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Hanna från Arlöv

Nationalteatern
Language: Swedish

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(Nationalteatern)


[1974]
Testo e musica: Ulf Dageby
Lyrics and music: Ulf Dageby
Text och musik: Ulf Dageby
Interpretata da/Performed by/Sjungen av: Maria Grahn
Album: Livet är en fest

livetaerenfest


Arlöv è un grosso sobborgo industriale della città di Malmö, la metropoli della Svezia meridionale. Grossi zuccherifici, altre industrie, immigrazione, e lavanderie. Avete mai sentito parlare delle lavanderie industriali? L'industria di qualsiasi tipo produce un sacco di panni sporchi, e dove si lavano i panni sporchi c'è da sudare come bestie. Qui comincia la nostra canzone, che è una delle più famose dell'intero progg svedese. Con il nome di progg (abbreviazione di progressiv) si indicava in Svezia un movimento e stile artistico degli anni '70, caratterizzato da forti tematiche sociali e rivoluzionarie. Accanto agli Knutna Nävar, più dichiaratamente comunisti e rivoluzionari, il gruppo gotemburghese del Nationalteatern si distinse per il passaggio più graduale e “soft” a tematiche del genere. Hanna från Arlöv fa comunque parte del secondo album del gruppo, Livet är en fest (“La vita è una festa”), del 1974, quando oramai il Nationalteatern (“Teatro nazionale” in svedese) si era definitivamente orientato verso il progg.

Livet är en fest è considerato uno degli album più famosi del progg svedese, a partire dalla copertina fatta di “avanzi”: lattine di birra, cibo-spazzatura e cicche di sigarette su un tavolaccio. Gli avanzi della festa dei lavoratori, verrebbe da dire; e si capisce come mai una buona parte delle canzoni di questo album (e di altri) del Nationalteatern siano rivolte contro l'alcolismo e la droga, considerate non solo delle piaghe sociali fortissime in Svezia, ma anche, e assai giustamente a mio parere, un efficace mezzo di controllo e di repressione delle classi lavoratrici e più basse. Dal progg appare veramente l'altra faccia del “modello svedese” che furoreggiava negli anni '70; vivendoci dentro quotidianamente, si vedeva che dietro la bella patina delle conquiste sociali e dell'avanzamento restavano problemi enormi. Hanna från Arlöv, invece, è una canzone di lavoro industriale e di sciopero. Parla di una ragazza che, impiegata a termine per l'estate in una lavanderia industriale, si trova all'improvviso a che fare con condizioni di lavoro terrificanti, e con un padrone che si rifiuta di installare dei miseri ventilatori che allevino il caldo atroce nel quale le operaie devono lavorare. Finché, un bel giorno, la cinquantenne comunista Hanna non fa un bel discorso a tutte quante in lavanderia, montando su un màngano (il mangano è l'enorme macchinario che si usa per stirare nelle lavanderie industriali), e tutte le lavanderie di Arlöv scendono in sciopero selvaggio. Ottenendo, alla fine, un “ventilatore di merda” con il quale faceva “caldo quasi uguale a prima”. Ma la ragazza, a contatto con Hanna, “ha imparato a lottare”.

Secondo Ulf Dageby, il leader del Nationalteatern nonché autore di questa canzone, essa si basava su di un'intervista comparsa sul Proletären, il giornale del Partito Comunista Svedese. In essa, l'operaia lavanderista cinquantunenne Hanna, all'inizio della campagna elettorale del 1973, si lagnava, tra le altre cose, che nella lavanderia di Arlöv dove lavorava faceva un caldo insopportabile. Su questa intervista Ulf Dageby costruì la canzone, senza aver mai conosciuto Hanna. Come detto, la canzone divenne in Svezia incredibilmente famosa; tant'è che, molti anni dopo, nel 1996, un giornalista del quotidiano locale Sydsvenskan riuscì a individuare la vera Hanna e andò a farle una nuova intervista; e ne vennero fuori cose assai curiose.

Hanna Lööv.
Hanna Lööv.


