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Το τραγούδι του Θοδωρομανώλη

anonimo


Lingua: Greco moderno (Cretese/Cretan)

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Il circolo culturale dei Selinoti Occidentali nel mondo "Psilafi" esegue il canto rizitiko "Thodoromanolis" - Segnalazione Yorgos Doultsinos


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I canti detti "rizìtika" appartengono alla tradizione della parte occidentale di Creta. Sono canzoni da tavola che si eseguono senza strumenti e rievocano fatti e personaggi della storia locale, quando in essa comincia a germogliare la leggenda. Nel termine che li denota troviamo la parola "riza", cioè "radice": sono cioé canti "delle radici", che assicurano la continuità identitaria della popolazione.

Questo rizitiko risale al 1820 circa e racconta la tragica fine di un abile suonatore di lira cretese, Manolis Theodorakis, detto Thodoromanolis, di Epanohori di Selinos, che nel 1818, a quarant'anni d'età, uccise un Agà locale, il perfido giannizzero Vergheris, e per questo fu raggiunto sull'altopiano dell'Omalos, giudicato e fatto impiccare dal Pascià della Canea; il suo corpo fu fatto trascinare per tre giorni per le vie della città attaccato alla coda di un asino. Thodoromanolis aveva sparato al giannizzero perché questi pretendeva che il musicista andasse ad allietare una sua festa non solo con la lira, ma anche con la zia vedova e le cugine giovinette. Un movente d'onore, che richiama i Vespri di Sicilia o Fuente Ovejuna, ma che a Creta portava altra esca al fuoco, sempre pronto a divampare, della rivolta permanente dei Cretesi contro chi per secoli e secoli li ha oppressi: Arabi, Veneziani, Turchi, Egiziani, e poi ancora i Turchi e, infine, i Tedeschi. L'atto di Manolis diventava così eroico, usciva dalla sfera dei sentimenti privati e si santificava nel nome della patria, della famiglia e della religione.

Il cognome di Manolis deve avere incuriosito assai la figlia di Mikis Theodorakis, Margarita, che, conoscendo la remota origine cretese della sua famiglia, è andata l'anno scorso a cercarne notizie, e ha incontrato un'eccezionale testimone nella signora Stilianì Sianoplokaki. Il testo della signora Stilianì è molto ampio: ma non si tratta di una scoperta. La canzone di Thodoromanolis faceva già parte del repertorio tradizionale della Creta occidentale: e la segnalazione del nostro amico Yorgos Doultsinos - che ringrazio anche per l'aiuto datomi alla comprensione del testo - ne è la conferma, verificabile nel primo dei due video. Il testo che riporto è quello raccolto dalla signora Theodorakis: ma si possono cogliere alcune differenze tra ciò che è trascritto è ciò che si riesce ad ascoltare. (gpt)
Ζιμπούλι ζιμπουλάκι μου κατάμπλαβο ζιμπούλι
αφουγκραστείτε να σας πω λυπητερό τραγούδι.
Για τον Μανώλη θα σας πω το Θοδωρομανώλη
που σκότωσε τον Βέργερη πάνω στ' Απανοχώρι.
Κι αν θέλετε να μάθετε τση πράξεις του Βεργέρη
που έπιανε τση Χριστιανούς και ξεμασκαρωνέτζει.
Κι έκανε κι άλλα πράγματα κι άλλα πολλά μεγάλα
ό,τι έκανε των Χριστιανών ήταν μεγάλο πράγμα.
Έβανε κι αγγαρεύανε χειμώνα καλοκαίρι
κι όπου να ερεθίζανε του σκύλου του Βεργέρη.
Κι αν ήθελε να δει ποθές κανένα αντρειωμένο
έπιανε και έσφαζέ τονε άδικα τον καημένο.
Εκάλεσε και λυρατζή τον Θοδωρομανώλη
να πάνε να γλεντίζουνε εις του Κωτσομανώλη.
Μα σώπασε μωρέ Αγά με τα παράξενα σου
για να φρομίσει ο γλετζές που κάνει η αφεντιά σου.
Έλα Μανώλη να σου πω και ας βρωμέσει κιόλα:
και πάλι θα γλεντήσουμε εκείνη να την ώρα.
Και πάει στα Μαραγκιανά και λέει το τση θειάς του
όφου καημένη κέρα θεια απόψε τα παιδιά σου.
Και πάρε τα στα γρήγορα και πάτε στο φαράγγι
γιατί θα σου τα σφάξουνε απόψε οι Γιαννιτσάροι.
Και σαν τα συναπόβγαλε και πήγαν στο φαράγγι
επήρε το τουφέκι του και στων Ζουρήδων πάει
να δείξει στον Εμιναγά πώς παίζουν οι αντρειωμένοι.
Εις τον εξώστη το 'θέσε κι ύστερα μπαίνει μέσα
κι είδε πως έκαναν πράγματα που ανθρώπου δεν αρέσαν.
Κι αποκειδά τον παίρνουνε και πάνε τον στη Χώρα
να τόνε καταλύσουνε εκείνη να την ώρα.
Εις του Πασά τον πήγανε και μέσα τόνε βάνει
μπαίναι κι εξέταζέ τονε από το πρωί ως το βράδυ.
Γιάντα μωρέ τον σκότωσες κι ήτανε αφορμή σου
και θα σε θανατώσουνε να χάσεις τη ζωή σου.
Αφέντη και δεν τσή μαθες τση πράξεις του Βεργέρη
μα θέλεις να μ' αναρωτάς και να με περιπαίζεις.
Το ίρτζι μου εζήτησε για να με απατήσει
για κείνο τόνε σκότωσα κι ως θέλεις κάμε κρίση.
Μωρέ Μανώλη αρνήσου σου το και πες για ένα άλλο
για θα σε θανατώσουνε δεν έχω ήντα σου κάμω.
Και ο Πασάς εφώναξε με μια φωνή μεγάλη
ως θέλετε να πράξετε κι ως γράφει το κιτάπι.
Κι οι Τούρκοι εχυμήξανε και δέσανέ ντο κιόλα
και στο σχοινί τον κρέμασαν εκείνη να την ώρα.
Δίπλα στον Άγιο Λουκά που είναι το περβόλι
εκεί 'ναι και τα κόκκαλα του Θοδωρομανώλη.
Κι όταν εκατεβάζανε στο μνήμα το κορμί του
άγγελοι παραλάβανε την αθώα ψυχή του.
Γιατί υπερασπίστηκε θρησκεία και πατρίδα
μα και την οικογένεια, η μνήμη του αιωνία.

