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Pain

Ivor Gurney
Lingua: Inglese


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[Febbraio 1917]
Ivor Gurney scrisse più di 1.500 poesie e compose circa 300 canzoni, oltre ad innumerevoli brani strumentali. Facile quindi che abbia dato una musica anche a questi versi. In ogni caso, ho trovato un video su YouTube in cui il testo di questa splendida e feroce poesia – accompagnato da un’altra canzone - è associato ad immagini della prima e della seconda guerra mondiale come pure delle guerre americane in Iraq e Afghanistan…



Ivor Gurney scrisse questo nerissimo sonetto dedicandolo al poeta Rupert Brooke (1887-1915), un entusiasta della guerra partito subito come volontario nella Royal Navy, ma che non era stato nemmeno sfiorato dall’orrore giacchè era morto di una brutta setticemia già nell’aprile del 1915.
I versi di “Pain” sono una delle fotografie più feroci della Grande Guerra che un poeta ci abbia mai dato: in un crescendo di orrore si concludono con l’associazione allitterante tra “gun” e “God” e con l’eco delle feroci bestemmie degli uomini, increduli di fronte alla totale assenza di Dio…
Pain, pain continual; pain unending;
Hard even to the roughest, but to those
Hungry for beauty...Not the wisest knows,
Nor most pitiful-hearted, what the wending
Of one hour's way meant. Grey monotony lending
Weight to the grey skies, grey mud where goes
An army of grey bedrenched scarecrows in rows
Careless at last of cruellest Fate-sending.
Seeing the pitiful eyes of men foredone,
Or horses shot, too tired merely to stir,
Dying in shell-holes both, slain by the mud.
Men broken, shrieking even to hear a gun -
Till pain grinds down, or lethargy numbs her,
The amazed heart cries angrily out on God.

inviata da Bernart Bartleby - 12/9/2014 - 11:50



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