Per prima cosa, l'operaia “di Arlöv” aveva un nome completo che ricordava da vicino la località: si chiamava infatti Hanna Lööv (löv vuol dire “foglia” in svedese). Abitava a Malmö, e pure la lavanderia dove lavorava si trovava nel comune di Malmö, nella Strömgata; ma, ci tenne a precisare al giornalista, la Strömgata è comunque vicinissima a Arlöv (che fa parte però di un altro comune, quello di Burlöv). Fatte le specificazioni geografiche, Hanna Lööv si dichiarò “assai fiera” (mycket stolt) di avere ispirato una canzone così famosa; però c'erano delle notevoli differenze con la realtà dei fatti. In primo luogo, nel periodo in cui aveva lavorato in lavanderia non solo non aveva organizzato alcuno sciopero selvaggio, ma proprio non c'era stato alcuno sciopero, neppure organizzato da altre. Dichiarò poi di non essere mai stata comunista, bensì di aver sempre votato per il partito socialdemocratico; disse comunque di non essersi mai interessata troppo di politica. All'epoca dei fatti, poi, dichiarò che faceva sì un caldo tremendo in fabbrica ("faceva un caldo tale che i vestiti si incollavano al corpo"), ma che alcuni ventilatori erano stati già installati. Come ultima cosa, sebbene nella canzone si parli di un “padrone” e del suo “profitto”, la lavanderia di Hanna era di proprietà statale e faceva parte delle FFV, le Förenade Fabriksverken, praticamente l'IRI svedese. Questo potrebbe significare poco, dato che lo Stato è comunque un padrone che ricava profitto; ma la figura del “capo”, del padrone che costringe le operaie a lavorare a 40 gradi perché non vuole spendere soldi per i ventilatori, è un'invenzione.

E un'invenzione, beh, sembra essere tutta questa canzone, sebbene Ulf Dageby si sia basato su un'intervista dove si dicevano certe cose che, evidentemente, erano state prese come vere (ricamandoci poi sopra la storia della ragazza impiegata a termine). Ciò non ne diminuisce e non ne ha mai diminuito la forza; anche perché, in modo del tutto evidente, si riferiva a fatti comunque reali anche se, magari, non si erano verificati in quella data lavanderia di Arlöv, o di Malmö, o di chissà dove. La forza del simbolo predomina sulla realtà dei fatti, che pure è bene conoscere. Gli enunciati che essa contiene sono stati percepiti come autentici perché rispecchiano una realtà.

Hanna Lööv è morta nel 2005, all'età di 83 anni. Era originaria di un paesino della Scania, Tollarp, nei dintorni di Kristianstad. A metà degli anni '80, quando le morì il marito, tornò al paese e vi morì; una vita qualunque, da contadina e da operaia, con il curioso “incidente” di aver ispirato una canzone famosa. La lavanderia statale dove lavorava fu privatizzata e cambiò proprietario per quattro o cinque volte, fino a approdare al gruppo danese Berendsen, che la chiuse definitivamente quattro anni dopo. Alla fine, rimangono la canzone nella quale le si è fatto organizzare uno sciopero che non ha mai organizzato, e un treno per pendolari. Il pågatåg (treno locale per lavoratori) X61 della Regione Scania si chiama Hanna från Arlöv. [RV]
Jag jobba' på tvätten i Arlöv
Det var sommar och varmt
Det var ett sommarjobb
Jag skulle fixa lite egna pengar

Brevid mig stog en kärring
Hanna från Arlöv
Svettades i ångan från pressen
Det var 40 grader varmt

Hanna från Arlöv, hej!
Jag lärde mycket av dig
Du sa som det var
Och det kändes så bra så
Nu kan jag göra nånting själv
Göra nåt' själv

Vi jobbade tillsammans i tvätten
Hanna var kommunist
En tant på femtio år
Kan väl inte vara kommunist, va?
Hon var så förbannad på värmen
Och på chefen som sa att dom inte hade råd med fläktar
Kyss mig där bak sa Hanna

Hanna från Arlöv, hej!
Jag lärde mycket av dig
Du sa som det var
Och det kändes så bra så
Nu kan jag göra nånting själv
Göra nåt' själv

Och Hanna höll tal på en mangel
Nu strejkar vi vilt
Vi är väl inga djur
Vi ska fan i mig ha våra fläktar
Hon talade med mig om vårt jobb
Och om chefens profit
Och om att vi som jobbar skulle hålla samman
Hon tyckte inte att jag var nån ung och dum tjej

Hanna från Arlöv, hej!
Jag lärde mycket av dig
Du sa som det var
Och det kändes så bra så
Nu kan jag göra nånting själv
Göra nåt' själv

Hela tvätten stod stilla i Arlöv
Chefen slet sitt hår
En jugoslav fick gå
Men dom vågade inte focka Hanna
Så fick vi då till slut en fläkt
Det var en ynklig fläkt
Det var nästan lika varmt som förut
Men jag lärde mig att fajtas

Hanna från Arlöv, hej!
Jag lärde mycket av dig
Du sa som det var
Och det kändes så bra så
Nu kan jag göra nånting själv
Hanna från Arlöv

Contributed by Riccardo Venturi - 2014/11/11 - 23:10




Language: Italian

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
11 novembre 2014

Arlöv.
Arlöv.
HANNA DI ARLÖV

Lavoravo in una lavanderia a Arlöv
era estate e faceva caldo
era un lavoro estivo
dovevo guadagnarmi un po' di soldi miei

