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Ciao Siciliano

Umberto Tabbi


Lingua: Italiano


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Da http://www.tekstowo.pl/
'gnorro la data e il luogo, non parladone del tempo...

umbtab.

Label: Carrere
Country: Belgium
Released: 1986
Genre: Electronic
Style: Italo Disco

Dati e immagini tratti da da Feel the Rhythm, sito dedicato all'Italo Disco gestito da un appassionato turco (sic).

tabbub


Nessuna notizia biografica è stata per ora potuta reperire su Umberto Tabbi. In una miriade di siti e pagine è indicato come "Umberto Tabbini", su un disco è "Umerto Tabbi" (forse avevano deciso che c'erano troppe "b". [RV]
Non c'e' un solo posto in questa terra
Dove non incontri un Siciliano
Stati Uniti, Francia o Inghilterra
Fai due passi, saluti un paesano
Porta nel cuore la speranza
Di ritornare un giorno a casa
Con la Mercedes accanto alla mamma

Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ciao, ciao, ciao!
Giri il mondo e cerchi la fortuna
Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ovunque tu andrai
Lo so, la troverai

Solo nel guardar la geografia
Vedi che lo Stival ti caccia via
Il Sinatra, Martin e compagnia
Sono li' per mostrarti la via
Porta nel cuore la speranza
Di ritornare un giorno a casa
Con la Mercedes accanto alla mamma

Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ciao, ciao, ciao!
Giri il mondo e cerchi la fortuna
Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ovunque tu andrai
Lo so, la troverai

Una macchia che si chiama mafia
Un'ombra nera che ti seguira
E se la gente ti fa una smorfia
Questa canzone la cancellera'

Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ciao, ciao, ciao!
Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ovunque tu andrai
Lo so, la troverai

Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ciao, ciao, ciao!
Giri il mondo e cerchi la fortuna
Ciao, ciao, ciao siciliano!
Ovunque tu andrai
Lo so, la troverai

inviata da krzyś - 16/2/2014 - 01:30


ma che, ce lavete un bloc su Umberto Tozzi. So' cincue vorrte che manno la su canzone e me da error? scusate er spiazzameto

krzyś - 16/2/2014 - 09:46


Ciao krzyś, c'era un bug nel codice (stiamo aggiornando alcune librerie) comunque le canzoni sono arrivate. Ora rifunziona tutto (spero). Comunque a un blocco su Umberto Tozzi ci potremmo pure pensare... ;)

Lorenzo - 16/2/2014 - 09:47


Adesso ci manca solo "L'italiano" di Toto Cutugno e poi a posto stiamo!

Bernart Bartleby - 16/2/2014 - 10:38


Chiedo venia. Non si tratta di Umberto Tozzi bensì del cantante di nome Umberto Tabbi, un esponente del genere Italo Disco. Lascio agli amministratori la decisione di ospitare o meno il brano nel sito. Se dovesse rimanere bisognerebbe però cambiare l'attribuzione. Magari, accompagnata con un segno "Bleuuuh", ci potrebbe anche rimanere, visto che comunque si iscrive a sufficenza nel percorso su emigrazione? Che ne dite?

krzyś - 16/2/2014 - 22:56


Secondo me questa invece rischia di diventare una pagina indimenticabile di questo sito: prima viene attribuita all'incolpevole Umberto Tozzi, poi scoviamo addirittura tale Umberto Tabbi e l' "Italo Disco". Trash allo stato puro. Si noti che, sulla copertina del disco con "Ciao Siciliano" c'è anche la canzone "Vuolo con te", voce del verbo "vuolare". Non saprei nemmeno dire se la canzone "ci può stare", l'ho letta e ascoltata e mi sento come illuminato. Sappiatelo! "Ciao Siciliano" diventerà una pietra miliare: l'immagine del povero emigrato cacciato via come Frank Sinatra e Dean Martin (ovvero Dino Paul Crocetti; in realtà era originario di Montesilvano, provincia di Pescara) e che torna in Mercedes con la mamma è basilare. Come non sentirmi partecipe, quando vado in giro con una macchina del genere?

La "Plog", ovvero la macchina del Venturi: Mercedes 200 a GPL del 1979, condizioni balcaniche, 201.000 km accertati. Reca, tra gli altri, gli adesivi "ATEO A BORDO" e quello dei Malasuerte Firenze Sud.
La "Plog", ovvero la macchina del Venturi: Mercedes 200 a GPL del 1979, condizioni balcaniche, 201.000 km accertati. Reca, tra gli altri, gli adesivi "ATEO A BORDO" e quello dei Malasuerte Firenze Sud.


