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Miserae

Karl Amadeus Hartmann


Lingua: Tedesco


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[1933-34]
Karl Amadeus Hartmann (1905-1963) scrisse questo poema sinfonico durante i primi due anni del Terzo Reich, quelli in gran parte dedicati da Hitler a regolare una volta per sempre i conti con l’opposizione. Non era passato nemmeno un mese dalla presa del potere che Hitler aveva già dato disposizione di allestire il primo campo di concentramento destinato alla “rieducazione” degli oppositori. L’annuncio dell’inaugurazione del campo di Dachau, a pochi chilometri da Monaco di Baviera, fu dato il 21 marzo 1933 da Heinrich Himmler, comandante del Reich.



Karl Amadeus Hartmann, che avversava apertamente il nazismo ma aveva scelto di non abbandonare la Germania, così scrive nelle sue memorie:

“Dann kam das Jahr 1933, mit seinem Elend und seiner Hoffnungslosigkeit (…). In diesem Jahr erkannte ich, daß es notwendig sei, ein Bekenntnis abzulegen, nicht aus Verzweiflung und Angst vor jener Macht, sondern als Gegenaktion. (…). Ich schrieb in dieser Zeit mein erstes Streichquartett, das Poème symphonique "MISERAE" und meine 1. Symphonie mit den Worten von Walt Whitman: ‘Ich sitze und schaue aus auf alle Plagen der Welt und auf alle Bedrängnis und Schmach.’

“Poi venne l'anno 1933, con la sua miseria e mancanza di speranza (...). Quell'anno mi resi conto che era necessario rendere testimonianza, non per disperazione e per paura, ma come reazione, per agire contro quel potere. (...). Scrissi allora il mio primo quartetto d'archi, il poema sinfonico "Miserae" e la mia prima sinfonia sui versi di Walt Whitman, quelli che iniziano con: ‘I Sit and look out upon all the sorrows of the world, and upon all oppression and shame’

Ovviamente nessuna delle opere di Karl Amadeus Hartmann venne mai eseguita in Germania tra il 1933 ed il 1945...



Karl Amadeus Hartmann, come ogni tedesco che avesse voluto vedere quanto stava accadendo, sapeva benissimo cosa già succedeva in quei primi anni dietro al filo spinato e dedicò così il suo poema sinfonico “Miserae”: “Amici miei, che siete dovuti morire più di cento volte, che dormite per l’eternità – non vi dimenticheremo. (Dachau, 1933/34)”.
Meinen Freunden, die hundertfach sterben mussten, die für die Ewigkeit schlafen – wir vergessen Euch nicht. (Dachau, 1933/34)

inviata da Bernart Bartleby - 5/10/2014 - 19:04


Si veda I Sit and Look Out di Walt Whitman.

Bernart Bartleby - 6/10/2014 - 09:53



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