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Roberto Vecchioni: Figlia

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Lingua: Italiano

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(Roberto Vecchioni)


[1976]
Testo e musica di Roberto Vecchioni
Lyrics and music by Roberto Vecchioni
Album: Elisir

elisirIn generale, io sono per la sterilizzazione preventiva dei cantautori italiani; ciò impedirebbe che, prima o poi, ci ammannissero l'immancabile canzone sul figlio o sulla figlia. Nessuno è sfuggito alla regola; ma poiché la regola ha sempre le sue eccezioni, quella che faccio -e volentieri- è per quella che è forse la capostipite di tutte le canzoni cantautorali sui figli: "Figlia" di Roberto Vecchioni, appunto. Del 1976, dall'album "Elisir"; è stata, sembra, anche una delle prime canzoni ad essere trasmesse "a bandello" dalle prime radio libere. Stamani l'ho vista per caso e non so esattamente per quale motivo nominata dal Webmaster nelle "chiacchiere" del sito (la chat interna); Lorenzo si chiedeva se l' "amico che non aveva mai tradito" fosse Francesco Guccini. Ricordo che ci sono state parecchie ipotesi al riguardo, tra le quali quella di Guccini è sempre stata molto accreditata; ma, magari, si trattava di tale Francesco Mazzacurati, bidello del liceo Giosuè Pascoli (o Giovanni Carducci, non ricordo bene), dato che la morte di un sogno non è preclusa proprio a nessuno.

Allora mi sono andato a riascoltare "Figlia" per vedere se, per caso, avrei avuto la stessa reazione di sempre; infatti mi sono messo a piangere. Non mi sono mai vergognato di questo di fronte a una canzone, né da solo né assieme ad altri; ho i miei motivi che affondano nella mia vita e che mi tengo. Ad ogni modo tengo a dire che pure io, fautore della vasectomia cantautorale, avrei consentito a Vecchioni di avere sua figlia non in riva al fiume e col nonno generale, per poi scrivere una canzone come questa. Sospetto anche che la consuetudine delle canzoni "paterne" sia nata proprio per emulare questa canzone, ma non c'è davvero più riuscito nessuno.

Sebbene abbia verso il prof. Roberto Vecchioni delle considerazioni non sempre omogenee e coerenti, ritengo che questa canzone sia semplicemente uno dei vertici della canzone d'autore italiana, una canzone che non è soltanto un bellissimo omaggio alla propria figlia, ma una vera e propria rivendicazione della difesa di ciò in cui si crede (sapendo che questo non porterà, e non deve portare, necessariamente alla "felicità"), ed anche la dignità e la pulizia dei perdenti. Francesca Vecchioni, cui facciamo un saluto se per casaccio ci legge, ha avuto di recente due gemelle; e figlie, e figlie. Sono del tutto certo che, prima o poi, farà ascoltare loro questa canzone scrittale tanti anni prima dal padre. Mi spiace per gli altri cantautori, che i loro figli e figlie abbiano una lunga e bellissima vita, ma quanto a canzoni devono rassegnarsi. Ci ha pensato Roberto Vecchioni nel 1976. [RV]

Francesca Vecchioni, la sua compagna e le loro due gemelle.
Francesca Vecchioni, la sua compagna e le loro due gemelle.

Sapeva tutta la verità
il vecchio che vendeva carte e numeri,
però tua madre è stata dura da raggiungere,
lo so che senza me non c'era differenza:
saresti comunque nata,
ti avrebbe comunque avuta.

Non c'era fiume quando l'amai
e non era propriamente ragazza,
però penso di aver fatto del mio meglio,
così a volte guardo se ti rassomiglio...
Lo so, lo so che non è giusto,
però mi serve pure questo.

Poi ti diranno che avevi un nonno generale,
e che tuo padre era al contrario un po' anormale,
e allora saprai che porti il nome di un mio amico,
di uno dei pochi che non mi hanno mai tradito,
perché sei nata il giorno
che a lui moriva un sogno.

E i sogni, i sogni, i sogni vengono dal mare,
per tutti quelli che han sempre scelto di sbagliare,
perché, perché vincere significa accettare
e se arrivo vuol dire che a qualcuno può servire,
e questo, lo dovessi mai fare,
tu, questo, non me lo perdonare.