Insomma, come dire? Ancora una volta bisognerà ringraziare Krzysiek Wrona, autentico fondatore del surrealismo polacco. Krzysiek, sappi che sto studiando intensamente il polacco per causa tua, su un manuale "W Polsce po polsku" stampato su carta da pacchi nel 1981 a Varsavia, e che fregai tanti anni fa non mi ricordo dove. Il mio intento, sappilo, sarà tradurre "Ciao Siciliano" in polacco; non mi fermo davanti a nulla, io. Umberto Tabbi è il mio dio e Krzysiek Wrona il suo profeta!

Si sentono in lontananza le sirene dell'ambulanza della Clinica Neuropsichiatrica.

Riccardo Venturi - 17/2/2014 - 02:02


In polacco risulterebbe già tradotto: qui
Evidentemente il pezzo spopola ancora da quelle parti...
(Bernart Bartleby)

A questo punto, per la par condicio, voglio un pezzo "polak-disco" in siciliano intitolato "Ciao Casciubo" o roba del genere...!!

17/2/2014 - 07:55


Traduzione russa: qui

B.B. - 17/2/2014 - 08:53


Informazioni su Umberto Tabbi? Forse sì, ma in polacco...
Qui

B.B. - 17/2/2014 - 08:56


Sono convinto che sia questa l'internazionale di fatto, valida per non dire dilagante da sempre, anche oggi. E come capita spesso, dietro la scoperta dell'esistenza di questo brano (follia a parte), c'è una catena di avvenimenti che vorrei svelare per spiegare come ci sono arrivato e perché ho sbagliato la prima attribuzione (bisogna però notare che la seconda, analizzando e approfondendo l'argomento, rimane pur sempre incerta e misteriosa). Dunque, qualche giorno fa uscendo da un ufficio, ho sentito di striscio pronunciare alla radio polacca il nome di Umberto Tozzi. Un fatto di per se insignificante che ha scatenato, però, in me, una valanga di ricordi nonché una amara constatazione che pure suonandomi familiare questo cognome, non riesco ad abbinarlo a nessuna nota. Faceva parte della mia memoria e nello stesso momento smascherava la sua caducità. Così, dopo un paio di giorni, ricordandomi l'acaduto, ho deciso di fare una ricerca su TuaTuba(o Tu'Tuba) imbattendomi in questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=l48hwpdOisw

Stravolto ancor'più maggiormente dalla moltitudine di commenti in polacco e coinvolto dall'innegabile beltà vintage dell'opera, mi sono fatto trascinare in questa trappola con l'ingenuità del ricercatore principiante. Ma sappete cosa vi dico...valeva la pena farsi sconvolgere da questo ritmo irrefrenabile del passato e venire a conoscenza, grazie al coinvolgimento dei altri contribuenti, di perline come questa citazione da Wikipedia a nome di Den Harrow: "Dammi una Styloo che ti firmo l'assegno".

https://www.youtube.com/watch?v=dceTn4ozkx8

Purtroppo gli esperti del Disco Polo dal sito segnalato da Bernart sanno un tubo meno di noi a riguardo (non più, comunque, e da 4 anni proseguono le ricerche senza gli esiti soddisfacenti). Vorrei anche ricordare la maestosità della prima sigla per classificare il genere(sotto?) che ormai fa la storia, il termine Eurodisco! : P

Krzysiek Wrona - 17/2/2014 - 21:18


Per Riccardo, sì, ci sono le traduzioni polacche di questo pezzo, c'è un'altra su Tekstowo, ma non valgono granché. Faresti davvero l'onore a questo artista ignoto, proponendo la tua versione nella lingua di Jan Kochanowski. Come ho accennato qualche tempo fa', prossimamente vorrei trovare un po' di tempo per ripassare le tue traduzioni polacche di brani che risalgono agli arbori del sito e per dare magari qualche suggerimento o correggere inesatezze. Ma le tue ultime traduzioni di Kulisiewicz, per esempio, mi sembrano già molto buone. Prova a pronunciare:

Grzegorz Brzęczyszczykiewicz : P

Salud!

Krzysiek Wrona - 17/2/2014 - 22:07


Lo conosco, quel tizio! :-) Solo che me ne ricordo come "Grzegorz Brzęczyszcztykiewicz", con una "t" in più; me lo insegnarono due ragazzi polacchi nell'estate del 1993. Li conobbi per caso per la strada e restarono quasi un mese a casa mia :-PP Erano di Danzica.

Riccardo Venturi - 17/2/2014 - 22:20


Grzegorz Brzęczyszczykiewicz (ho fatto solo copia incolla, lo ammetto...), scena dal film "Jak rozpętałem drugą wojnę światową (How I Unleashed World War II) diretto nel 1969 da Tadeusz Chmielewski...