inviata da Gian Piero Testa - 21/2/2012 - 14:46



Lingua: Italiano

Versione italiana di Gian Piero Testa
LA CANZONE DI THODOROMANOLIS

Giacinto piccolo giacinto giacinto blu
tendete l'orecchio che vi canto una canzone dolorosa.
Di Manolis vi canterò di Thodoromanolis
che ammazzò Vergeris sopra Apanohori.
E se vi va sentite le malefatte di Vergeris
che prendeva i Cristiani e li spogliava.
E altre cose faceva e altre ancora spropositate
ciò che faceva dei Cristiani era un'enormità
Imponeva e taglieggiava estate e inverno
e come li esasperava il cane di Vergeris (?).
E se voleva vedere da qualche parte uno di valore
lo prendeva e lo uccideva ingiustamente quel poverino.
Invitò anche Thodoromanolis suonatore di lira
per andare a far festa da Koutsomanolis.
Ma smettila Agàs perdio con queste tue stranezze
che sia tranquilla la festa di vostra signoria.
Orsù Manolis ascoltami e sia ben chiaro subito:
e ancora faremo festa in quella circostanza.
E va a Maranghianà e dice alla sua zia
ahimé povera vedova e le chiese delle sue figlie.
E prendile al più presto e andate nella forra
perché i Giannizzeri stasera te le scanneranno.
E quando le prese con sé e andarono nella forra
lui prese il fucile e va dagli Zouridi
a far vedere all'Eminagàs come giocano i valorosi.
Lo lasciò nella veranda e poi entra dentro
e vide che facevano cose che un uomo non sopporta.
E da lì lo prendono e lo portano giù alla Hora
e subito lo interrogano con gran durezza.
Lo condussero al Pascià e lo introducono
entra e lo interroga dalla mattina alla sera.
Per quale ragione l'hai ammazzato come ti giustifichi
e ti uccideremo perderai la tua vita.
Signore forse che non conosci i misfatti di Vergeris
ma ricominci a chiedere e a prendermi in giro?
L'onore me l'ha imposto e questo mi giustifica
per quello che ho ammazzato e facciamo il giudizio che ti pare.
Ohilà Manolis nega pure e va a dirlo a qualcun altro
non so che farci che ti ammazzeranno.
E il Pascià chiamò a gran voce
fate quello che volete e come sta scritto nel libro
E i Turchi si fecero avanti e subito lo legarono
e all'istante lo appesero ad una corda.
Accanto a San Luca dove c'è l'orto
lì ci stanno anche le ossa di Thodoromanolis.
E quando deposero nella tomba il suo corpo
angeli presero la sua anima innocente.
Poiché fu difensore della religione e della patria
ma anche della famiglia, sia la sua memoria eterna.

inviata da Gian Piero Testa - 21/2/2012 - 14:53



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