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The River

Bruce Springsteen


Lingua: Inglese


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(Bruce Springsteen)
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(Langston Hughes)
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(Bruce Springsteen)


1980 The River
Springsteen The River
What happens to a dream deferred?

Does it dry up
Like a raisin in the sun?
Or fester like a sore—
And then run?
Does it stink like rotten meat?
Or crust and sugar over—
Like a syrupy sweet?

Maybe it just sags
Like a heavy load.

Or does it explode?

(Langston Hughes, 1951)

Che succede a un sogno differito?

si inaridisce
come un acino d'uva al sole?
O s'infetta come una piaga -
e marcisce?
Puzza come carne andata a male?
O si incrosta di zucchero -
come un dolce sciropposo?

Forse si affloscia
come un grosso peso.

O esplode?


bruce-1980Hiya doin’ out there tonight? That’s good, that’s good.

This is ah… When I was growing up, me and my dad used to go at it all the time over almost anything. But, ah, I used to have really long hair, way down past my shoulders. I was 17 or 18, oh man, he used to hate it. And we got to where we’d fight so much that I’d, that I’d spent a lot of time out of the house; and in the summertime it wasn’t so bad, ‘cause it was warm, and my friends were out, but in the winter, I remember standing downtown where it’d get so cold and, when the wind would blow, I had this phone booth I used to stand in. And I used to call my girl, like, for hours at a time, just talking to her all night long. And finally I’d get my nerve up to go home. I’d stand there in the driveway and he’d be waiting for me in the kitchen and I’d tuck my hair down on my collar and I’d walk in and he’d call me back to sit down with him. And the first thing he’d always ask me was what did I think I was doing with myself. And the worst part of it was that I could never explain to him.

I remember I got in a motorcycle accident once and I was laid up in bed and he had a barber come in and cut my hair and, man, I can remember telling him that I hated him and that I would never ever forget it. And he used to tell me: “Man, I can’t wait till the army gets you. When the army gets you they’re gonna make a man out of you. They’re gonna cut all that hair off and they’ll make a man out of you.”

And this was, I guess, ’68 when there was a lot of guys from the neighbourhood going to Vietnam. I remember the drummer in my first band coming over to my house with his marine uniform on, saying that he was going and that he didn’t know where it was. And a lot of guys went, and a lot of guys didn’t come back. And the lot that came back weren’t the same anymore. I remember the day I got my draft notice. I hid it from my folks and three days before my physical me and my friends went out and we stayed up all night and we got on the bus to go that morning and man we were all so scared… And I went, and I failed. I came home [audience cheers], it’s nothing to applaud about… I remember coming home after I’d been gone for three days and walking in the kitchen and my mother and father were sitting there and my dad said: “Where you been?” and I said, uh, “I went to take my physical.” He said “What happened?” I said “They didn’t take me.” And he said: “That’s good.”

Dall'album live 1975/1985
Bruce 1980"Quando ero ragazzo io e mio padre litigavamo tutto il tempo, su qualunque cosa. Io portavo i capelli veramente lunghi, giù fin sotto le spalle, e lui li odiava. Arrivavamo al punto di litigare così tanto che io passavo fuori casa la maggior parte del tempo e d'estate era bello, perché faceva caldo e c'erano i miei amici, ma d'inverno mi ricordo che stavo giù in centro dove fa così freddo, e quando tirava vento mi riparavo in una cabina telefonica e chiamavo la mia ragazza, stavo al telefono ore e ore a parlare con lei tutta la notte. Alla fine trovavo il coraggio di tornare a casa e mi fermavo sull'ingresso. Mio padre mi aspettava in cucina. Mi schiacciavo i capelli nel colletto ed entravo e lui mi richiamava indietro per farmi sedere con lui...
La prima domanda che mi faceva sempre era cosa intendessi fare della mia vita, ed il lato peggiore di tutto ciò era che non sapevo mai come spiegarglielo.
Mi ricordo di avere avuto un incidente in moto, una volta, ed ero immobilizzato a letto. Lui fece venire un barbiere a tagliarmi i capelli...
Ricordo che gli dissi che lo odiavo e che ciò che aveva fatto non lo avrei mai dimenticato.
Mi diceva sempre "ragazzo, non vedo l'ora che tu vada a fare il servizio militare. L'esercito farà di te un uomo, ti taglieranno tutti quei capelli e faranno di te un uomo". Eravamo nel '68, credo, quando c'erano tanti ragazzi dalle mie parti che partivano per il Vietnam. Mi ricordo il batterista del mio primo gruppo, era venuto a casa mia vestito con la divisa dei Marines, dicendo: "vado in Vietnam, e non so neanche dov'è". E tanti ragazzi sono partiti; e tanti ragazzi non sono tornati, e molti di quelli che sono tornati non stati più gli stessi di prima...
Ricordo il giorno in cui ricevetti l'avviso di presentarmi alla visita militare; non lo dissi ai miei genitori e tre giorni prima della visita io ed i miei amici ce ne andammo via e restammo svegli per tutta la notte, e salimmo sul bus per andare quella mattina... Dio, eravamo così spaventati! Andai, e fui scartato. Tornai a casa, ricordo che ci tornai dopo essere stato via per tre giorni. Entrai in cucina, mio padre e mia madre erano seduti là... Lui disse: "dove sei stato?" e io risposi: "a fare la visita militare"
"Come è andata?"
"Non mi hanno preso"
E lui disse: "Sono contento"

