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Grodek

Georg Trakl


Lingua: Tedesco


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(Georg Trakl)


[1914]
Poesia di Georg Trakl
Musica di David Hackbridge Johnson (2012)

A poem by Georg Trakl
Music by David Hackbridge Johnson (2012)

Ein Gedicht von Georg Trakl
Musik von David Hackbridge Johnson (2012)

"One of a series of pieces that use the words of Georg Trakl's poem Gródek. After a battle there in 1914 Trakl tended the wounded. He was so traumatised by this that he took his own life a few days later. Unlike the earlier works in the series, here the piano and sprechstimme are speeded up and distorted. Ironic dance music comes in and out of focus to add to the frenzied nature of the emotions. In a later Eastern Front my uncle Paul died when barely out of his teens - he would be in his 80s if he was alive today. So much wasted life on all sides. - David Hackbridge Johnson.

Georg Trakl.
Georg Trakl.


Questa non è soltanto una poesia di Georg Trakl, e una delle più famose e terribili. E' l' ultima sua poesia, scritta pochi giorni prima che si suicidasse, all'età di ventisette anni, il 3 novembre 1914. Già sconvolto per l'abuso di droghe e di alcool e per il rapporto incestuoso con la sorella Greta, allo scoppio della “Grande Guerra” Georg Trakl, farmacista di professione, viene richiamato come ufficiale di sanità e viene inviato sul campo di battaglia di Gródek, in Galizia, dove deve assistere, da solo e senza medicine, novanta feriti gravi. Completamente traumatizzato dall'esperienza della guerra, Trakl tenta il suicidio ma viene salvato e ricoverato nell'ospedale psichiatrico di Cracovia, il 7 ottobre 1914. Alla fine del mese il poeta fa testamento; all'amico Von Ficker, venuto a trovarlo, lascia invece come testamento poetico le composizioni Klage II (“Lamento II”) e Grodek, appena scritta. Il 3 novembre si pratica da solo un'overdose di cocaina. [RV]

“Così, quest'ultima poesia vergata dalla mano di Georg Trakl appare come il frutto dell’esperienza diretta della estrema, sconvolgente violenza della guerra, che era – poi – il fallimento clamoroso e irreparabile di quella razionalità ottimistica e presuntuosa, di quel Logos strumentale e calcolante, con cui l’Europa aveva creduto di poter dominare le pulsioni oscure e selvagge di Thanatos, il cieco istinto di dominio e l’inconscia volontà di autodistruzione. Le Furie della guerra erano balzate fuori non dal nulla, ma da una segreta malattia che aveva covato a lungo sotto le apparenze superficiali, ma rassicuranti, della ragione, della scienza e del progresso.” - Francesco Lamendola - Centro Studi La Runa

"La scena della battaglia, luogo di bellezza naturale di boschi, laghi azzurri e pianure dorate, è descritta utilizzando esplicitamente colori come l'azzurro, l'oro, il rosso ed il nero, ed implicitamente, tramite la sera, il sole, la notte, la luna, il sangue, l'ombra, il bronzo. La tragedia della guerra non è solo nella morte di chi la combatte ma soprattutto nei nipoti non nati, nella mancata vita futura che non è potuta nascere da quei morti. Al centro c'è l'immagine della sorella del poeta, ombra ondeggiante come in un delirio, che sembra quasi danzare nella schwarze Verwesung, la nera putredine; anche dalla relazione del poeta con la sorella, non nasceranno figli e nipoti: i due fratelli sono apparentati a quella putredine." - it.wikipedia

Il manoscritto di Grodek.
Il manoscritto di Grodek.
Am Abend tönen duie herbslichen Wälder
Von tödlichen Waffen, die goldnen Ebenen
Und blauen Seen, darüber die Sonne
Düstrer hinrollt; umfängt die Nacht
Sterbende Krieger, die wilde Klage
Ihrer zerbrochenen Münder.
Doch stille sammelt im Weidengrund
Rotes Gewölk, darin ein zürnender Gott wohnt,
Das vergossne Blut sich, mondne Kühle;
Alle Straßen münden in schwarze Verwesung.
Unter goldnem Gezweig der Nacht und Sternen
Es schwankt der Schwester Schatten durch den schweigenden Hain,
Zu grüßen die Geister der Helden, die blutenden Häupter;
Und leise tönen im Rohr die dunkeln Flöten des Herbstes.
O stolzere Trauer! ihr ehernen Altäre,
Die heiße Flamme des Geistes nährt heute ein gewaltiger Schmerz,
Die ungebornen Enkel.

inviata da Riccardo Venturi - 25/9/2014 - 12:17




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Ervino Pocar

Ervino Pocar.
Ervino Pocar.


