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Georges Brassens: Philistins

GLI EXTRA DELLE CCG / AWS EXTRAS / LES EXTRAS DES CCG


Lingua: Francese


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(Georges Brassens)


brasschat
Versi di Jean Richepin (1876)
Musica di Georges Brassens [1957]
D'après un poème de Jean Richepin (1876)
Musique de Georges Brassens [1957]
Album: Oncle Archibald

Versi di Jean Richepin (1849-1926), poeta, scrittore e drammaturgo francese, lo stesso de ‎‎Les oiseaux de passage
Il titolo originale della poesia è “Chanson des cloches de baptême”, dalla raccolta “La Chanson des ‎gueux”.‎
Adattamento del testo e musica di Georges Brassens, nel suo quinto album conosciuto ‎come “Oncle Archibald” (dal titolo della canzone che lo apre) pubblicato nel 1957.‎

richepin chanson des gueux large
Oncle Archibald

Philistins, épiciers
Tandis que vous caressiez,
Vos femmes ‎

En songeant, aux petits
Que vos grossiers appétits
Engendrent ‎

Vous pensiez, Ils seront
Menton rasé, ventre rond
Notaires ‎

Mais pour bien vous punir
Un jour vous voyez venir
Sur terre ‎

Des enfants non voulus
Qui deviennent chevelus
Poètes

inviata da Bernart - 15/5/2013 - 15:49




Lingua: Italiano

Traduzione italiana del testo di Brassens a cura di Andrea Gaddini
BOTTEGAI

Bottegai, droghieri
mentre carezzate
le vostre mogli

pensando ai piccoli
che i vostri volgari appetiti
genereranno

Voi pensate,
saranno mento rasato, ventre rotondo
notai

Ma per ben punirvi
un giorno vedrete venire ‎
sulla terra

dei figli non voluti
che diventeranno capelloni,
poeti.‎

inviata da Bernart - 15/5/2013 - 15:50




Lingua: Catalano

Versione catalana di Miquel Pujadó dal suo disco “Brassens, Llum i Ombra” del 2013‎
Testo trovato su Cancioneros.com

Brassens, Llum i Ombra
FILISTEUS

Filisteus, botiguers,
quan munteu un cop al mes
la dona,

intuïu els marrecs
que engendreu entre esbufecs
penosos.

I us dieu, tot contents:
seran grassos i lluents
notaris.

Però el càstig caurà
damunt vostre en arribar a
la terra

uns infants no volguts
que esdevindran uns grenyuts
poetes.‎

inviata da Bernart - 15/5/2013 - 15:50




Lingua: Francese

Il testo originale della poesia di Jean Richepin.‎

Jean Richepin.
Jean Richepin.
CHANSON DES CLOCHES DE BAPTÊME

Orléans, Beaugency,‎
Notre-Dame de Cléry,‎
Vendôme, ‎
Vendôme!‎

Quel souci, quel ennui,‎
De compter toute la nuit
Les heures,‎
Les heures!‎

Philistins, épiciers,‎
Alors que vous caressiez
Vos femmes,‎
Vos femmes,‎

En songeant aux petits
Que vos grossiers appétits
Engendrent,‎
Engendrent,‎

Vous disiez: ils seront,‎
Menton rasé, ventre rond,‎
Notaires,‎
Notaires.‎

Mais pour bien vous punir,‎
Un jour vous voyez venir
Au monde,‎
Au monde,‎

Des enfants non voulus
Qui deviennent chevelus
Poètes,‎
Poètes.‎

Car toujours ils naîtront
Comme naissent d'un étron
Des roses,‎
Des roses.‎

inviata da Bernart - 15/5/2013 - 15:49




Lingua: Italiano

La traduzione integrale della poesia di Jean Richepin (1876)
Di Riccardo Venturi, 12 ottobre 2015

Due parole del traduttore. Jean Richepin, come scrisse René Fallet, "aveva una gran barba e fu accademico di Francia". Dopo la regolare gioventù da poeta romantico arrabbiato, nell'età matura assunse il "ventre rond" che tanto odiava da giovanotto, e un buon posto tra gli Immortali (addirittura col n° 2 dell'epoca); onore a Brassens che sapeva scovare autenticamente delle perle anche in personaggi improbabili. Da notare, e molti lo avranno sicuramente già notato, che la poesia originale di Richepin termina con una strofa che ci suona parecchio familiare: le "rose che nascono dalla merda" (propriamente, nell'originale francese: "da uno stronzo"). Sono, i pratica, i fiori che nascono dal letame di Via del Campo di De André. Insomma, ci sarebbe da sospettare una derivazione diretta, visti i legami di De André con Brassens. Tanto più che nel Recitativo del medesimo De André si nominano pizzicagnoli e notai...
CANZONE DELLE CAMPANE A BATTESIMO

Orléans, Beaugency,
Notre-Dame de Clèry,
Vendôme,
Vendôme !

Che fastidio, che noia,
Contare tutta la notte
le ore,
le ore !

Filistei, pizzicagnoli
Mentre accarezzavate
le mogli,
le mogli,

Sognando i figlioli
che i vostri rozzi appetiti
fabbricano,
fabbricano.

Dicevate : saranno,
ben rasati e panciuti,
notai,
notai.

Ma per punirvi ammodo
un giorno vedete venire
al mondo,
al mondo,

Dei figli non voluti
che diventan capelluti
poeti,
poeti.

Ché sempre nasceranno
come nascon dalla merda
le rose,
le rose.

12/10/2015 - 14:07



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