traduzione, di Pigi Gamba, del discorso fatto da Bruce Springsteen per introdurre The River nella versione contenuta nel suo Live 1975/85. La presente traduzione è tratta dal Numero 3 della fanzine italiana Follow That Dream.


Quando mai nel rock si è parlato di una cosa del genere, di uffici di collocamento, di una normale quotidianità di gente che lavora invece di pensare solo a ballare e ai rapporti sentimentali, quando mai nei rapporti sentimentali c’entrano i rapporti di lavoro?

(Alessandro Portelli, Note Americane)

*

Dal 2008 in poi, la crisi economica si è presentata come un’altra catastrofe ancora più inspiegabile dell’11 settembre, causata da forze arcane e astratte (un memorabile verso di “The River” di Bruce Springsteen dà voce perfettamente a questa sensazione: da qualche tempo non c’è molto lavoro, dice, “a causa dell’economia”, e il suono stesso di quella polisillabica parola di etimologia aliena ne suggerisce l’inconoscibilità), senza neanche agenti umani concreti come quei terroristi inviati dall’Onnipotente (“a chi possiamo sparare?” dice in Furore di Steinbeck il contadino cacciato dalla sua terra confiscata anonimamente dalle banche – e lo stesso devono essersi dette le centinaia di migliaia di americani che le banche hanno inaspettatamente sbattuto ancora una volta sul lastrico per la crisi dei mutui).
(Alessandro Portelli)

*

fiumeOgni volta che ascolto The River di Bruce Springsteen sul mio corpo blindato prende forma una specie di tremito e il sangue comincia a correre rivoltoso e non si ferma più. Ogni volta che ascolto The River, e sono più di vent’anni che l’ascolto, precipito dentro una storia struggente d’amore e disinganno che richiede una dose di alienazione molto forte per restare insensibili.

Certe canzoni di Bruce Springsteen stanno dentro la storia del romanzo americano, sono esse stesse un romanzo americano. Ogni verso è il capitolo di una saga, ogni immagine si dilata oltre i confini strutturali del genere canzone. Così ecco la storia del manovale della Johnstown Company che sposa Mary per riparare e che passa la vita a rimembrare sui momenti felici della propria giovinezza, momenti che ormai lo “tormentano come una maledizione”, il ricordo di quando l’amore era innocente e scorreva rapido come quel fiume, e ancora l’America della crisi, e quel giudice che “mise tutto in regola”, quelle nozze riparatrici “senza corteo nuziale, senza fiori, senza l’abito da sposa”.

Allora la malinconia che nasce stando al lato di quel fiume ormai in secca è il principio vitale che spinge ogni uomo a continuare a vivere. E io mi commuovo, mi commuovo di nuovo come quando mi immergevo da ragazzo nelle pagine di Steinbeck e di Faulkner, mi commuovo perché in più qui c’è un’armonica bruciante che risuona un riff che ti schiaccia l’anima, e lo fa dal 1980, senza aver perduto per questo la sua forza mistica, il suo afflato di speranza, la fiducia nella possibilità che ogni uomo su questa terra possa avere, presto o tardi, la propria resurrezione.


Andrea Pomella

I come from down in the valley where mister when you're young
They bring you up to do like your daddy done
Me and Mary we met in high school when she was just seventeen
We'd ride out of that valley down to where the fields were green

We'd go down to the river
And into the river we'd dive
Oh down to the river we'd ride

Then I got Mary pregnant and man that was all she wrote
And for my nineteen birthday I got a union card and a wedding coat
We went down to the courthouse and the judge put it all to rest
No wedding day smiles no walk down the aisle
No flowers no wedding dress

That night we went down to the river
And into the river we'd dive
On down to the river we did ride

I got a job working construction for the Johnstown Company
But lately there ain't been much work on account of the economy
Now all them things that seemed so important
Well mister they vanished right into the air
Now I just act like I don't remember, Mary acts like she don't care

But I remember us riding in my brother's car
Her body tan and wet down at the reservoir
At night on them banks I'd lie awake
And pull her close just to feel each breath she'd take
Now those memories come back to haunt me, they haunt me like a curse
Is a dream a lie if it don't come true
Or is it something worse?