Di Grodek esistono diverse traduzioni italiane. Vorrei dare conto per prima di quella di uno dei maggiori studiosi e traduttori di letteratura tedesca: Ervino Pocar. Proviene, perlomeno per quanto ho in mio possesso, da uno di quei tascabili che, con gli anni, son diventati rarissimi come un economista intelligente: le Poesie di Georg Trakl edite nella BUR, la Biblioteca Universale Rizzoli, nel 1974. “Introduzione, traduzione e note di Ervino Pocar”, prezzo lire 2000. Non nascondo che, in questa mia predilezione, non c'entra soltanto il valore, eccelso, della traduzione; c'entra anche il fatto che Ervino Pocar, piranese di nascita, aveva sposato un'elbana di Portoferraio, Cesi de Rosa, e che all'Elba, dove risiedeva, sono nate le sue opere. Credo che Marciana Marina sia l'unica località ad avergli dedicato una strada, via Ervino Pocar. [RV]
GRODEK

I boschi d'autunno rombano a sera
d'armi mortali, e le auree pianure
e i laghi celesti, sui quali rotola il sole
più lugubre; abbraccia la notte i guerrieri
moribondi, il lamento selvaggio
delle loro labbra straziate.
Quieto s'agglomera nel saliceto -
nube scarlatta, dimora d'un Dio corrucciato...
il sangue versato, frescura lunare;
tutte le strade convergono in nero marciume.
Sotto le rame d'oro del bosco silente,
sotto le stelle, l'ombra della sorella barcolla
a salutare le anime eroiche,
le teste lorde di sangue;
e nel canneto sommessi
suonano i cupi flauti autunnali.
Oh lutto orgoglioso! Altari di bronzo,
un immenso dolore nutre, quest'oggi,
la fiamma cocente dell'anima,
i non nati nipoti.

inviata da Riccardo Venturi - 26/9/2014 - 11:34




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Vera Degli Alberti e E. Innerkofler.

Dalle Poesie di Georg Trakl nell'edizione Garzanti, che non ho. La traduzione è riprodotta dall'articolo di Francesco Lamendola pubblicato dal Centro Studi La Runa. [RV]
1914: Georg Trakl in divisa di ufficiale di sanità.
1914: Georg Trakl in divisa di ufficiale di sanità.
GRODEK

La sera risuonano i boschi autunnali
di armi mortali, le dorate pianure
e gli azzurri laghi e in alto il sole
più cupo precipita il corso; avvolge la notte
guerrieri morenti, il selvaggio lamento
delle lor bocche infrante.
Ma silenziosa raccogliesi nel saliceto
rossa nuvola, dove un dio furente dimora,
Il sangue versato, lunare frescura;
tutte le strade sboccano in nera putredine.
Sotto i rami dorati della notte e di stelle
oscilla l’ombra della sorella per la selva che tace
a salutare gli spiriti degli eroi, i sanguinanti capi;
e sommessi risuonano ne canneto gli oscuri flauti dell’autunno.
O più fiero lutto! Voi bronzei altari,
l’ardente fiamma dello spirito nutre oggi un possente dolore,
i nipoti non nati.

inviata da Riccardo Venturi - 26/9/2014 - 11:51




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di autore non specificato.

È ripresa da it.wikipedia, ma l'autore non è indicato. Trakl, oltre che da Ervino Pocar e da Degli Alberti/Innerkofler, è stato tradotto in italiano da Enrico De Angelis per la Letteratura Universale Marsilio; alcune sue poesie furono tradotte anche da Giaime Pintor, ma non questa. [RV]
GRODEK

A sera risuonano i boschi autunnali
d'armi letali, le auree distese
e gli azzurri laghi, e dall'alto il sole
rovina all'orizzonte, più oscuro; la notte abbraccia
guerrieri morenti, il furioso lamento
delle loro bocche in frantumi.
Pure silenziosa si raduna fra i salici
rossa nube, soggiorno di un dio furente,
il sangue sparso, argentea frescura;
tutte le strade sfociano in nera putredine.
Sotto gli aurei rami della notte stellata
vacilla l’ombra della sorella per la selva ammutolita,
a salutare gli spiriti degli eroi, le teste insanguinate;
e lievi risuonano nel canneto i sinistri flauti autunnali.
O più fiera pena! O voi, are di bronzo,
un possente dolore nutre oggi l'ardente fiamma dello spirito,
i nipoti non nati.