Bernart Bartleby - 17/2/2014 - 22:33


Ma la "t" non c'è. Veramente, è una "battutaccia", scusa...il nome viene inventato dal protagonista, un soldato polacco, nella scena del film "Jak rozpętałem II wojnę światową"(Come ho scattenato la II guerra mondiale) in occasione della cattura da parte del Wermacht e seguente l'interogatorio. Giusto per mandare in bestia i teutoni :)

Krzysiek Wrona - 17/2/2014 - 22:34


È lei...: D

Krzysiek Wrona - 17/2/2014 - 22:37


Ma c'è di meglio...

krzyś - 17/2/2014 - 22:51


Mi crolla un mito ultraventennale, dovrò abituarmi a dirlo senza la "t" :-PP

Comunque ho cominciato a provare a tradurre in polacco senza guardare il Tekstowo. Senti, Krzysiek, va bene così?

JESTEM SYCYLIJCZYKIEM

Nie ma jednego miejsca na całym świecie
w którym nie spotkasz Sycylijczyka,
w Stanach Zjednoczonych, Francji lub Anglii...

Più o meno, al ritmo che sto tenendo adesso (grammatica polacca anche la mattina sul cesso) conto di imparare il polacco circa in una quindicina di giorni, vediamo un po' se mi riesce. Magari ti farò qualche domanda se ci vuole il verbo perfettivo o imperfettivo, ok? Salud!

Riccardo Venturi - 17/2/2014 - 23:11


Dimenticavo una cosa basilare: anch'io, tre giorni fa, SONO TORNATO IN MERCEDES CON LA MAMMA! L'ho accompagnata a Scandicci a fare una visita oculistica, abituata com'è alle mie macchine non si sarebbe certo mai immaginata un figliolo con la Mercedes; però dice che sembra un relitto della II guerra mondiale e che quando si mette in moto puzza di cavoli andati a male...

Sul nome: non sapevo che stava in un "firme", però i ragazzi mi avevano detto che era un nome inventato per fare incazzare gli stranieri. Però glielo pronunciai subito bene, tiè! ghghgh! E che ci vuole? :-PPP Niente a confronto dei commentatori francesi che dovevano pronunciare il nome di un calciatore siciliano che giocava là, tale Miccichè. Dicevano "Miksish"....

Riccardo Venturi - 17/2/2014 - 23:16


Umberto (tele)Tabbi
Umberto (tele)Tabbi

daniela -k.d.- - 17/2/2014 - 23:30


Io lo farei magari così

SIEMA SYCYLIA


Nie ma takiego miejsca na tym świecie
gdzie byś nie spotkał Sycyliana
We Francji, Anglii albo Stanach...

cercando la rima e cadenza (con un pizzico di buon umore), ma grammaticamente la tua traduzione filologica non fa una grinza.
Io ho vissuto tredici anni in Italia, da tre anni studio l'italiano è come vedi, da babbeo come sono, ancora devo fare molto. Ma tu sei portato per la cosa e non parti neanche da zero, qualche cosa già lo sai, che "vuolo" dire che ci riuscirai sicuramente; a limite si farà du' settimane di perfezionamento a seguito...

Per "u ballu" in puro stile Disco Polo su kashebé ci farò un pensierino, ma prima mi devo riprendere un po' e ... cominciare a scrivere la mia "benedetta" ed illuminata tesi su De André finalmente, invece di trastullarmi nel carnevale ; )
E che un buon pro ti faccia!

p.s.
Se ho capito bene (lo devi sapere che la grammatica in genere, ma specialmente questa descrittiva, e il mio tallone d'Achille), ti riferisci al verbo in futuro, cioé:

będę czekał oppure będę czekać ?

È un questione un po' bizzara, ma tutte le due e forme sono corrette.

krzyś - 18/2/2014 - 00:11


Beh, Krzysiek, tu la fai da madrelingua e chiaramente è del tutto diverso...mi stupirei del contrario!

Io comunque mi ci son dedicato, e l'ho fatta così:

JESTEM SYCYLIJCZYKIEM

Nie ma jednego miejsca na całym świecie
w którym nie spotkasz Sycylijczyka,
w Stanach Zjednoczonych, Francji lub Anglii...
Ty się przejdesz a spotykasz krajana,
a noś w sercu nadzieję
że powrócisz do domu pewnego dnia
Mercedesem, z mamą przy sobie

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Jesteś globtroterem, szukasz szczęścia
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz
Gdziekolwiek pojedziesz!

