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Le Chemin des Dames

Chjami Aghjalesi


Lingua: Corso


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[1986]
Testo e musica: I Chjami Aghjalesi
Lyrics and music: I Chjami Aghjalesi
Paroles et musique: I Chjami Aghjalesi
Album: U mio canto

I Chjami Aghjalesi
[i 'ʧami aʤa'lezi]


chjaaghja


Alain Nicoli (oghje smaritu)
Mai Pesce
Saveriu Luciani
Camellu Albertini
Patriziu Croce
Petru Fondacci
Tonì Pesce
Francescu Pesce


Lo Chemin des Dames, oggi.
Lo Chemin des Dames, oggi.


Prima di parlare di questa canzone, bisogna parlare, appunto dello Chemin des Dames.

Lo Chemin des Dames è una strada. Il suo nome vuol dire: la Strada delle Signore. Si trova in Francia, nel dipartimento dell'Aisne; ha inizio all'intersezione fra la strada nazionale 2 e la strada dipartimentale 24, fra Laon e Soissons, incontra la strada dipartimentale 18 e si unisce alla strada nazionale 44 a Corbeny. La strada è lunga circa trenta chilometri e corre lungo la linea di cresta fra la vallata dell'Ailette e la vallata dell'Aisne.

Era, in origine, una tranquilla strada di campagna; sembra che ebbe la denominazione attuale nel XVIII secolo, quando veniva spesso percorsa da Adélaïde e Victoire-Louise, figlie di Luigi XV di Francia e dette Dames de France: le principesse, provenendo da Parigi, si recavano al Château de La Bove, nei pressi di Bouconville-Vauclair; il castello apparteneva a Françoise de Châlus, contessa di Narbonne-Lara, già istitutrice di Luigi XV e già dama di compagnia di Adelaide. Per rendere più agevole il viaggio alle illustri ospiti il conte fece pavimentare la strada e questa ricevette il nuovo nome.

La storia non si sarebbe però occupata dello Chemin des Dames per le sue principesse. Tutta una questione di importanza strategica; il crinale percorso dalla strada ne aveva parecchia, sembra. Cominciò Napoleone, il 7 marzo 1814, con una battaglia contro le truppe russe e prussiane: la battaglia di Craonne. Craonne si trova proprio sullo Chemin des Dames, e in questo sito la conosciamo per una certa e famosa canzone. La battaglia di Craonne si concluse al prezzo di cinquemilaquattrocento morti tra le giovani reclute, i cosiddetti Marie-Louise. Quel giorno, lo Chemin des Dames entra nella storia militare e in quella della morte.

Passano poco più di cento anni da quel “primo assaggio” di storia. Nel corso della prima guerra mondiale lo Chemin des Dames, che si trovava nel settore del fronte occidentale tenuto dalle truppe francesi, fu teatro di sanguinose battaglie fra il 1916 e il 1918. La più nota di esse, la Seconda battaglia dell'Aisne, ebbe luogo fra il 16 e il 25 aprile 1917. Il generale Nivelle, dopo aver accumulato ingenti forze, lanciò l'attacco alla linea tedesca che si stendeva sul crinale percorso dallo Chemin des Dames.
I difensori erano ben protetti su una linea che correva appena sotto la cresta, da cui erano in grado di dominare il terreno circostante. Il primo giorno l'esercito francese, supportato da battaglioni senegalesi, perse oltre 40.000 uomini; durante l'intera battaglia le perdite francesi ammontarono a circa 160.000 uomini (80.000 quelle tedesche). Lo spropositato dispendio di vite per un guadagno strategico minimo fu una rovina per Nivelle, già a corto di uomini e di fronte al rischio di ammutinamenti. Il pericolo divenne realtà e le forze francesi ebbero presto necessità di soccorso da parte degli alleati, per cui alcune divisioni dell'esercito britannico furono operative nella zona per i successivi dodici mesi. Lungo tutto lo Chemin des Dames si trovano perciò numerosi memoriali e cimiteri di guerra britannici, oltre che tedeschi e francesi.

1917: Assalto sullo Chemin des Dames.
1917: Assalto sullo Chemin des Dames.


Anche truppe italiane del II Corpo d'armata, agli ordini del generale Albricci, combatterono nella zona, incorporate nella 5ª Armata francese, e parteciparono, nel settembre - ottobre 1918 alla riconquista definitiva dello Chemin des Dames; 593 di questi riposano ancora nel cimitero militare italiano di Soupir.
All'interno dei rilievi della cresta si stende una rete di gallerie che copre circa un chilometro quadrato, chiamata La Caverne du Dragon, originariamente un sistema di tunnel creati nel XVII secolo con lo scavo del calcare da costruzione. Le caverne si trovano a 20-40 metri sotto la superficie, e durante la guerra furono usate sia dai francesi che dai tedeschi come ospedali da campo e posti di comando, talvolta contemporaneamente. I bombardamenti di artiglieria hanno creato delle fenditure in alcune delle volte sovrastanti, fenditure che si possono vedere tutt'oggi.

Questa la storia, per lo meno in grandi linee. In Francia, lo Chemin des Dames è monumento nazionale ed è considerato route sacrée; non è raro che, nei terreni circostanti, si trovino ancora ossa e resti di armi. Lo Chemin des Dames ha riassunto la sua funzione di tranquilla strada di campagna, in un paesaggio peraltro molto bello; ma non cessa di essere percorsa dai fantasmi della storia.

Arrivati a questo punto, sarebbe forse inutile spiegare questa canzone dei Chjami Aghjalesi. E' un soldato, quello che parla; un giovane soldato còrso tra i tanti e tanti che si trovavano a combattere e a morire sullo Chemin des Dames.

