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Ali di libertà

Massimo Priviero
Lingua: Italiano


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[2013]
Album : Ali di libertà

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“Le immagini che sono dentro ad ALI DI LIBERTA' sono spesso la difesa di chi ha poco altro a cui aggrapparsi che non siano proprio queste ali. Non c'è alcuna cosa che conta di più nella vita di un uomo, non c'è nulla al mondo per cui tu possa farne a meno. E' proprio nel fotografare immagini di ultimi del mondo che chiedono aiuto al proprio angelo, più o meno identificabile nel suo aspetto da credente ma anche se volete rintracciabile in quel che chiamiamo bisogno di forza e di aiuto. Riascoltavo il primo Dylan, quello di hard rain's gonna fall per intenderci, mentre scrivevo questa canzone. Hard rain è un pezzo che da ragazzo spesso suonavo per strada nei miei vagabondaggi. Per molte righe che ho scritto in questa canzone, gli sono dichiarato debitore. Avevo nella prima registrazione inciso anche degli archi che caricavano ancora di più lo struggimento esistenziale. Alla fine, tuttavia, per ragioni che non sto a spiegarvi, le tenni spente nel mix finale. Anzi, se proprio volete la ragione principale di questa decisione fu nel fatto che ALI era nata per essere una canzone chitarra voce e armonica. Ad oggi, è proprio una tra quelle che amo di più suonare nel mio modo "menestrello" e in altro versante una di quelle con cui mi piace iniziare i concerti elettrici. Come se fosse una canzone di benvenuto. Dunque queste ALI DI LIBERTA' hanno tanti nomi: dalla "luce che vedi sul mare" al "cercatore di bene ostinato" "all'alba nuova che saprai cercare". Tanti nomi. E, allo stesso tempo, nessun nome. Sappiamo bene che spesso cerchiamo di darci risposta alla domanda della nostra esistenza. Non avendola, cerchiamo di disegnare la faccia a quanto ci spinge avanti, alle ragioni per cui val la pena di vivere, o a qualunque cosa pensiate che debba avere risposta. Forse le ALI DI LIBERTA' sono semplicemente quelle che ci servono per farci proprio queste domande che non hanno risposta. Ma che, ostinatamente ci facciamo. E, forse, in questa necessità arriviamo al bisogno di chiudere gli occhi e di farci trasportare dentro ai suoni e alle parole. E magari in quel momento smettiamo di farci domande a cui non sappiamo dare risposta.”

Massimo Priviero
Dove sei, dove sei dolce angelo mio
Dove se, dove sei che non ti vedo mai
Sono io quella luce che vedi sul mare
Sono io quel ragazzo che cerca il suo pane
Sono io il secchio d’acqua riempito nel fiume
Sono il pezzo del mondo che cade nel sole
Ma se un uomo domani ti chiederà
Digli che sono le ali, io sono le ali della sua libertà

Dove sei, dove sei dolce angelo mio
Dove sei , dove sei che non ti vedo mai
Sono io il volontario che ieri è partito
Sono io il cercatore di bene ostinato
Sono io quel tuo figlio che cerca un lavoro
Sono io il pugno chiuso che picchia sul muro
Ma se un uomo domani ti chiederà
Digli che sono le ali, io sono le ali della sua libertà

Dove sei dove sei dolce angelo mio
Dove sei dove sei che non ti vedo mai
Sono io la tua voce che saprà gridare
Sono io la tua mano che non può tremare
Sono io la tua forza che saprai cercare
Sono io le campane che ieri han suonato
Sono io la tua vita che non hai venduto
Sono io l’alba nuova che saprai cercare
Sono io insieme a Cristo venuto a salvare
Ma se un uomo domani ti chiederà
Se un uomo domani ti chiederà
Tu digli che sono le ali, io solo le ali della sua libertà

inviata da DonQuijote82 - 2/11/2013 - 18:40



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