Jeśli weźmiesz pod uwagę geografię
widisz, że But wyrzuci cię z domu!
Ale Sinatra, Martin i inni
pokazali ci drogę,
a noś w sercu nadzieję
że powrócisz do domu pewnego dnia
Mercedesem, z mamą przy sobie

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Jesteś globtroterem, szukasz szczęścia
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz
Gdziekolwiek pojedziesz!

A jednak, jedna skaza: mafia,
podąża za tobą jak czarny cień,
a jeśli ludzie robią ci grymasy,
ta piosenka je przekreśli

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz
Gdziekolwiek pojedziesz!

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Jesteś globtroterem, szukasz szczęścia
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz
Gdziekolwiek pojedziesz!

Naturalmente, se vedi errori non avere pietà: io cerco la correzione degli errori come il pane.

Però mi sento emozionato: è la prima volta che scrivo qualcosina in polacco :-PPP

PS. Del "doppio futuro" lo sapevo, ma tutte e due le forme che hai detto sono imperfettive; il problema mio, e di tutti quelli che imparano il polacco e una qualsiasi lingua slava, sono le "coppie di verbi" imperfettivi/perfettivi e l'aspetto dell'azione. A voi viene naturale, a noi per nulla :-)

Riccardo Venturi - 18/2/2014 - 00:45


Non so risponderti così su due piedi, ma guarderò la cosa e ripasserò la grammatica (tanto, lo devo fare per farcela).
Scusa, ma tu ce l'hai " er foco ner culo", come si suole dire nella regione della Alta Silesia. Dammi tempo, io invece sarei lieto di avere qualche dritta su "Anime salve" da te, visto l'incombenza scolastica ...che paroloni, però ... ;)
Condivido l'emozione, salud!

krzyś - 18/2/2014 - 01:11


e non dobbiamo dimenticare che il disco "ANDE LA MORE" del 2002 fu preceduto dai due sigle promozionali di cui il primo recava il titolo "Kos i Mos"; Maleńczuk è forse un buffone, ma si ha fatto qualche anno di galera per il rifiuto della leva...l'angolo curiosità ai (Tele) tali (Tabbim)...pim, pim : D

krzyś² - 18/2/2014 - 01:58


18/2/2014 - 02:01


...ma questi Toscani vogliono far sempre tutto in quindici giorni?

Gian Piero Testa - 18/2/2014 - 06:00


Dé, Riccardo, passati questi quindici giorni, già che ci sei, tu potresti anche imparare, anzi, perfezionare il ceco.. Via, ti do massimo una settimana, visto che un po' già tu lo sai e hai fatto delle ottime traduzioni dal ceco. Tanto una volta che ci avrai preso la mano con i verbi perfettivi/imperfettivi, il grosso è fatto. Così poi magari avrò la fortuna di leggere una versione nella mia lingua madre di questa splendida e memorabile canzone :))) O vai, che te ne pare di questa sfida? :)

Stanislava - 18/2/2014 - 19:09


Riccardo, eccola la tua traduzione con correzioni che riguardano qualche frase poco felice, in un caso ho cambiato il tempo dal presente al futuro. Gli errori non sono tanti, in due verbi una lettera mancata e in un nome è sbagliato il caso. Per gli aspetti va quasi tutto bene, "przejdziesz" potrebbe andare anche bene, ma non così, piuttosto in imperativo "Przejdź się!", altrimenti meglio "spacerujesz" o "gdzie byś nie poszedł/nie pojechał"(ovunque vai). "Patrzeć krzywo" vuol dire "guardare di traverso" o "torvo". "Pokazać drogę" non è sbagliato, ma si usa più spesso "wskazać". E arriviamo agli aspetti. Adesso so di cosa si tratta e capisco la difficoltà per gli stranieri, ma è pure un po' difficile spiegarlo brevemente. Di solito si applica un preffisso o un suffisso, ma questo lo sai immagino, il punto sta nella scelta giusta. Magari, per adesso, ti potrebbe aiutare questa grammatica in inglese:

http://polish.slavic.pitt.edu/firstyear/nutshell.pdf

che ho trovato in questo sito:

http://lezionidipolacco.blogspot.com/2014/02/link-utili.html

Lo so, è poca roba, ma per qualche dritta in più, dovrei tradurre un bel pezzo dell'articolo dalla Wiki polacca; se vuoi, lo farò. Per i casi specifici mi puoi sempre conttatare via mail, se non ce l'hai, ti mando il mio indirizzo. Per un debutto in polacco scritto, sei andato fortissimo :-)


