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Berlin

Leo Valeriano
Lingua: Italiano


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[1965]
Parole e musica di Leo Di Gianantonio, in arte Leo Valeriano, che negli anni 60 fu uno dei promotori della cosiddetta “musica alternativa di destra”.
(Indicate tra parentesi alcune lievi variazioni inserite in una versione successiva del brano).
Testro trovato su Lorien – Archivio storico della musica alternativa

Berlin

Era il giorno di Natale del 1965 e Leo Valeriano salì su una torretta del Check Point Charlie a Berlino Ovest, imbracciò la chitarra e si mise a cantare questa sua canzone all’indirizzo dell’Est, sotto gli sguardi della Volkspolizei (i “VoPos”) della Repubblica Democratica Tedesca…
Poi andò a rendere omaggio a Peter Fechter, nel luogo in cui il giovane appena diciottenne fu colpito dai Vopos il 17 agosto 1962 mentre tentava di scavalcare il Muro, e lasciato morire dissanguato, senza assistenza medica, nella “terra di nessuno”…



L’altro nome citato nella canzone è quello di Harry Seidel (1938-), campione di ciclismo, che più volte cercò di scappare dalla RDT e che per questo fu processato e imprigionato con l’accusa di terrorismo. Nel 1966 fu liberato e trasferito all’Ovest nell’ambito di una trattativa per lo scambio di prigionieri.

A nord e a sud si parla
di qua e di là si discute,
[Il cielo è sempre grigio,
la gente è indifferente]

Berlino dal muro di fango
ha solo canzoni di morte.
Berlin oh mein Berlin, Berlin.
cantava nel sole ogni ragazzo
che è morto per te.
E mentre il mondo invoca la pace
sulle tue strade muore ogni giorno
la libertà.
Fate parlare la Friederichstrasse....
fate parlare Brandeburger Tor.
Racconteranno di Seidel,
racconteranno di Fechter...
... e vi diranno le pene
della mia bella città.

Berlin oh mein Berlin, Berlin.
La gente tranquilla
si è già scordata di te.
Daremo ai profughi una coperta
ed un lavoro alle fabbriche Krupp
perchè [purchè] non turbino il sonno
di queste nostre città.
Berlin oh mein Berlin, Berlin.
Nessuno più
vuole sentire
la tua preghiera,
Lassù si vive solo per una speranza
e non si mendica la libertà
ma sulle croci del muro
c'è l'erba della viltà
... Berlin oh mein Berlin, Berlin
Berlin ...... Berlin!

inviata da Bernart Bartleby - 4/6/2014 - 14:00


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