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Balmafol è un’alta cima

anonimo
Lingua: Italiano


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[8 luglio 1944]
Testo trovato da mio padre leggendo un vecchio libro edito dalla Regione Piemonte nel lontano 1985: «L’orrido di Chianocco», a cura del Gruppo Ricerche Cultura Montana.




Balmafol è il nome di un alpeggio sopra Chianocco, in Valle di Susa, a circa 1800 metri s.l.m.

Lapide commemorativa della vittoria di Balmafol (eretta nel 1964, anno della prematura scomparsa di uno dei uoi protagonisti, il comandante partigiano Alessandro Ciamei detto «Falco»)
Lapide commemorativa della vittoria di Balmafol (eretta nel 1964, anno della prematura scomparsa di uno dei uoi protagonisti, il comandante partigiano Alessandro Ciamei detto «Falco»)



L’8 luglio del 1944, mentre vigeva una tregua nei combattimenti tra partigiani e tedeschi che nella vicina Bruzolo stavano trattando uno scambio di prigionieri, i fascisti pensarono bene di attaccare le postazioni partigiane attestate tra le alpi Balmafol e Le Combe, il colle delle Coupe e la punta Grand’Uia. I partigiani della 42ma brigata garibaldina «Walter Fontan» (dal nome del comandante nativo di Bussoleno caduto in combattimento poche settimane prima, il 25 febbraio) erano numerosi (tra loro anche partigiani russi ed ex soldati del regio esercito originari del Sud Italia) ma male armati e con poche munizioni, e i fascisti lo sapevano. Infatti, ai primi colpi, gli attaccanti si nascosero e diedero vita ad uno scontro di posizione molto pericoloso per i partigiani a corto di pallottole. L’idea che sbloccò la situazione venne al pastore dell’alpeggio di Balmafol (o a suo figlio, qui le ricostruzioni divergono): «Cômandant, l’hai nen d’armi... Campô n’ roch?» («Comandante, sono senza armi... Che faccio? Tiro giù un masso?...»). Nessuno aspettò la risposta del comandante Alessandro Ciamei detto «Falco» (un ex tenente originario di Faenza), tutti cominciarono a far rotolare giù dal pendio quanti più macigni riuscivano. I fascisti acquattati più in basso furono letteralmente travolti dalle scariche di massi e, costretti ad uscire dai loro rifugi, furono ben bene impallinati: tra loro si contarono 18 o addirittura 21 morti e parecchi feriti. Una disfatta totale.



Ogni anno a Balmafol si tiene una grande festa per ricordare la vittoria dei partigiani sui fascisti. Si fanno fuochi pirotecnici, concerti, una gara podistica ed un pranzo nei prati. Da qualche anno quella festa in ricordo della Resistenza si è saldata con una resistenza più recente, quella del popolo NO TAV della Valle di Susa contro il progetto dell’alta velocità ferroviaria.

Balmafol è un’alta cima
gloria nostra partigian
c’è la morte a noi vicina
ma il nemico non temiam

L’otto luglio di mattina
c’è l’allarme alla sezion
il nemico si avvicina
ognun corre in postazion

Già si vedon da lontano
circospetti nel salir
son fascisti e vanno piano
si conoscon nel vestir

La battaglia si scatena
furibonda e dura ognor
per i fascisti - ohimé che pena
già gli trema in petto il cuor

Canta a morte la mitraglia
giù i macigni a rotolon
dagli addosso a ’sta gentaglia
trema tutto il gran vallon

I fascisti sbaragliati
già si vedono a scappar
son malconci e malmenati
più non vè per loro ripar

Fanno salti da campioni
ma ogni sforzo è loro invan
perdon fino i pantaloni
pur di giunger lesti al pian

Ci son morti dappertutto
e feriti in quantità
per i fascisti è un gran lutto
han perdù la dignità

Escon tosto gli aquilotti
dalle loro postazion
sono fieri giovanotti
han battuto i fanfaron
sono fieri giovanotti
han battuto i fanfaron

Balmafol è un’alta cima
gloria nostra partigian
c’è la morte a noi vicina
ma il nemico non temiam

inviata da Dead End - 18/2/2013 - 22:50


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