JESTEM SYCYLIJCZYKIEM

Nie ma jednego miejsca na całym świecie (Nie ma takiego miejsca na tym świecie)
w którym nie spotkasz Sycylijczyka,
w Stanach Zjednoczonych, Francji lub Anglii...
Ty się przejdesz a spotykasz krajana, PRZEJDZIESZ, ma non si usa cosi
(Spacerujesz i spotykasz krajana)
a noś w sercu nadzieję (Noś w sercu nadzieję)
że powrócisz do domu pewnego dnia
Mercedesem, z mamą przy sobie

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Jesteś globtroterem, szukasz szczęścia , oppure (Krążysz po świecie, szukasz szczęścia)
(Jesteś wędrowcem, szukasz szczęścia)
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz SZCZĘŚCIE , ma (Wiem, znajdziesz je)
Gdziekolwiek pojedziesz! oppure (Wszędzie, gdzie pojedziesz)

Jeśli weźmiesz pod uwagę geografię (Wystarczy spojrzeć na mapę)
widisz, że But wyrzuci cię z domu! WIDZISZ (Widzisz, że But ci daje kopa)
Ale Sinatra, Martin i inni
pokazali ci drogę, oppure (Wskazali ci drogę)
a noś w sercu nadzieję
że powrócisz do domu pewnego dnia
Mercedesem, z mamą przy sobie

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Jesteś globtroterem, szukasz szczęścia
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz SZCZĘŚCIE
Gdziekolwiek pojedziesz!

A jednak, jedna skaza: mafia,
podąża za tobą jak czarny cień, (będzie podążać za tobą, jak czarny cień)
a jeśli ludzie robią ci grymasy, (i jeśli ludzie patrzą na ciebie krzywo,)
ta piosenka je przekreśli (ta piosenka to zmieni)

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
A, wiem, szczęścia znajdziesz SZCZĘŚCIE
Gdziekolwiek pojedziesz!

Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!
Cześć, cześć, cześć!
Jesteś globtroterem, szukasz szczęścia
Cześć, cześć, cześć Sycylijczyku!

Krzysiek Wrona - 18/2/2014 - 19:45


Beh, direi che come primo tentativo, dai, posso ritenermi abbastanza contento :-) E, più che altro, in qualsiasi cosa si fa è importante avere un "qualcuno" (in questo caso, tu) che corregge gli errori oppure indica soluzioni migliori e più "vive", cioè prese dalla lingua così com'è adesso. Chiaro che, per imparare il polacco sul serio, dovrei pigliare e trasferirmi in Polonia per un po'; cosa che non posso fare. A vent'anni e poco più, forse; ora non più. Però restano la cosa, e mi si permetta, anche il gioco più bello del mondo. Un gioco che però ha bisogno almeno di un "magister ludi", per dirla così. Trovo il polacco una lingua divertente, e lo dico chiaro: per me, più una lingua è complicata e incasinata (e il polacco lo è), più mi diverto come un matto. Io credo che questa sia la vera definizione del famoso "essere portati per le lingue": divertirsi come ragazzini mentre si impara. Naturalmente scherzo sull'imparare una lingua "in quindici giorni", come dico sempre: fondamentalmente, io sono un giocherellone. Una lingua come il polacco, a meno -ripeto- di non trasferirsi in Polonia e starci, non si impara nemmeno in quindici anni. Ma resta il piacere di provarci, che fra le altre cose tiene la mente sveglia e allenata e, a quanto si dice, è un grande antidoto contro i "radicali liberi" e l'Alzheimer. Non mi riesce immaginarmi, che so io, a ottantacinque anni senza voler imparare un po' il lituano o il malese (dico due lingue di cui non so assolutamente nulla, per ora). Comunque grazie ancora, Krzysiek; davvero è una bella cosa, e un abbraccio. Coi verbi perfettivi e imperfettivi adotterò il sistema della nonna: andrò a casaccio, qualche volta ci azzeccherò e qualche altra no :-) E anche il sistema di Sant'Agostino: Melius reprehendant nos grammatici, quam non intelligant populi. Saluti cari!

Riccardo Venturi - 18/2/2014 - 20:29


Come disse un volta Antonio Albanese: "Non c'è niente di male nel riconoscere i propri limiti." Vedi, Riccardo, io essendo un polacco non ho neanche un bel librone di grammatica polacca. E per questo il mio contributo allo tuo studio in quel momento non può essere più che scarso. Sono mesi che correggi le mie traduzioni mandate al sito ed è una cosa che sia un grande aiuto per me. Mi viene pure in mente una frase sentita una volta da qualche ragazza, non mi ricordo nenche quando e dove: "Se qualcuno ti chiede un favore, vuol dire che fosse puoi essere ancora utile". Fra poche settimane, comunque, avrò un po' più di tempo, perché ho deciso di lasciare il mio atuale posto di lavoro. Un saluto caro.

https://www.youtube.com/watch?v=3U_a-6ow09I

Krzysiek Wrona - 19/2/2014 - 19:29


E la tua "Non è Francesco" non è di meno : ) Tanto, è proprio nel corso di questi tentativi communicativi, cioé nelle traduzioni genuine fatte durante l'apprendimento, nasce la stragrande maggioranza dell'humour linguistico. Ed è una cosa universale, sempre attuale : D
Grazie simpatia!