Un giovane soldato che, magari alla vigilia dell'assalto dove avrebbe trovato la morte, si trova a ricordare tutto il suo mondo e i suoi momenti felici che ha inchjudati in lu so core. La sua famiglia, i conoscenti, il paese; perché, a cent'anni di distanza e, probabilmente, inchiodati pure noi ma dalla retorica travestita da storia, non bisognerebbe che la prima guerra mondiale fu “grande” soltanto grazie al macello di piccoli, semplici contadini. Il massacro delle masse contadine mandate a soddisfare la sete di potere di politici e militari. E pensare che, ancora oggi, c'è chi festeggia “vittorie”.

Le cose che il giovane soldato còrso ha negli occhi e nel cuore sono elencate, una ad una, in questa canzone. Con meticolosa precisione. Sono le stesse cose che avrebbe potuto elencare qualsiasi soldato che si trovava là ed in tutti gli altri luoghi di quella guerra spaventosa. In tutte le lingue, con tutti gli accenti. Ne leggiamo e ascoltiamo qui, alcune, dalla Corsica. La stessa lingua materna di quel signore che, nel marzo del 1814, aveva cominciato a trasformare la Strada delle Signore nella Strada della Nera Signora. [RV]
Vecu un prattu sott'à lu sole
È tanti panni tesi nantu
Un acellu piglia u so volu
È aghju u mio core frantu

Culà l'ochji spenti Miola sunieghja
Culà u mio estru corre è a fideghja
Culà ci s'hè firmata a mio vita

Vecu un pagliaghju fumichendu
Compulu à l'ora di a munta
È a mio memoria s'accende
Per un pizzacciu di pane untu

Culà Francesc' Antone zappa l'ortu
Culà vecu ballà e barche in portu
Culà ci s'hè firmata a mio vita

Vecu una scola è un tavulone
Sentu mughjà mille zitelli
È di babbò tante canzone
Mi danu u fretu à a pella

Culà Fasgianu trascina duie legne
Culà sentu lu mio paese pienghje
Culà ci s'hè firmata a mio vita

Vecu una ghjesgia sott'à l'invernu
Dui tizzoni è un casgile
A piaghja cutrata è inferma
Chì aspetta u mese d'aprile

Culà sentu u ventu frà i pini
Culà di Roccu sentu u viulinu
Culà ci s'hè firmata a mio vita

Vecu un chjarasgione fiuritu
È sentu fiscà i pastori
È tanti mumenti felici
L'aghju inchjudati in lu mio core

Culà vecu a neve per i chjassi
Culà sempre voltenu i mio passi
Culà ci s'hè firmata a mio vita.

inviata da Riccardo Venturi - 14/11/2013 - 18:25




Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
14 novembre 2013

Una forma di brocciu passu.
Una forma di brocciu passu.
CHEMIN DES DAMES

Vedo un prato sotto il sole
E tanti panni stesi davanti
Un uccello prende il volo
E ho il cuore spezzato

Là ad occhi spenti sogna Miola
Là la mia immaginazione corre e la vede
Là si è fermata la mia vita

Vedo un pagliaio che fumiga
La stalla all'ora della mungitura
E la mia memoria si accende
Per un pezzaccio di pane coll'olio

Là Francesc' Antone zappa l'orto
Là vedo ballare le barche in porto
Là si è fermata la mia vita

Vedo una scuole e una cattedra
Sento il rumore di mille bimbi
E del babbo tante canzoni
Mi danno la pelle d'oca

Là Fasgianu trascina due legne,
Là sento il mio paese che piange
Là si è fermata la mia vita

Vedo una chiesa in pieno inverno
Due tizzoni e un casgile *
La pianura gelata è malata,
Aspetta il mese d'aprile

Là sento il vento fra i pini
Là di Rocco sento il violino
Là s'è fermata la mia vita

Vedo un ciliegio fiorito
E sento fischiare i pastori
E tanti momenti felici
Li ho inchiodati nel mio cuore

Là vedo la neve per i vicoli
Là sempre tornano i miei passi
Là si è fermata la mia vita.

*casgile: cantina dove si fa il formaggio fresco (il “brocciu”) [ndt]

15/11/2013 - 00:17




Lingua: Francese

LE CHEMIN DES DAMES

Je vois un pré sous le soleil
Et beaucoup de linge étendu dessus
Un oiseau prend son envol
Et j'ai mon coeur broyé.

Là bas, le regard éteint, Miola rève
Là bas mon être courre et la regarde
Là bas est restée ma vie.

Je vois une bergerie qui fume
Un enclos à l'heure de la traite
Et ma mémoire se ravive
Pour un petit bout de pain avec de l'huile.

Là bas Francesc' Antone bèche le jardin
Là bas je vois danser les barques du port
Là bas est restée ma vie.

Je vois une école et un grand tableau
J'entends crier des milliers d'enfants
Et de mon grand père tant de chansons
Me donnent la chair de poule.

Là bas Fasgianu traine un peu de bois
Là bas j'entends mon village pleurer
Là bas est restée ma vie.

Je vois une église en hiver
Quelques tisons et une bergerie
La plaine gelée et stérile
Qui attend le mois d'avril.

Là bas j'entends le vent à travers les pins
Là bas j'entends le violon de Roccu
Là bas est restée ma vie.

Je vois un grand cerisier fleuri
Et j'entends siffler les bergers
Et tous ces moments heureux
Je les ai cloué dans mon coeur.

Là bas je vois la neige sur les chemins
Là bas toujours retournent mes pas
Là bas est restée ma vie.

inviata da Bernart Bartleby - 26/6/2015 - 10:36



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