E figlia, figlia, non voglio che tu sia felice,
ma sempre contro finché ti lasciano la voce;
vorranno la foto col sorriso deficiente,
diranno: Non ti agitare, che non serve a niente,
e invece tu grida forte,
la vita contro la morte.

E figlia, figlia, figlia sei bella come il sole,
come la terra, come la rabbia, come il pane,
e so che t'innamorerai senza pensare,
e scusa, scusa se ci vedremo poco e male:
lontano mi porta il sogno
ho un fiore qui dentro il pugno.

inviata da Ahmed il Lavavetri - 25/10/2013 - 10:12


Certo che rispetto a "è per te tutto quello che c'è..." siamo su un altro pianeta... Culodritto però non è male (né la canzone né la Teresa...)

Gianni - 25/10/2013 - 20:20


E neanche E un giorno

dq82 - 25/10/2013 - 21:18


Secondo me, "Culodritto" è una buona canzone, anche se a me non ha mai toccato le corde come "Figlia", lo devo dire; "E un giorno", invece, è una caàta bella e buona (ma sono sempre opinioni personali). Curioso, comunque, che Guccini nutra una predilezione (canora) per il culo della figlia: si veda anche il riferimento in "Lettera", dal culodritto al culo tondo. Ach so, kvesti padren kantautoren! Comunque sia, proprio oggi Vecchioni, a Firenze, presentando il suo ultimo album, ha pubblicamente esultato (da interista, ma va bene lo stesso) per la vittoria della Fiorentina sulla Rubentus per 4-2: grande Roberto! Gli voglio quindi sentitamente dedicare questo video:

Riccardo Venturi - 25/10/2013 - 23:51


Complimenti per la recensione. L'ho trovata molto obiettiva e molto vera, eppure, al contempo, sentita. Due prerogative non facili da mettere insieme.

Lunaspina - 27/1/2015 - 02:22


ho letto ora questa pagina che parla di canzoni dedicate ai propri figli e, con tutto il rispetto, mi è parso impossibile che nessuno abbia citato "L'incontro" di Piero Ciampi: a mio avviso la più commovente tra esse (almeno qui in Italia). A maggior ragione anche considerata l'assoluta e sincera fedeltà
dei suoi testi a quella che era la sua vita.

Flavio Poltronieri - 27/1/2015 - 17:09


Molto bella "L'incontro", la conoscevo ma credevo si trattasse di un incontro con una donna amata. Vista in questa nuova prospettiva è ancora più bella e struggente...
Grazie Flavio.

Sempre sul tema dei figli, sempre di Piero Ciampi, suggerirei anche Sporca estate

Bernart Bartleby - 28/1/2015 - 14:47


D'accordo, però "Sporca estate" in realtà è costituita dal raggruppamento di tre poesie autonome e il riferimento ai figli riguarda solo una parte del testo cantato, anche se lo struggimento è il medesimo ("a cena sulle stelle" è una immagine folgorante, infatti l'ho utilizzata come titolo per il mio primo omaggio collettivo a Ciampi a Verona nel 2002).
La grandezza de "L'incontro" invece stà anche proprio nel fatto che a differenza delle altre sopracitate di Vecchioni e Guccini, non è dichiratamente indirizzata a Mira.

Flavio Poltronieri - 28/1/2015 - 17:13


Avrai di Baglioni,la terrei in considerazione,
anche sè non fà parte de classici cantautori.

31/12/2015 - 23:06


scusa ma hai invertito i nomi dei poeti: Giosuè Carducci Giovanni Pascoli. una canzone sui figli Il Mestiere Del Padre di Gaber anche se la tematica principale riguarda i padri separati. https://www.youtube.com/watch?v=550tlZ0IyxE

davide - 1/1/2016 - 15:58


Per Davide, se legge: l'inversione dei nomi dei poeti era voluta, si tratta di un artifizio che uso non di rado, una sorta di calembour che, in ultima analisi, affonda le sue radici nella "saga" di Fantozzi. Saluti.

Riccardo Venturi - 23/2/2016 - 22:39


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