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Çanakkale türküsü

anonimo


Lingua: Turco


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[1915]
Canzone popolare
Rifacimento attribuito al cantastorie Ihsan Ozanoğlu di Kastamonu
Arrangiamento di Muzaffer Sarısözen
Turkish folksong
Probably reshaped by the bard Ihsan Ozanoğlu of Kastamonu
Arranged by Muzaffer Sarısözen


chanakkale


Siamo arrivati al famoso "centenario della Grande Guerra", quella che avrebbe dovuto concludere tutte le guerre; ed è un centenario che, pur ovviamente toccandoci, sarà bene affrontare via via a modo nostro. Ad esempio continuando imperterriti a non affrontare mai gli avvenimenti da una parte sola. Prendiamo ad esempio la Campagna dei Dardanelli del 1915, un autentico macello che ha, fra le altre cose, rappresentanto il "battesimo del fuoco" di paesi lontanissimi come l'Australia e la Nuova Zelanda, che si trovarono a mandare a morire la loro giovane generazione per prendere uno stretto di collegamento col Mar Nero. È la campagna dei Dardanelli, o di Gallipoli; uno degli episodi più famosi di tutta la Guerra, e oggetto di canzoni e film famosi. Infatti, proprio ad una canzone è obbligo rimandare: The Band Played Waltzing Matilda di Eric Bogle, australiano di origine scozzese, dove si parla anche del celebre film di Peter Weir. Abituati come siamo, però, a affrontare Gallipoli da un punto di vista, sarà bene ricordare che accanto alle trentaquattromila perdite britanniche, delle circa novemila australiane, delle circa duemilaottocento neozelandesi e delle quasi novemila francesi, la Campagna di Gallipoli provocò alla Turchia quasi cinquantasettemila morti, e che laggiù i Dardanelli si chiamano Çanakkale. Questa canzone popolare, su cui misero le mani un famoso cantastorie di Kastamonu, Ihsan Ozanoğlu, e un ancor più famoso folklorista, Muzaffer Sarısözen, ne parla.

Non credo, certo, che la si possa definire la Waltzing Matilda turca. Non è una "canzone contro la guerra", ma una cruda ballata evocatica di origine popolare; in Turchia è percepita come una canzone patriottica, anche perché la Campagna dei Dardanelli, che fu condotta con leggerezza e incompetenza dai comandi anglofrancesi per aprire la via di collegamento con l'alleato Impero Russo ai danni dell'Impero Ottomano in sfacelo, fu in realtà il "glorioso episodio" che mise in luce le capacità del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Atatürk, e che portò al mito di "Çanakkale l'imprendibile". Ciononostante, nei versi della canzone c'è tutto quell'episodio terribile di cento anni fa. Ed è una canzone che è bene conoscere, spostandoci dall'altra parte. [RV]
Çanakkale içinde aynalı çarşı
Ana ben gidiyom düşmana karşı, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale içinde bir ağaç servi
Kimimiz nişanlı, kimimiz evli, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale içinde bir kırık testi
Analar babalar ümidi kesti, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale üstünü duman bürüdü
On üçüncü fırka harbe yürüdü, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale elinde toplar kuruldu
Vay bizim uşaklar orda vuruldu, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale köprüsü dardır geçilmez
Al kan olmuş suları bir tas içilmez, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale'den çıktım yan basa basa
Ciğerlerim çürüdü kan kusa kusa, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale'den çıktım başım selamet
Anafarta'ya varmadan koptu kıyamet, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale içinde vurdular beni
Ölmeden mezara koydular beni, off, gençliğim eyvah!

Çanakkale içinde sıra söğütler
Altında yatıyor aslan yiğitler, off, gençliğim eyvah!

inviata da Riccardo Venturi - 15/3/2014 - 11:13



Lingua: Inglese

Traduzione inglese da en.wikipedia
English translation from en.wikipedia
A BALLAD FOR ÇANAKKALE

In Çanakkale stands the Mirror Bazaar.
Mother I set forth against the enemy, oh, my youth, alas!

In Çanakkale there's a cypress tree.
Some of us are engaged, some of us married, oh, my youth, alas!

In Çanakkale there's a broken jug.
Mothers and fathers abandoned hope, oh, my youth, alas!

Çanakkale's heights are shrouded with smoke.
The thirteenth division marched to war, oh, my youth, alas!

In Çanakkale the cannonballs landed.
Ah, our comrades fell wounded together, oh, my youth, alas!

Çanakkale's bridge is narrow, impassable.
Its waters have become red blood, not a cup can be drunk, oh, my youth, alas.

From Çanakkale I barely escaped
My lungs rotted from vomiting blood

From Çanakkale I escaped, my head is safe
Doomsday came before I reached Anafarta, oh my youth, alas

In Çanakkale they shot me.
They buried me before I died, oh, my youth, alas!

In Çanakkale are rows of willows
Brave lions rest beneath them, oh, my youth, alas.

inviata da Riccardo Venturi - 15/3/2014 - 11:15


Se cancelliamo la memoria dei Gulag, ricordiamoci almeno Genocidio armeno
che c'entra, e come, con l'argomento del questo inno.
Si sa, che tutti noi veniamo da là, e credo profondamente che se non si riuscirà quietare in qualche maniera la situazione da quelle parti, manco noi troveremo la "pace".
Saludi!

Krzysiek Wrona - 15/3/2014 - 22:32


Krzys, sul genocidio armeno già abbiamo raccolto varie canzoni. Sul percorso Gulag, dacci un po' di tempo. Non è una cosa che s'improvvisa in due minuti, questo sito ha i suoi tempi... lenti ma inesorabili.

Lorenzo - 16/3/2014 - 00:42


Grazie per'l Feedback, non rompo più :-)...
macedono sono

krzyś ³ - 16/3/2014 - 00:45



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