Lingua   

Disisperada

Maria Carta


Lingua: Sardo (Logudorese)


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[Anni 60]
Testo di un poeta logudorese, Giovanni Maria Dettori, il quale, dopo l’esordio di Maria Carta con l’album intitolato “Paradiso in re” (1971), le regalò una sua raccolta di poesie che l’artista mise poi in musica.
Nell’album della Carta intitolato “Delirio - In s'amena campagna dilliriende”, pubblicato nel 1974.
Testo trovato sul sito della Fondazione Maria Carta

Delirio - In s'amena campagna dilliriende

“Sa Disisperada” (Disperata) non è solo il titolo di questa poesia-canzone ma il nome di una delle varianti più recenti del “cantu a chiterra” sardo. Si canta su un'intera ottava e pare che sia stata composta per musicare un'ottava del poeta Antoni Cubeddu che comincia con i versi "Ahi mama isconsolada ite mi naras" che tratta di un soldato che saluta la madre prima di partire per la guerra.
Un canto di vecchi, un canto di solitudine e di dolore, un canto di emigrazione...

Fizzos mios, chi sezis a istolu
partidos pro suerare in terra anzena.
Sos cantigos bos morin’in sas venas
e pedides a d’ognunu cunsolu.
Pesadebos che rundines in bolu,
torrade, deo puru sò in pena.
C’ha sole bellu e limpidas aeras,
ma sezis bois sas siendas veras.

inviata da Bernart Bartleby - 2/6/2014 - 15:09



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal sito della Fondazione Maria Carta
DISPERATA

Figli miei, che siete a stuolo
partiti per sudare in terra altrui,
il canto vi muore nelle vene
ed implorate ad ognuno il conforto.
Alzatevi in volo come rondini,
ritornate, sono in pena anch’io.
Qui il sole è splendido e limpido è il cielo,
ma ci mancate voi che siete i veri gioielli.

inviata da Bernart Bartleby - 2/6/2014 - 15:10


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