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Era um redondo vocábulo

José "Zeca" Afonso


Lingua: Portoghese


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afjose
[Abril 1973 / Aprile 1973]
Poema em música de José Afonso
Poesia in musica di José Afonso
Album: Venham mais cinco

abrilve


Periodicamente, il regime mandava José Afonso in quelle che lui chiamava “ferie involontarie”; vale a dire in carcere. Durante una di queste “ferie”, nell'aprile del 1973, un anno esatto prima del rovesciamento della dittatura con la Rivoluzione dei Garofani, José Afonso scrisse, nel carcere di Caxias dove si trovava, questa poesia poi messa in musica e inserita nell'album “Venham mais cinco”. E' stato scritto da più parti che Era um redondo vocábulo è la poesia in musica più bella di sempre in lingua portoghese; riunisce in sé il meglio di José Afonso e di tutta un'epoca nella sua apparente decostruzione e nelle sonorità che trapassavano il buio presente di un regime fuori dal tempo mescolando Coimbra all'Angola e tornando, passando per Lisbona attraverso i tempi, alla ricomposizione di un ambiente, di un paesaggio. Una poesia anche di sopravvivenza, istanti catturati in un linguaggio volutamente “oscuro” per il quale sarebbe inutile fornire interpretazioni più o meno forzate anche se i significati appaiono come lampi inspiegabili.
Era um redondo vocábulo
Uma soma agreste
Revelavam-se ondas
Em maninhos dedos
Polpas seus cabelos
Resíduos de lar,
Pelos degraus de Laura
A tinta caía
No móvel vazio,
Convocando farpas
Chamando o telefone
Matando baratas
A fúria crescia
Clamando vingança,
Nos degraus de Laura
No quarto das danças
Na rua os meninos
Brincando e Laura
Na sala de espera
Inda o ar educa.

Era um redondo vocábulo
Uma soma agreste
Revelavam-se ondas
Em maninhos dedos
Polpas seus cabelos
Resíduos de lar,
Pelos degraus de Laura
A tinta caía
No móvel vazio,
Convocando farpas
Chamando o telefone
Matando baratas
A fúria crescia
Clamando vingança,
Nos degraus de Laura
No quarto das danças
Na rua os meninos
Brincando e Laura
Na sala de espera
Inda o ar educa.

inviata da Riccardo Venturi - 8/12/2012 - 16:31




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
Dal newsgroup it.fan.musica.de-andre
11 gennaio 2003

Mi ero già occupato, in un passato internettianamente remoto, di questa poesia-canzone. La data è significativa: l'11 gennaio 2003 abitavo ancora in Francia e mancava soltanto un mese all'inizio della raccolta che, poi, avrebbe portato a "Canzoni contro la guerra". Il newsgroup dedicato a De André, che fu tra gli iniziatori della raccolta, era allora una vera e propria fucina di scoperte e conoscenza; come dire, già tutto "covava" e non è un caso che José Afonso sia stato tra i primissimi autori presenti in questo sito. Le basi erano già state gettate. Scrivevo allora a proposito di questa canzone, prima di tentarne una traduzione:

"E finiamo con una canzone scritta da José Afonso in galera, prima della Rivoluzione del '74, ma inserita nell'album "Venham mais cinco", che fu pubblicato dopo. Prima non poteva pubblicarlo: era, appunto, in galera, ospite quasi fisso della PIDE, la polizia politica salazarista. Mi sono chiesto spesso che cosa si scrive in galera, ed alle cose che si scrivono in galera. In questi giorni, la galera ce l'ho fissa in testa, la scorsa notte ho sognato pure di esserci e mi sono svegliato all'improvviso, sconvolto. José Afonso ci scrisse questa cosa. Forse il ricordo di una vecchia di un povero quartiere di Lisbona. Forse, anche, il ricordo dell'ingiustizia. Ma non so."
ERA UN ROTONDO VOCABOLO

Era un rotondo vocabolo,
un insieme agreste
si rivelavano onde
nelle dita sterili
polpe i suoi capelli
residui di famiglia
sugli scalini di Laura
l'ìnchiostro cadeva
nel mobile vuoto
convocando uncinetti
chiamando il telefono
uccidendo scarafaggi
la furia cresceva
reclamando vendetta
sugli scalini di Laura
nella stanza da ballo
per la strada i bimbi
giocavano e Laura
in sala d'attesa
ancora educa l'aria.

Era un rotondo vocabolo,
un insieme agreste
si rivelavano onde
nelle dita sterili
polpe i suoi capelli
residui di famiglia
sugli scalini di Laura
l'ìnchiostro
cadeva nel mobile vuoto
convocando uncinetti
chiamando il telefono
uccidendo scarafaggi
la furia cresceva
reclamando vendetta
sugli scalini di Laura
nella stanza da ballo
per la strada i bimbi
giocavano e Laura
in sala d'attesa
ancora educa l'aria.

8/12/2012 - 17:07





Μετέφρασε στα Ελληνικά ο Ρικάρντος Βεντούρης
11.12.2012

Για μένα, η Πορτογαλία κι η Ελλάδα είναι όχι μόνο αδελφές, αλλά και μετανάστριες η μία της άλλης. Στα δυο άκρα της Ευρώπης, η ίδια μοίρα, η ίδια μετανάστευση, ακόμα και ο ίδιος χρόνος που τελείωσε η δικτατορία. Όταν δε βρίσκομαι στην Ελλάδα με το νου μου, βρίσκομαι στη Πορτογαλία και μεταφράζω τα λόγια της μίας στα λόγια της άλλης. Κι αυτή είναι ίσως μορφή μεταναστεύσεως. [PB]
ΗΤΑΝ ΣΤΡΟΓΓΥΛΗ ΛΕΞΙΣ

Ήταν στρόγγυλη λέξις,
εξοχικό σύνολο
φανερώνονταν κύματα
στα στείρα δάχτυλα
ψαχνά τα μαλλιά της
οικογενειακά υπόλοιπα
πάνω στα σκαλιά της Λαύρας
έπεφτε το μελάνι
στο άδειο έπιπλο
συγκαλώντας βελονάκια
καλώντας το τηλέφωνο
σκοτώνοντας κατσαρίδες
αυξανόταν η οργή
απαιτώντας εκδίκηση
πάνω στα σκαλιά της Λαύρας
στην αίθουσα χορού
στην οδό τα παιδάκια
έπαιζαν κι η Λαύρα
στην αίθουσα αναμονής
εξευγενίζει τον αέρα.

Ήταν στρόγγυλη λέξις,
εξοχικό σύνολο
φανερώνονταν κύματα
στα στείρα δάχτυλα
ψαχνά τα μαλλιά της
οικογενειακά υπόλοιπα
πάνω στα σκαλιά της Λαύρας
έπεφτε το μελάνι
στο άδειο έπιπλο
συγκαλώντας βελονάκια
καλώντας το τηλέφωνο
σκοτώνοντας κατσαρίδες
αυξανόταν η οργή
απαιτώντας εκδίκηση
πάνω στα σκαλιά της Λαύρας
στην αίθουσα χορού
στην οδό τα παιδάκια
έπαιζαν κι η Λαύρα
στην αίθουσα αναμονής
εξευγενίζει τον αέρα.

11/12/2012 - 09:11



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