Krzysiek Wrona - 19/2/2014 - 20:49


Riccardo, mi fai pensare che un'opposizione perfettivi vs imperfettivi esiste anche nel "nostro" greco: i tempi basati sul tema del presente o su quello dell'aoristo, per esprimere i due differenti aspetti, della durata e dell'azione in sé. Ma te lo dico esitante, convinto che, se le cose stessero così, te ne saresti già tranquillamente accorto tu. Però mi resta la curiosità...

Gian Piero Testa - 19/2/2014 - 22:48


Dal punto di vista formale, l'opposizione è precisamente la stessa sia in greco che nelle lingue slave, Gian Piero; ma mentre in greco funziona all'interno di uno stesso verbo con l'opposizione "presente/aoristo" (θα βλέπω "vedrò = continuerò a vedere; θα δω "vedrò = vedrò in un dato momento), nelle lingue slave bisogna formare una coppia di verbi, uno durativo e uno momentaneo (imperfettivo e perfettivo), ognuno dei quali ha la sua coniugazione completa. Il problema della formazione delle coppie di verbi è il principale "muro" delle lingue slave. Non esistono regole fisse, ad esempio, per formare un perfettivo a partire da un imperfettivo: bisogna impararsi le varie coppie una ad una. Inoltre esistono, oltre ai due aspetti principali, diversi "sottoaspetti" (iterativo, frequentativo, causativo ecc.) che, a volte, trasformano le coppie in terzetti o quartetti. Ti assicuro, Gian Piero, che rispetto alle lingue slave anche il greco impallidisce...

Riccardo Venturi - 19/2/2014 - 23:18


Come il latino e l'inglese, ah, ah...e tutto a memoria come i verbi irregolari nella miriade dei tempi italiani (non ne parliamo poi del francese). Tutto questo impallidisce di fronte all'euskera che ha ben seidici casi....che del resto esistono sia in latino sia in polacco (ben sette)...ma noi ce l'abbiamo solo tre tempi in practica : P

Krzysiek Wrona - 19/2/2014 - 23:36


È curioso anche il caso del mandarino, per quanto riguarda gli aspetti ...

Krzysiek Wrona - 19/2/2014 - 23:39


Sì, è proprio così. Infatti, anch'io sarei in difficoltà a spiegare l'uso preciso dei verbi perfettivi e imperfettivi, se non prendendoli caso per caso. Hai proprio ragione, Riccardo, ci sono verbi che hanno più forme perfettive e non esiste assolutamente nessuna regola per la loro formazione. Noi madrelingua (almeno in ceco), per identificare l'aspetto di un verbo, ci aiutiamo provando a formare il futuro con l'ausiliare essere – být: questo funziona solo con i verbi imperfettivi: “budu vidět” – vedrò, mentre la forma perfettiva “uvidět” non si può abbinare con l'ausiliare perché il futuro è già sottinteso nella forma semplice “uvidím” (che vuol dire sempre “vedrò” ma con una sottile differenza, si vuole dare rilievo all'attimo stesso del “vedere”, l'azione istantanea, ma ripeto, dovrei prendere una frase concreta e spiegare perché ci va l'uno o l'altro). Ovviamente questa regola funziona soltanto per i madrelingua, non inversamente per imparare a formare i verbi, e allora che ti devo dire... buon divertimento! :)P Intanto grazie per l'indicazione sul greco, avevo già intravvisto la differenza delle due forme, così almeno ora so che posso applicarci i meccanismi già conosciuti :)

Stanislava - 20/2/2014 - 00:11


A Stanislava. Come ha scritto Riccardo, l'opposizione tra διαρκής (durativo) e στιγμαία (istantaneo) διάθεση (aspetto) nel greco attuale si risolve automaticamente, utilizzando di volta in volta il tema del presente ovvero dell'aoristo nel formare il tempo futuro semplice, o il modo imperativo ecc.: l'unico problema è che troverai sempre un greco volonteroso che ti correggerà la forma che hai usato, proponendoti quella opposta...Anche se non lo pratico più, vagamente ricordo che il greco antico, con la gradazione dei temi verbali, copriva una gamma assai più vasta di aspetti: la lingua in uso oggi è, da questo punto di vista, molto più semplice. Vedo invece che nelle lingue slave c'è ancora un mare magnum di forme, il cui abbandono - immagino - sarebbe magari "democratico", ma sarebbe una grande perdita di ricchezza concettuale e di efficacia espressiva, specialmente in poesia. Immagino.