inviata da Riccardo Venturi - 26/9/2014 - 12:03


Versi di Else Lasker-Schüler (1869-1945), nella raccolta intitolata “Die gesammelten Gedichte” pubblicata nel 1917. La grande poetessa ebrea tedesca conobbe Georg Trakl a Berlino all’inizio del 1914, poco prima del suo richiamo sotto le armi, esperienza che lo porterà al tracollo psichico e al suicidio nell’ottobre di quello stesso anno.

GEORG TRAKL

Seine Augen standen ganz fern.
Er war als Knabe einmal schon im Himmel.

Darum kamen seine Worte hervor
Auf blauen und weißen Wolken.

Wir stritten über Religion,
Aber immer wie zwei Spielgefährten,

Und bereiteten Gott von Mund zu Mund.
Im Anfang war das Wort.

Des Dichters Herz, eine feste Burg,
Seine Gedichte: Singende Thesen.

Er war wohl Martin Luther.

Seine dreifaltige Seele trug er in der Hand,
Als er in den heiligen Krieg zog.

– Dann wußte ich, er war gestorben –

Sein Schatten weilte unbegreiflich
Auf dem Abend meines Zimmers.



Traduzione italiana della poesia di Else Lasker-Schüler da “Else Lasker-Schüler. Ballate ebraiche e altre poesie”, traduzione e cura di Maura Del Serra, Case editrice Giuntina, Firenze, 1995 (II edizione)

GEORG TRAKL

Erano lontanissimi i suoi occhi.
Da fanciullo già fu una volta in cielo.

Uscivano perciò le sue parole
da nubi azzurre e bianche.

Bisticciavamo
di religione, sempre però come
due compagni di giochi.

Da bocca a bocca creavamo Dio
In principio era il verbo.

Una fortezza il cuore del poeta,
tesi cantanti le sue poesie.

Forse
era Martin Lutero.

L’anima triplice portava in mano,
quando partì per la guerra santa.

– Poi seppi che era morto –

La sua ombra indugiava incomprensibile
sulla sera della mia stanza.

Bernart Bartleby - 9/2/2015 - 13:59




Lingua: Francese

Traduzione francese di Pierre Mathé da The LiederNet Archive
GRODEK

Le soir dans les forêts d'automne résonnent
Les armes mortelles, sur les plaines dorées
Et les lacs bleus, le soleil
Assombri roule et s'en va; la nuit embrasse
Des combattants mourants, la plainte sauvage
De leurs bouches brisées.
Mais sur le sol de la lande, en silence s'amasse,
Nuées rouges où habite un dieu en colère,
Le sang versé, froid lunaire;
Toutes les routes débouchent sur de noires décompositions.
Sous les branches d'or de la nuit et des étoiles
L'ombre de la sœur vacille dans le bois silencieux
Pour saluer l'esprit des héros, les têtes sanglantes;
Et l'on entend doucement dans les roseaux les flûtes noires de l'automne.
Ô deuil majestueux! Vous autels d'airain
La flamme brûlante de l'esprit nourrit aujourd'hui une puissante douleur,
Les petit fils qui ne sont pas nés.

inviata da Bernart Bartleby - 9/2/2015 - 15:38




Lingua: Inglese

Traduzione inglese di Bertram Kottmann da The LiederNet Archive
GRODEK

At nightfall echoes of murderous weapons
resound in fall’s forests, on lowlands all-golden
and azure lakes, above which the low sun
more somberly rolls; the night enfolds
dying warriors, the poignant moaning
of their shatterèd mouths.
Yet quietly in the willow meads
- blood red the clouds, wherein an ireful god dwells -
the spilled, shed blood gathers, moonlit coolness;
all the roads ending in rot and in black decay.
Under golden branches of night and of stars
the sister’s shadow staggers through the deathly still grove
to nod to the ghosts of the heroes, their heads sore and wounded;
and softly down in the reeds the dark flutes of Autumn resound.
O prouder condolement! you cast-iron altars,
the spirit’s hot flame is nourished today by an enormous pain,
the grandsons, still unborn.

inviata da Bernart Bartleby - 9/2/2015 - 15:39



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