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Le tombeau de Couperin

Maurice Ravel
Lingua: Strumentale


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[1914-17]
Una suite per pianoforte che Ravel cominciò a scrivere prima della Grande Guerra per dedicarla al compositore, clavicembalista e organista parigino François Couperin (1668-1733), da lui profondamente ammirato. Ma lo scoppio della guerra – che Ravel fortunatamente visse solo di striscio – indusse il grande compositore a dedicare ognuno dei sei movimenti di cui si compone la suonata ada alcuni degli amici più cari scomparsi nel conflitto: Jacques Charlot (compositore), Jean Cruppi, Gabriel Deluc (pittore basco), Pierre e Pascal Gaudin (fratelli uccisi insime dalla stessa granata), Jean Dreyfus e Joseph de Marliave (musicologo). La prima della suite fu eseguita a Parigi, l'11 aprile 1919, per volere di Marguerite Long, pianista ed insegnante, vedova di de Marliave.
In seguito Ravel ne scrisse anche una versione orchestrata (1920).

Maurice Ravel (nel 1912).
Maurice Ravel (nel 1912).


"All'inizio del 1915 mi arruolai nell'esercito; in conseguenza di ciò la mia attività musicale s'interruppe fino all'autunno del 1917, quando fui riformato. Terminai allora Le Tombeau de Couperin. A dire il vero l'omaggio è rivolto non tanto al solo Couperin quanto all'intera musica francese del XVIII secolo. Dopo Le Tombeau de Couperin le mie condizioni di salute mi impedirono per qualche tempo di scrivere". (Une esquisse biografique de M.R., a cura di Roland-Manuel, vers. ital. in Ravel, scritti e interviste a cura di E. Restagno, EDT, Torino 1995, p. 6). Con la sua riservatezza Ravel accenna appena alla sua malattia e cela ciò che fu essenziale per lui in quei tre, quattro anni, cioè le ferite della sua anima: l'angoscia della guerra, la morte della madre nel 1917 (per lui una perdita irrimediabile), la scomparsa di amici cari nelle trincee.
Nella versione per pianoforte i sei brani del Tombeausono dedicati ognuno a un amico morto in guerra. Nella musica di Ravel, tuttavia, non c'è traccia di dolore o di lutto: in omaggio ai morti essa volle essere la celebrazione di forme pure, perfette, consolanti giunte a noi nel disordine dell'esistenza da un'età artistica ammirata. Ed è musica mirabilmente intelligente e ricca di sfumati segreti (il meraviglioso Menuet, che si fa serio e inquieto nel trio al suo centro) e limpida (le aggraziate melodie dell'oboe nel Prélude), e a tratti allegra e ironica nella ostentata solidità del passo o nella vivacità popolaresca (le asperità "novecentesche" della Forlane).
L'organico orchestrale è quello di una nutrita orchestra barocca (tutti i legni a due, due corni, una tromba, archi), cui è aggiunta la novità timbrica dell'arpa.

(Tonio Maceri)

Le tombeau de Couperin
[strumentale]

inviata da Bernart Bartleby - 12/6/2014 - 13:53


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