Gian Piero Testa - 20/2/2014 - 08:18


Ecco, quindi la differenza sta nel fatto, come ha scritto Riccardo, che in greco l'aspetto si esprime all'interno dello stesso verbo, utilizzando il tema del presente o dell'aoristo. Del greco antico purtroppo non so niente ma immagino che fosse stato molto più complicato, non soltanto per quanto riguarda i verbi. Il fatto che si fosse verificata questa semplificazione in modo naturale mi fa pensare che forse la differenza tra le varie forme del greco antico non fosse stata tanto grande o per lo meno fosse diminuita col tempo, in modo che al parlante medio poi fossero bastate le forme odierne. Mentre in ceco (e credo anche nelle lingue slave in genere) la cosa è diversa: ogni verbo ha un solo aspetto intrinseco il quale non si può cambiare. Si può trovare il verbo dell'aspetto opposto con un significato simile (perciò si parla di coppie di verbi), ma la differenza del significato comunque c'è, si spiega male ma è una differenza che un madrelingua ha bisogno di poter esprimere. L'ipotesi di un possibile abbandono di tali forme mi pare improbabile proprio per questi due motivi. Trattandosi di verbi separati bisognerebbe o “sterminare” la metà dei verbi oppure trasformarli in un unico aspetto che a livello pratico è difficile da immaginare. E poi, soprattutto, l'aspetto dei verbi costituisce proprio l'essenza del parlare, non si tratta qui di forme poetiche bensì di forme del linguaggio quotidiano di tutti i parlanti, per i madrelingua è una cosa del tutto naturale che è impossibile sbagliare. (Non come ad esempio il congiuntivo in italiano che può costituire difficoltà anche per alcuni parlanti madrelingua.) Quindi sarebbe un impoverimento non soltanto per la poesia ma soprattutto per la lingua comune.

Stanislava - 20/2/2014 - 23:03


Beh, consoliamoci tutti con Fassino che parla in inglese:



Ciùsin Torino, iucanbèt: investing risùrzis, Piemonte iz a rìgion in de senter ov iùrop, en Torino iz a rìal capital ov càlciar, andüma!

Riccardo - 21/2/2014 - 11:37


Lorenzo - 21/2/2014 - 11:42


Io invece mi chiedo se il sindaco di una grande città si renda conto della figura ridicola che le ha fatto fare, per questa fissazione con l'ìnglisc' del cavolo. Vabbè che, come dice sempre Sua Altezza Reale Carlo di Windsor, Principe di Galles, "The most widely known language in the world is bad English"; però ci sarebbe un limite...

Riccardo Venturi - 21/2/2014 - 11:55


Anche quell'altra e' il sindaco di una grande città... e stava addirittura cercando di convincere il comitato olimpico a farci le olimpiadi... poi ha vinto Tokyo non so se grazie alla pronuncia inglese dei giapponesi, però...

21/2/2014 - 11:59


Beh, la pronuncia inglese dei giapponesi è favolosa: "Guddo moningu! Au duyufìru, mai furendu?" Però vorrei spezzare una lancia per Ana Botella: prima di tutto è molto più carina di Fassino e, più che altro, sembra un essere vivente (Piero Fassino, in realtà, è morto nel 1912 e quello che vediamo è uno zombie), e poi almeno mi sembra che stia parlando liberamente in inglese nonostante la sua pronuncia. Fassino sta chiaramente leggendo da un "gobbo" (con gli occhi fissi sopra, sguardo da film horror di Ed Wood). Ora però mi aspetto il primo discorso di Renzie in inglese a un sàmmitte internazionale: "Ai em veri glàdde tubì ìarre, izz de fest tàimme en ai em de rottemèitor en forza viola!..."; non me lo voglio perdere.

Riccardo Venturi - 21/2/2014 - 12:14


Ιo non so come Svetlana pronunci l'italiano: ma lo scrive divinamente! Parola di prof. E approfitto per domandarle: non sarà forse che la complessità - non destrutturabile - dell'eloquio slavo sia alla radice di quella straordinaria propensione dei loro narratori a scavare e a distinguere nelle complessità dell'uomo?