that sends me
Down to the river though I know the river is dry
That sends me down to the river tonight

Down to the river,
my baby and I
Oh down to the river we ride

inviata da DoNQuijote82 - 30/12/2012 - 00:34




Lingua: Italiano

Visto che questa traduzione sarebbe sicuramente meglio di una mia eventuale, ecco a voi la versione in italiano di Leonardo Colombati, direttamente dal libro "Bruce Springsteen - Come un killer sotto il sole". La trovo molto valida.
IL FIUME

Sono nato in fondo alla valle dove da ragazzo - signore -
t'insegnano a non far altro che ciò che ha fatto tuo padre.
Conobbi Mary al liceo che aveva diciassette anni.
Andavamo dove la valle finisce e i pascoli sono verdi.

Andavamo giù, fino al fiume
e nel fiume ci tuffavamo;
giù fino al fiume correvamo.

Poi misi incinta Mary - signore - e questo fu tutto ciò che lei mi scrisse.
E per il mio diciannovesimo compleanno ricevetti una tessera del sindacato e una giacca da cerimonia.
Andammo al tribunale (*) e il giudice mise tutto a posto:
niente sorrisi di circostanza, nessuna marcia nuziale
né fiori e neanche un abito da sposa.

Quella notte andammo fino al fiume
e nel fiume ci tuffammo;
corremmo giù fino al fiume.

Trovai un posto come muratore alla Johnstown Company
ma poi il lavoro cominciò a scarseggiare a causa della crisi economica.
Ora, tutto ciò che sembrava così importante - signore - è svanito nel nulla;
io mi comporto come se non ricordassi, Mary come se non le importasse più niente.

Ma mi ricordo di quando prendevamo l'auto di mio fratello,
del suo corpo abbronzato e bagnato, giù al lago artificiale.
Di notte, sulla riva, rimanevo sveglio
e mi avvicinavo a lei per ascoltare ogni suo respiro.
Ora questi ricordi tornano a perseguitarmi, mi perseguitano come una maledizione:
un sogno irrealizzato è una bugia
o qualcosa di peggio

che mi porta giù al fiume,
anche se so che è asciutto,
che mi porta fino al fiume, stanotte.

Giù fino al fiume,
io e la mia piccola;
correvamo giù fino al fiume.
* L'unica libertà che mi sono preso è di preferire "tribunale" all'originale "municipio" di Colombati, in quanto credo sia la traduzione più giusta.

inviata da Luca 'The River' - 7/1/2013 - 17:37




Lingua: Italiano

Versione italiana rifatta a partire da quella della "nostra" Kiocciolina da Wikitesti (ma con qualche correzione)

Kiocciolina che fine hai fatto?
IL FIUME

Vengo dalla valle dove, signore, quando sei giovane
Ti crescono per fare quello che faceva tuo padre
Io e Mary ci siamo incontrati al liceo quando lei aveva appena diciassette anni
Siamo scappati via da questa valle per dove i campi erano verdi

Andremo al fiume
E nel fiume ci tufferemo
Oh, giù al fiume correremo

Poi ho messo incinta Mary e, amico, è l’unica cosa che ha scritto
E per il mio diciannovesimo compleanno ho avuto una tessera del sindacato e una giacca da matrimonio
Siamo andati al tribunale e il giudice ha messo tutto in regola
Niente sorrisi da giorno del matrimonio, niente camminata fino all’altare
Niente fiori, niente vestito da sposa

Quella notte siamo andati al fiume
E nel fiume ci siamo tuffati
Oh, giù al fiume abbiamo corso

Ho trovato lavoro come operaio edile per la Johnstown Company
Ma da qualche tempo non c’è molto lavoro a causa dell’economia
Ed ora tutte quelle cose che sembravano così importanti
Beh, signore, sono svanite nel nulla
Adesso faccio come se non ricordassi, Mary fa finta che non le importi

Ma mi ricordo di quando correvamo nell’auto di mio fratello
Il suo corpo abbronzato e bagnato sul lago artificiale
Di notte su quelle rive giacevo sveglio
E la stringevo a me per sentire ogni suo respiro
Adesso quei ricordi tornano a perseguitarmi
Mi perseguitano come una maledizione
Se non si avvera, un sogno è solo una bugia
O è qualcosa di peggio?
Che mi manda al fiume
Anche se so che il fiume è secco?
Che mi manda al fiume stanotte
Giù al fiume
Io e la mia piccola
Oh, giù al fiume correvamo

