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Il mondo è fatto a scale

Claudio Lolli


Lingua: Italiano

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dallapar[2000]
Testo di Claudio Lolli
Musica di Claudio Lolli e Paolo Capodacqua
Lyrics by Claudio Lolli
Music by Claudio Lolli and Paolo Capodacqua
Paroles de Claudio Lolli
Musique de Claudio Lolli et Paolo Capodacqua
Album: Dalla parte del torto



“Il mondo è fatto a scale: chi le scende, e chi le sale”, è un vecchio proverbio italiano; in questa sua riedizione, però, Claudio Lolli non serve dosi di fatalismo, proprie della cosiddetta “saggezza popolare” (e che il popolo sia così “saggio” resta senz’altro da dimostrare). In questa canzone non si parla di scale, ma di classi. Sapete, le classi…? Quelle cose per cui, in un tempo lontano, c’era la coscienza e c’era pure la lotta…ora, invece, ci hanno detto che “le classi non esistono più”, che sono passate di moda, che ci vuole concordia e coesione, e tutta una serie di altri concetti che si esplicano alla perfezione, e con estrema ma precisa concisione, nell’ultimo verso dell’ultima strofa prima dell’ultimo ritornello. Oramai, forse, siamo addirittura arrivati alla regressione delle classi in caste; e si noti bene che la canzone di Lolli, che è del 2000, è ben anteriore alla cosiddetta “crisi” degli ultimi anni. [RV]
Lo sai come si dice
che il mondo è fatto a scale
che c'è gente che scende
che c'è gente che sale
però se a salire ci vuoi provare tu
vedrai che troverai chi ti ributta giù.

E sul primo gradino ci stanno i disperati
che hanno avuto in dono la peggiore sorte
dietro di loro il vuoto il pozzo della morte
che odora un po' di pane per i troppo affamati
E per uno che sceglie l'odore e l'illusione
ed un altro che sale verso la redenzione
già dieci venti cento han preso il loro posto
in debito di fumo in credito d'arrosto.

Sul secondo gradino respiran gli sfiancati
con quel po' di polmoni che si son conservati
senza dirlo a nessuno per non esser stanati
e condannati come ladri dei propri fiati
Respirano pero' d'altro non fanno molto
non riescono nemmeno ad alzare gli occhi
ogni tanto qualcuno stramazza sui ginocchi
ma è solo per igiene che poi viene sepolto.

E sul terzo gradino i lavoratori
si pigiano perché nessuno resti fuori
dal loro grande viaggio che ha per meta finale
la fine dell'oltraggio il crollo delle scale
Nessuno vuol salire senza gli altri trecento
per chi vorrà tradire sarà l'isolamento
sarà uno scambio avaro e dopo la vittoria
sarà fama di baro, crumiro della storia.

Lo sai come si dice
che il mondo è fatto a scale
che c'è gente che scende
che c'è gente che sale
però se guardi in faccia quelli che vanno in su
vedrai che hanno qualcosa che non hai certo tu.

E sul quarto gradino ci stanno i negozianti
i bottegai gli usceri ed i rappresentanti
con tutti i loro figli da spingere in avanti
verso posizioni un po' più rilevanti
si guardano in cagnesco, si fanno gli occhi torvi
ed ai lamenti altrui sono del tutto sordi
e fanno a chi è più furbo a chi spinge di più
tanto che un po' ogni giorno qualcuno casca giù

E sul quinto gradino ci stanno gli impiegati
i piccoli burocrati, gli appena laureati
i preti di campagni, gli sbirri ed i soldati
gli intellettuali senza ombra d'intelligenza.
Convinti tutti quanti di essere qualcuno
con la divisa o meno e incarichi importanti
convinti tutti di valere quasi molto
che quel che è stato dato non sarà loro tolto.

E sul sesto gradino ci stanno i titolati
cioè i figli dei potenti bastardi o abbandonati
nobili decaduti e diseredati
principi re e sultani ormai detronizzati.
Non son molto diversi da quelli un po' più in giù
han solo soldi in meno e la superbia in più
e un solo desiderio, un gradino tutto loro
purché non sia il frutto del plebeo lavoro.

Lo sai come si dice
che il mondo è fatto a scale
che c'è gente che scende
e che c'è gente che sale
però se guardi in faccia quelli che piovon giù
ti accorgerai che sono proprio come sei tu.

Dopo il sesto gradino hanno messo un cancello
"bravo il nostro cretino" è scritto in un cartello
"e bravo il nostro fesso, sei giunto fino qua,
hai fatto un gran buon uso della tua libertà"
dopo il sesto gradino con una gran risata
ti aprono un tombino, ti danno una pedata
ed ecco in un secondo, testardo come un mulo,
che ti ritrovi in fondo col tuo calcio nel culo...

