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Canta camarada

José "Zeca" Afonso


Lingua: Portoghese


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(José "Zeca" Afonso)
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(José "Zeca" Afonso)
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(Paco Bandeira)


‎‎afjose
[1969]‎
Lato B del singolo “Menina dos olhos tristes”‎
Secondo la scheda su pt.wikipedia, il testo sarebbe attribuibile al poeta portoghese ‎‎Reinaldo Edgar de Azevedo e Silva ‎Ferreira (1922-1959). Secondo altre fonti si tratterebbe invece di una canzone popolare nata tra i ‎contrabbandieri delle province portoghesi della Beira Alta e Transmontana.‎
La musica è di José Zeca Afonso, ma ne esiste anche una versione di Fernando Lopes-‎Graça (ignoro se precedente o successiva a quella di Afonso) presente nel disco – non a caso - ‎intitolato "Canta Camarada Canta - Gravações Inéditas " pubblicato nel 2006.‎

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Che siano versi di uno dei massimi poeti portoghesi (l’autore della stessa “Menina dos olhos tristes” ‎e della celeberrima “Uma casa portuguesa”), morto di cancro e sconosciuto in Mozambico a soli 37 ‎anni, o che si tratti di una brano di tradizione popolare, quel che è certo è che si trasformò in una ‎delle più note canzoni antifasciste durante la dittatura di Salazar, tanto da essere adottata come inno ‎non ufficiale dei comunisti portoghesi.‎

Si veda anche l'intervento di Paulo Rato qui linkato. [CCG/AWS Staff]
Canta camarada canta
canta que ninguém te afronta
que esta minha espada corta
dos copos até à ponta

Eu hei-de morrer de um tiro
Ou duma faca de ponta
Se hei-de morrer amanhã
morra hoje tanto conta

Tenho sina de morrer
na ponta de uma navalha
Toda a vida hei-de dizer
Morra o homem na batalha

Viva a malta e trema a terra
Aqui ninguém arredou
nem há-de tremer na Guerra
Sendo um homem como eu sou

Vós que lá do alto império
Prometeis um mundo novo
Calai-vos que pode o povo
Querer um novo mundo a sério

inviata da Dead End - 10/12/2012 - 10:26



Lingua: Italiano

Traduzione italiana di Riccardo Venturi
31 luglio 2014
CANTA COMPAGNO

Canta, compagno, canta
canta, che nessuno ti affronta
che questa mia spada taglia
dal guardamano fino alla punta

Io morirò d'uno sparo
o d'una coltellata in punta
se devo morir domattina
tanto vale che muoia oggi

Il mio destino è morire
di una pugnalata
e lo dirò per tutta la vita:
l'uomo deve morire lottando

Viva il popolo e tremi la terra
qui nessuno ha indietreggiato
né deve aver paura in guerra
se un uomo è come sono io

Voi che dall'empireo
promettete un mondo nuovo
tacete, ché il popolo può
volere un mondo nuovo sul serio.

31/7/2014 - 03:47


Il testo di "Canta camarada canta" è indicato nel disco originale di José Afonso come un adattamento di una canzone di contrabbandieri della regione di Beira Baixa. Va notato che la resistenza antifascista è stata sostenuta da numerosi contrabbandieri e, a volte, ha avuto la collaborazione attiva (e importante) di alcuni.
Avendo militato da molto giovane (ora ho 68 anni) nella resistenza contro la dittatura, credo di aver imparato questa canzone in riunioni politiche, anteriormente alla pubblicazione del disco di Zeca Afonso nel 1969. Non ricordo avere mai alcuna conoscenza di informazioni diverse sulla provenienza di questi versi.
D'altra parte, occorre precisare che la canzone è composta soltanto dai primi quattro quartine. L'ultima è di António Aleixo, dell'Algarve, un uomo dai diversi mestieri e poche lettere, generalmente riconosciuto come il più grande poeta popolare portoghese. José Afonso ha anche messo in musica un insieme di quartine di questo autore ("Balada Aleixo", in "Baladas e Canções", EP del 1967), ma che non include questa. La quartina qui erroneamente aggiunta al testo di "Canta camarada canta" è parte di un insieme di quartine di Aleixo (”Quadras do poeta Aleixo", in "Canções da Cidade Nova", 1970), messe in musica da un altro cantautore della stessa epoca, Francisco Fanhais, allora ancora prete cattolico. E la versione corretta della prima linea è "Vós que lá do alto império” (Voi che dall' alto impero).
Mi auguro che queste note saranno utili per il vostro compito di diffondere questi brani d'intervento e resistenza, anche se il mio italiano è già abbastanza arrugginito dalla mancanza di uso.

Paulo Rato - 30/11/2014 - 06:07


Con colpevole ritardo (quasi un anno...) è stato qui messo in risalto l'intervento di Paulo Rato relativo a questa canzone (con la specifica che il suo italiano non ci sembra per nulla "arrugginito", tutt'altro), ivi compresa la corretta enunciazione di un verso che è stato, di conseguenza, corretto anche nella traduzione italiana. A Paulo Rato, seppure con grosso ritardo, vanno tutti i nostri ringraziamenti non soltanto per le precisazioni storiche e le correzioni, ma anche per la sua testimonianza diretta.

CCG/AWS Staff - 2/11/2015 - 01:39



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