Lingua   

Já o tempo se habitua

José "Zeca" Afonso


Lingua: Portoghese


Ti può interessare anche...

Canta camarada
(José "Zeca" Afonso)
La Rita è tornata
(Ivan Della Mea)
Os fantoches de Kissinger
(José "Zeca" Afonso)


afjose
[1969]‎
Parole e musica di José Zeca Afonso
Nell’album “Contos velhos, rumos novos”

Contos velhos, rumos novos

Nel 1969, l’anno in cui uscì questo disco, il Portogallo si trovava in una fase di transizione politica ‎che viene definita “Primavera marcelista”, perché il dittatore Salazar era ormai fuori combattimento ‎a causa di un ictus ed il suo successore, il giurista Marcelo Caetano, sembrava deciso a lavorare per ‎la modernizzazione del paese ed il riconoscimento della libertà di espressione e di organizzazione… ‎Speranza vana: venne solo cambiato nome alla PIDE ma per il resto tutto continuò come prima, ‎specie per quel che riguarda la guerra coloniale… Nell’aprile del 1969, quando il presidente ‎dell’Associazione Accademica di Coimbra fu arrestato per aver rifiutato durante un evento pubblico ‎di dare la parola al presidente della Repubblica Américo Tomás, un vecchio generale della Marina ‎militare, e per protesta l’intera università di Coimbra scese in sciopero ad oltranza, denunciando alla ‎nazione come il governo di Marcelo Caetano non fosse che una copia edulcorata della dittatura…‎
Já o tempo
Se habitua
A estar alerta

Não há luz
Que não resista
À noite cega

Já a rosa
Perde o cheiro
E a cor vermelha

Cai a flor
Da laranjeira
À cova incerta

Água mole
Água bendita
Fresca serra

Lava a língua
Lava a lama
Lava a guerra

Já o tempo
Se acostuma
À cova funda

Já tem cama
E sepultura
Toda a terra

Nem o voo
Do milhano
Ao vento leste

Nem a rota
Da gaivota
Ao vento norte

Nem toda
A força do pano
Todo o ano

Quebra a proa
Do mais forte
Nem a morte

Já o mundo
Se não lembra
De cantigas

Tanta areia
Suja tanta
Erva daninha

A nenhuma
Porta aberta
Chega a lua

Cai a flor
Da laranjeira
À cova incerta‎

Nem o voo
Do milhano
Ao vento leste

Nem a rota
da gaivota
ao vento norte

Nem toda
a força do pano
todo o ano

Quebra a proa
do mais forte
nem a morte

Entre as vilas
E as muralhas
Da moirama

Sobre a espiga
E sobre a palha
Que derrama

Sobre as ondas
Sobre a praia
Já o tempo

Perde a fala
E perde o riso
Perde o amor

inviata da Dead End - 17/12/2012 - 15:39



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
17 dicembre 2012
GIA' IL TEMPO SI ABITUA

Già il tempo
si abitua
a stare all'erta

Non c'è luce
che resista
alla notte cieca

Già la rosa
perde il profumo
e il color rosso

Cade il fiore
dell'arancio
‎nella fossa incerta

Acqua blanda
acqua benedetta
fresche montagne

Lava la lingua
lava la lama
lava la guerra

Già il tempo
si abitua
alla fossa profonda

Già ha un letto
ed un sepolcro
l'intera terra

Né il volo
del nibbio
col vento dell'est

Né la rotta
del gabbiano
col vento del nord

Né tutta
la forza della vela
per tutto l'anno

Spezza la prua
del più forte
neanche la morte

Già il mondo
non si ricorda
dei canti

Tanta sabbia
sporca altrettanta
mala erba

A nessuna
porta aperta
giunge la luna

Cade il fiore
dell'arancio
nella fossa incerta

Né il volo
del nibbio
col vento dell'est

Né la rotta
del gabbiano
col vento del nord

Né tutta
la forza della vela
per tutto l'anno

Spezza la prua
del più forte
neanche la morte

Tra le città
e le mura
della terra dei Mori

Sulla spiga
e sulla paglia
che manda odori

Sulle onde
sulla spiaggia
già il tempo

Perde la parola
e perde il riso
perde l'amore.

17/12/2012 - 23:13



Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org