Lo sai come si dice
che il mondo è fatto a scale
che c'è gente che scende
che c'è gente che sale
però se accetti il gioco e sei anche tu della partita
ricorda che rinunci a dare un senso alla tua vita.

inviata da Riccardo Venturi e danieka -k.d.- - 15/9/2014 - 11:36



Lingua: Francese

Version française – UN MONDE EN ESCALIER – Marco Valdo M.I. – 2014
Chanson italienne – Il mondo è fatto a scale – Claudio Lolli – 2000

Paroles de Claudio Lolli
Musique de Claudio Lolli et Paolo Capodacqua
Album: Dalla parte del torto
UN MONDE EN ESCALIER

On dit comme tu le sais
Que le monde est un escalier
Qu'il y a des gens qui descendent
Qu'il y a des gens qui montent
Si au-dessus de nous tu veux monter
Tu trouveras celui qui te renverra en bas.


Sur la première marche, il y a les désespérés
Qui ont eu en don le pire sort
Derrière eux le vide, le puits de la mort
Qui a l'odeur du pain pour les trop affamés
Et pour un qui choisit l'odeur et l'illusion
Et un autre qui s'élève vers la rédemption
Dix, vingt, cent ont déjà pris leur place
En dette de fumée, en crédit de rôti.


Sur la seconde marche, respirent les poitrinaires
Avec ce peu de poumons qu'ils ont conservé
Sans le dire à personne pour ne pas être débusqués
Et condamnés comme voleurs de leur propre air
Ils respirent pourtant par ailleurs, ils ne font pas beaucoup
Ils ne réussissent même pas à lever la tête
Parfois, l'un tombe raide mort sur les genoux
Mais c'est seulement par hygiène qu'ensuite, on l'enterre.

Et sur la troisième marche, les travailleurs
Se bousculent car nul ne veut rester à l'extérieur
De leur grand voyage qui a pour but final
La fin de l'outrage, la destruction de l'escalier
Sans les trois cents autres, personne ne veut monter ;
Celui qui osera déroger sera mis à mal.
Un pari stupide, car après la victoire,
On l'appellera le tricheur, le traître de l'histoire.

On dit comme tu le sais
Que le monde est un escalier
Qu'il y a des gens qui descendent
Qu'il y a des gens qui montent
Si tu regardes le visage de ceux qui montent
Tu verras qu'ils ont quelque chose qui t'échappe.

Sur la quatrième marche, il y a les négociants
Les boutiquiers, les huissiers et les représentants
Avec tous leurs enfants à pousser en avant
Vers des positions un peu plus considérables
Ils se regardent de travers, ils ont des yeux de diable
Et aux lamentations d'autrui sont imperméables
Ils cèdent au plus rusé, au plus fort, à celui qui pousse
Tant qu'il en fait tomber chaque jour encore.

Sur la cinquième marche, il y a les employés
Les petits bureaucrates, à peine diplômés
Les curés de campagnes, les sbires et les soldats
Les intellectuels sans ombre d’intelligence.
Convaincus tous ô combien de leur importance
En uniforme, en civil, avec ou sans mandat
convaincus tous d'être si appréciés
Qu'ils pourront conserver leurs facilités.

Sur la sixième marche, se tiennent les bien titrés
Les fils des puissants, bâtards ou abandonnés,
Nobles déshérités et déchus,
Princes, rois et sultans maintenant détrônés.
Ils ne sont pas très différents de mal nés.
Ils ont seulement de l'argent en moins et l'orgueil en plus
Et un seul désir, un gradin tout entier
Qui ne soit pas le fruit d'un travail roturier.

On dit comme tu le sais
Que le monde est un escalier
Qu'il y a des gens qui descendent
Qu'il y a des gens qui montent
Si tu regardes le visage de ceux qui tombent
Tu verras qu'ils ont quelque chose qui te ressemble.

Après la sixième marche, on a mis des barreaux
« Bravo crétin », dit un écriteau
« Bravo idiot, tu y es arrivé,
Tu as fait un bel usage de ta liberté »
Après la sixième marche, dans un grande hilarité
Ils ouvrent un égout, te donnent un coup de pied
Et en une seconde, têtu comme un mule,
Tu te retrouves au fond avec ton football dans ton cul…

On dit comme tu le sais
Que le monde est un escalier
Qu'il y a des gens qui descendent
Qu'il y a des gens qui montent
Si tu acceptes le jeu et tu te mets de la partie
Rappelle-toi que tu renonces à donner à un sens ta vie.

inviata da Marco Valdo M.I. - 16/9/2014 - 22:14


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