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Amore stanco, amore d'officina

Anna Identici
Lingua: Italiano


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La licenza
(anonimo)


[1972]
Testo di Pier Paolo Preti
Musica di Gianni Guarnieri
Album: Apro gli occhi di donna su 'sta vita
iden


"In quegli anni, si sa, il femminismo conosce il suo apogeo. E nel mondo delle sette note irrompe Anna Identici. Nata come cantante acqua e sapone – il classico prodotto sanremese – in riviera si presenta sei volte, dal 1966 al 1973, con canzoncine sciape come gli stessi titoli danno ad intendere: Una rosa da Vienna, Quando m’innamoro, Era bello il mio ragazzo Poi, di colpo, la “conversione”. Andando incontro ad un sicuro suicidio commerciale, la Identici pubblica sette album dedicati a rivisitazioni di canzoni popolari e a vere e proprie “operine” dedicate alla condizione femminile. I testi sono tutti di Pier Paolo Preti, le musiche di Gianni Guarnieri. Il brano più noto, del 1975, è Amore stanco, amore d’officina." - Da Canzoni di fabbrica, articolo di Leonardo Colombati in Carmilla On Line (2004)

Fin qui Colombati su Carmilla On Line; forse le sue brevi osservazioni avrebbero però bisogno di qualche aggiustamento. Prima di tutto questa canzone non è del '75, ma del '72; spiace un po', poi, veder riportate tra le "canzoncine sciape" una cosa come "Era bello il mio ragazzo", che proprio sciapa non è affatto e che parla di un giovane operaio morto sul lavoro (una canzone che, presentata effettivamente al festival di Sanremo, fece parecchia sensazione). Siamo già alla Anna Identici che stava cambiando pelle. Viene quasi il sospetto che l'autore dell'articolo non la conoscesse, e che si sia basato esclusivamente sul titolo; un vizio di pressappochismo che affligge più d'un saggista italiano, oserei dire. [RV]
Amore stanco amore d'officina,
amore che si spegne goccia a goccia
mentre corre veloce la catena
e tu perdi ogni giorno un po' di noi
Amore stanco amore che la sera
non sa più ritrovare il suo sorriso
Ci guardiamo dietro l'ultimo boccone,
ma troppo stanchi per vederci ancora.

Amore stanco che abbiamo barattato
per il miraggio di una vita bella
E resta un'etichetta sulla porta
come il coperchio di una bara vuota
Amore stanco povero amore mio,
sei costato soltanto un po' di cuore
Forse per questo noi ti abbiamo ucciso
per qualche ora in più di straordinario.

inviata da Riccardo Venturi - 1/3/2013 - 11:47


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