5/1/2013 - 00:12




Lingua: Italiano

Versione italiana da Land Of Hope and Dreams
IL FIUME

Vengo dal fondo della valle
Dove, signore, quando sei giovane
Ti fanno venire su per fare quello che faceva tuo padre
Io e Mary ci incontrammo al liceo
Quando lei aveva solo sedici anni
Ci allontanammo in macchina da questa valle
verso posti dove i campi sono verdi
Andammo al fiume
E nel fiume nuotammo
Oh corremmo giù al fiume

Poi misi incinta Mary
E signore questo fu quanto mi scrisse
E per il mio diciannovesimo compleanno ricevetti
un libretto di lavoro e un abito da matrimonio
Andammo fino al municipio
E il giudice mise tutto in regola
Nessun sorriso il giorno delle nozze, nessun
Corteo nuziale
Nessun fiore, nessun abito da sposa

Quella notte andammo al fiume
E nel fiume ci tuffammo
Oh corremmo giù al fiume

Trovai un lavoro di manovale per la
Johnstown Company
Ma in seguito non c'era più molto lavoro per
la crisi economica
Ora tutte queste cose che sembravano così
Importanti
Be', signore, sono svanite nell'aria
Ora io mi comporto proprio come se non ricordassi
Mary fa come se non gliene importasse

Ma ricordo che giravamo nell'auto di mio fratello
Il suo corpo bagnato e abbronzato giù al bacino
Idrico
Di notte giacevo sveglio su quelle sponde
E la stringevo forte a me solo per sentire ogni
Suo respiro
Ora questi ricordi ritornano e mi tormentano
Mi perseguitano come una maledizione
È un sogno una bugia se non diviene realtà
O qualcosa di peggio ancora
Che mi manda
Giù al fiume
Sebbene io sappia che il fiume è secco
Che mi manda al fiume stanotte
Giù al fiume
Io e la mia piccola
Oh corremmo giù al fiume

inviata da DoNQuijote82 - 30/12/2012 - 00:36





Irish transcreation by Gabriel Rosenstock
Thána aníos as an ngleanntán is nuair a bhíos-sa óg
Do leanas-sa mo dhaid, dob é sin an nós,
Mise is Mary, bhuaileas léi ar scoil, bhí sise seacht mbliana déag
Amach linn as an ngleanntán síos go dtí an gort glas réidh.

Théimis síos chun na habhann is thumaimis insan abhainn síos
Ó thíos cois na habhann sin a bhíos.

Ansin bhí Mary ag iompar, is ní dúirt sí féin níos mó
Is nuair a bhíos-sa naoi déag is mé sa cheardchumann is pósta go hóg

Chuamar go dtí an giúistís agus dhein sé siúd an gnó
Gan gáire pósta, ná siúl síos an aidhill, ná gúna is gan flós.

Chuamar an oíche sin chun na habhann is thumamar san abhainn síos
Ó thíos cois na habhann sea do bhíos, yé yé yé

Fuaireas jab ag obair ar thógáil leis an Johnstown Company
Le tamall níl mórán ar siúl, cuir an locht ar an eacnamaíocht,
Bhuel na rudaí go léir a raibh tábhacht leo, bhuel mister do dh’imigh mar shneachta ar chnoc, Mary – cuma léi sa phoc*.
Ach is cuimhin liom sinn ag marcaíocht i gcairt mo dhearthár, a colainn fliuch is donn thíos ag an taiscumar,
Istoíche ar an mbruach gan suan le fáil, á tarraingt chugam chun go gcloisfinn a hanáil,
Is tá na cuimhní sin anois dom’ chrá, mar mhallachtaí im’ lár,
An bréag í brionglóid mura dtagann í gcrích, nó an seacht measa atá
A chuireann síos chun na habhann mé, cé gurb eol dom í bheith i ndísc
A chuireann síos chun na habhann mé anocht, aidhe yaidhe yaidhe,
Síos chun na habhann, mé féin is mo mhian,
Ó, síos chun na habhann ag marcaíocht, á, yé yé
Ó . . .

inviata da Gabriel Rosenstock - 27/7/2018 - 17:51


Aggiungerei che The River è stata implicitamente dedicata alla sorella di Bruce - la Mary della canzone - rimasta incinta a 17 anni.

Luca 'The River' - 4/1/2013 - 21:55


C'è un errore nella traduzione: la macchina è del "fratello" non del "padre".

Luca 'The River' - 4/1/2013 - 21:58


Grazie Luca. Io direi che la traduzione andrebbe rifatta completamente. Non che ci siano grandi errori (a proposito la union card credo proprio che sia la tessera del sindacato, non il libretto di lavoro!), ma non è un granché, ecco... ti offri volontario dato il nickname ? ;). Comunque intanto eccone un'altra un po' migliorata.

Lorenzo - 4/1/2013 - 23:09


Non so se sarò all'altezza ma ci proverò sicuramente, è un onore!

Luca 'The River' - 5/1/2013 - 16:56



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