juan Represión” e “Botas locas”, furono del tutto espunti dalla prima edizione dell’album (e vennero inseriti per la prima volta soltanto in un'antologia del 1991!). I Sui Generis osarono proporli dal vivo in un concerto a Montevideo, Uruguay, nel 1975 e vennero praticamente tirati giù dal palco dalla polizia, arrestati e interrogati per ore…



La canzone è un allegoria del cittadino benestante ed amante dell’“ordine” e della “giustizia” - un “borghese” si sarebbe detto un tempo – uno dei tanti che periodicamente, in ogni angolo del globo, hanno sempre avallato (fattivamente o girandosi dall’altra parte) l’avvento dei peggiori regimi autoritari e le dittature più sanguinarie. Nel 1974, nonostante quello che era già accaduto e che stava accadendo, nemmeno Charlie Garcia poteva lontanamente immaginare tutto l’orrore che gli argentini avrebbero patito negli anni successivi… Forse per questo aveva immaginato un personaggio triste e contrito per aver partecipato alla repressione, per esserne stato strumento… Nella realtà in Argentina – così come in Cile e in tutta l’America Latina angariata dalle dittature – non credo che siano stati in molti (se pur ci furono, come ben raccontato nel bellissimo film “La historia oficial” di Luis Puenzo) i “Juan Represión” che aprirono gli occhi e che ebbero il coraggio di prendere quanto meno le distanze da quell’orgia di violenza e di sangue.



Quello che poi avvenne in Argentina in quegli anni è stato qualcosa del tutto peculiare: il radicalismo degli anni 10 e 20, i governi dittatoriali della successiva “Década infame”, il “peronismo” populista, il nuovo ciclo dei regimi autoritari, fino all’effimero ritorno di Juan Domingo Perón che tradì le aspettive illusorie della sinistra peronista consegnando il paese nelle mani di gente come José López Rega, detto “El Brujo”, suo stretto consigliere nonché fondatore della famigerata formazione paramilitare nota come “Triple A” (AAA), la Alianza Anticomunista Argentina…
Tutto quel che ne seguì “está cargado en la memoria, arma de la vida y de la historia.”
Juan Represión viste
un saco azul, triste,
vive como pidiendo perdón
y se esconde a la luz del sol.

Juan Represión sabe,
no hay nadie que lo ame,
las balas que la gente tiene
lo asesinaron de pie.

Esta es la historia de un hombre
que supo muy pocas letras
y soñó con la justicia
de los héroes de historietas.

Y se disfrazó de bueno
con un disfraz de villano
y los malos de la historia
son los héroes cotidianos.

Pobre Juan, el odio te hace muy mal
y esperas a tu muerte
justo una madrugada
en manos de la misma sociedad.

Juan Represión sueña
poder ser invisible,
no puede soportar la verdad
y el terror lo va a matar.

Juan Represión grita,
Juan Represión llora,
está tan loco, el pobre,
que hoy en la cárcel se encerró.

Esta es la historia de un hombre
que quiso ser sobrehumano
y la realidad, entonces,
se le escapó de las manos.

Y ahora juega a los ladrones,
junto con Batman y Robin,
en un asilo de ancianos
con payasos y gusanos.

Pobre Juan,
qué lastima me da,
todos los reprimidos
seremos tus amigos
cuando tires al suelo
tu disfraz.

inviata da Bernart Bartleby - 5/2/2015 - 13:58



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