Lingua   

Dietro il portone

Sine Frontera


Lingua: Italiano (Lombardo mantovano)


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 E’ una ballata dolce-amara, dall’aria irlandese, è il racconto di un deportato nel campo di sterminio di Aucshwitz; “E se questo è un uomo, uno fra centomila, non ricordo chi sono, non ricordo il mio nome, nel campo dietro il portone”e cita all’inizio dell’inciso il tristemente noto libro “Se questo è un uomo” di Primo Levi, il resto delle strofe sono cantate in dialetto Mantovano.Un omaggio a tutte le vittime dell’olocausto.  
Quan‘ ho vèst in fond a cal mòr là                                            
Li barachi el reticulà                                                                                  
E al frèt cà sgàgna cùme n’can                                                                  
Dentar in d’jos dentar in d’ li man  
Ghera gent cà gneva da luntan                                                                 
Parlava un‘ altra lingua parlavan pian                                                        
I sà tolt scarpi e valìs l’or e l’argent e i document                                           
E la not in mèsa al pantan                                                                           
Spara avista la ronda cui can                                                                       
E mucià come bestiam
ghè chi trema e chi mòr at fam                                 
Ghera gnint inturan al camp
e la nev la cascava         
Vestì sul con dù stràs
con an numar in sema al bràs    
                                   
E se questo è un uomo uno fra centomila                                                             
   Non ricordo chi sono non ricordo il nome                                        
    Nel campo dietro il portone                  
                                                    
Qund’ l’inveran l’è
Quas dù àn è ormai pasà              
El treno continua a rivà                                                                                
Pien at gent che ancor l’han sà                                                                     
E i presuner compagn’ a me                                                                          
Quei chè rivà jè mai torna in dre
E al vent continua a sufià
  porta la polvar dai reticulà

E se questo è un uomo uno fra centomila                                                             
   Non ricordo chi sono non ricordo il nome                                        
    Nel campo dietro il portone    

inviata da donquijote82 - 20/12/2013 - 14:24



Lingua: Italiano

traduzione dal dialetto mantovano
Quando ho visto in fondo a quel muro là
Le baracche e il reticolato
E il freddo che morde come un cane
dentro nelle ossa e nelle mani
C’era gente che veniva da lontano
parlava un’altra lingua parlava piano
Ci hanno preso scarpe e valige l’oro e l’argento e i documenti
E la notte in mezzo al pantano
spara a vista la ronda con i cani
E ammucchiati come bestiame
c’è chi trema e chi muore di fame
Non c’era niente in torno al campo
e la neve cadeva piano
Vestiti solo con due stracci
e con un numero sopra il braccio

E se questo è un uomo uno fra centomila
Non ricordo chi sono non ricordo il nome
Nel campo dietro il portone

Quando l’inverno è diventato l’estate
Quasi due anni sono ormai passati
E il treno continua ad arrivare
pieno di gente che ancora non sa
E i prigionieri come me quelli che sono arrivati
non sono mai tornati
E il vento continua a soffiare
porta la polvere dai reticolati

E se questo è un uomo uno fra centomila
Non ricordo chi sono non ricordo il nome
Nel campo dietro il portone

inviata da donquijote82 - 20/12/2013 - 14:33



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