Gian Piero Testa - 21/2/2014 - 13:16


Scrive divinamente l'italiano e sono assolutamente d'accordo; però si chiama Stanislava, e non Svetlana, Gian Piero. Le hai dato il nome della figlia di Stalin, oh!.... Lapsus froidiano? :-PPP

Riccardo Venturi - 21/2/2014 - 13:56


Oχ, pardon: ma la figlia di Stalin non si chiamava anche lei Svetlana? Che αντάρα nella mia povera testa... Grazie della correzione. :-)
(Gian Piero Testa)

Certo che si chiamava anche lei Svetlana, la figlia di Stalin; la famosa Svetlana Allilujeva, cioè "Svetlana Alleluia". Un nome perfetto oserei dire! :-P [RV]

21/2/2014 - 17:13


siciliano...ano , crepo

krzyś - 21/2/2014 - 21:52


Comunque più guardo il video di Fassino, più penso che andrebbe denunciato per terrorismo. Altro che NO TAV!

Riccardo Venturi - 21/2/2014 - 23:26


Dall'appello dei familiari dei quattro No Tav accusati di terrorismo:
In queste settimane avete sentito parlare di loro. Sono le persone arrestate il 9 dicembre con l’accusa, tutta da dimostrare, di aver assaltato il cantiere Tav di Chiomonte. In quell’assalto è stato danneggiato un compressore, non c’è stato un solo ferito. Ma l’accusa è di terrorismo perché “in quel contesto” e con le loro azioni presunte “avrebbero potuto” creare panico nella popolazione e un grave danno al Paese. Quale? Un danno d’immagine. Ripetiamo: d’immagine. L’accusa si basa sulla potenzialità di quei comportamenti, ma non esistendo nel nostro ordinamento il reato di terrorismo colposo, l’imputazione è quella di terrorismo vero e volontario.

(direi che l'accusa di terrorismo per danno d'immagine al paese applicata a Fassino è perfetta)

daniela -k.d.- - 22/2/2014 - 11:18


Me ne ricordo una famosa di Rutelli, di allocuzione in inglese. Era, se non sbaglio, per promuovere il sito turistico nazionale (presto abortito) e attrarre visitatori nel nostro paese. Sarebbe bello poterli confrontare, i due exploit , e premiare il migliore.

Gian Piero Testa - 22/2/2014 - 16:16


A Gian Piero. Certamente hai ragione. Una qualsiasi lingua è sempre uno strumento per esprimere l'interiorità e, oserei dire, le sue strutture rispecchiano la percezione dell'universo da parte dei suoi parlanti. Senza dubbio i grandi narratori slavi (i più conosciuti a livello internazionale sono, meritatamente, i grandi romanzieri russi) furono coloro che hanno saputo sfruttare fino in fondo le (tante) potenzialità della propria lingua e usarla anche per trasmettere concetti filosofici complessi.

Comunque non ti preoccupare per il lapsus nel nome :) In realtà in Italia sono stata ribattezzata così da tante persone :)P

Stanislava - 24/2/2014 - 12:04


Ti ringrazio, Stanislava. Siamo d'accordo che le strutture linguistiche modellano quelle mentali, con una circolarità di influenze. Presso gli italiani questa feconda reciprocità mi sembra in via di rapido esaurimento. Purtroppo.
Una gaffe sul tuo nome poteva essere perdonabile: ma avrai notato che ci sono ricaduto anche dopo essere stato avvertito da Riccardo. E' questo che mi sembra sinistramente grave!

Gian Piero Testa - 24/2/2014 - 15:53


Ecco il testo reperito oggi da questa pagina http://zapytaj.onet.pl/

E se muore per l’amore
Pensi spesso poi capisce
Che la guerra ti fa male
E l’amore molto be
Meglio letto che la guerra
Per restare sul la terra
La nessuno ti disturba
Amorati non ci so
Meglio letto che Guerra
Per sentirti lo averla

https://www.youtube.com/watch?v=6OiCKwhLVXc


Sembra in italiano, ma risulta essere scritto da giornalista, scrittore, sceneggiatore e soprattutto autore di canzoni Andrzej Bianusz (il responsabile della traduzione letteraria della "Blouingh en de' Uind" del Dilano Bob), all'esigenza di introdurlo nel film di qui sopra, cioé "Come ho scatenato la ...". Credetemi che c'è un richiamo infrenabile dalle parti mia di venire a capo, da dove provenga la melodia della tarantella che lo accompagna, da stupire non uno, ma i tre come me :-)!
Me la date 'na mano (basta che non sia 'na palmata)?
Saludos, muy obligato!

krzyś ³ - 11/3/2014 - 22:33


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