Accanto a me c'era una tipa,
Hanna di Arlöv,
sudava in mezzo al vapore della pressa
c'erano quaranta gradi

Hanna di Arlöv, ehi!
Ho imparato molto da te
dicevi come stavano le cose
e lo si capiva proprio bene
ora posso fare qualcosa da sola,
fare qualcosa da sola

Lavoravamo insieme in lavanderia
Hanna era comunista,
una tizia di cinquant'anni
forse non può essere comunista, eh?
Era così incazzata per il caldo
e col capo che diceva che non avevano i mezzi per mettere ventilatori
e Hanna lo mandava affanculo

Hanna di Arlöv, ehi!
Ho imparato molto da te
dicevi come stavano le cose
e lo si capiva proprio bene
ora posso fare qualcosa da sola,
fare qualcosa da sola

E Hanna fece un discorso salendo su un mangano:
ora facciamo uno sciopero selvaggio,
non siamo di certo delle bestie,
cazzo se ce li avremo i nostri ventilatori
parlava con me del nostro lavoro
e del profitto del capo
e del fatto che noialtri lavoratori dovremmo stare tutti assieme
lei non pensava che io fossi una ragazzina scema

Hanna di Arlöv, ehi!
Ho imparato molto da te
dicevi come stavano le cose
e lo si capiva proprio bene
ora posso fare qualcosa da sola,
fare qualcosa da sola

E tutte le lavanderie tacevano a Arlöv
il capo si strappava i capelli,
una jugoslava fu buttata fuori
ma non osarono licenziare Hanna
e allora alla fine misero un ventilatore
era un ventilatore di merda
faceva un caldo quasi uguale a prima
ma ho imparato a lottare

Hanna di Arlöv, ehi!
Ho imparato molto da te
dicevi come stavano le cose
e lo si capiva proprio bene
ora posso fare qualcosa da sola,
Hanna di Arlöv.

2014/11/11 - 23:54




Language: Finnish

Traduzione finlandese / Finnish translation / Traduction finnoise / Finsk översättning / Suomennos: Juha Rämö

A_T_Antonsson-mange
ARLÖVIN HANNA

Tein töitä pesulassa Arlövissä.
Oli kesä ja lämmintä.
Se oli kesätyö,
piti saada vähän omaa rahaa.

Vieressäni seisoi joku akka,
Arlövin Hanna.
Hikoiltiin silittämön höyryissä,
lämpöä oli 40 astetta.

Hei, Arlövin Hanna!
Opin sinulta paljon.
Sinä sanoit asiat niin kuin ne olivat,
ja se tuntui tosi hyvältä,
ja nyt osaan tehdä jotain itse,
tehdä jotain itse.

Tehtiin yhdessä töitä pesulassa.
Hanna oli kommunisti.
Viisikymppinen täti
ei kai voi olla kommunisti, vai mitä?
Hän oli aivan hiilenä kuumuudesta
ja pomolle, joka sanoi, ettei tuulettimiin ollut varaa.
Haista sinä paska, sanoi Hanna.

Hei, Arlövin Hanna!
Opin sinulta paljon.
Sinä sanoit asiat niin kuin ne olivat,
ja se tuntui tosi hyvältä,
ja nyt osaan tehdä jotain itse,
tehdä jotain itse.

Hanna seisoi mankelin päällä ja piti puheen:
Nyt pannaan perseet penkkiin,
eihän tässä mitään eläimiä olla,
ja tuulettimet me saadaan, piru vie!
Hän puhui minulle työstämme
ja pomojen voitoista
ja sanoi, että meidän työläisten on pidettävä yhtä.
Hän ei pitänyt minua nuorena tyhmänä tyttönä.

Hei, Arlövin Hanna!
Opin sinulta paljon.
Sinä sanoit asiat niin kuin ne olivat,
ja se tuntui tosi hyvältä,
ja nyt osaan tehdä jotain itse,
tehdä jotain itse.

Koko Arlövin pesula seisoi,
pomo repi hiuksiaan,
yksi jugoslavialaisista sai lähteä.
Mutta Hannaa ne eivät uskaltaneet erottaa,
ja niin me lopulta saimme tuulettimemme.
Se oli surkea tuuletin,
ja lämmintä oli melkein yhtä paljon kuin ennenkin.
Mutta minä olin oppinut pitämään puoliani.

Hei, Arlövin Hanna!
Opin sinulta paljon.
Sinä sanoit asiat niin kuin ne olivat,
ja se tuntui tosi hyvältä,
ja nyt osaan tehdä jotain itse,
Arlövin Hanna.

Contributed by Juha Rämö - 2018/4/1 - 09:41



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