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Dagli emisferi levansi i lamenti

Napoleone Murzi
Lingua: Italiano


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Testo di Napoleone Murzi e G. Danesi
Sull'aria dell'Inno della Rivolta di Luigi Molinari.

Il canto fu raccolto da Leoncarlo Settimelli e R. I. Orano da Napoleone Murzi, di cui già abbiamo qualche notizia dall' Inno dei lavoratori del mare: portoferraiese di nascita ma di famiglia di Rio Marina, fu un ex lavoratore marittimo che era anche un cantore e un autore. Il canto di questa pagina è infatti sua opera diretta, anche se Catanuto/Schirone (op. cit., p. 143) riportano come coautore anche un non meglio precisato G. Danesi (anch'egli senz'altro elbano, dato che Danesi è uno dei cognomi più tipici dell'isola). Secondo Catanuto/Schirone, "è uno dei canti che musicalmente si rifà al noto testo del Molinari Inno della rivolta, riflettendone la struttura".
Dagli emisferi levansi i lamenti
urli strazianti e rantoli di morte
grida la fame al disgridar dei venti
orrenda sorte,
orrenda sorte.

Perché l'inconscio popolo annuisce
sotto il tallone infame del tiranno
ma non impugna un'arma e non punisce
chi gli fa danno,
chi gli fa danno.

O voi grifagni, o pipistrelli neri
che all'ombra della croce vi ascondete,
o voi tremoti infami, o vituperi
vinti sarete,
vinti sarete.

Sarete vinti sì, vinti e battuti
da una rivoluzione purgatrice,
invan vi morderete, immondi bruti
bella fenice,
bella fenice.

Ma che delizia finalmente al suolo,
e l'uomo è capitale despotismo
e sarà iscritta in lettere d'argento
e l'Anarchismo,
e l'Anarchismo.

inviata da Riccardo Venturi - 29/9/2014 - 00:29



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