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La Conquista del Desierto

Carlos Di Fulvio


Lingua: Spagnolo


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‎[1969]‎
Dalla cantata “La Conquista del Desierto - Gran Epopeya Argentina”‎
Parole e musica di Carlos Di Fulvio.‎
Testo trovato su Pacoweb – Portale della musica ‎andina

La Conquista del Desierto

Con “Conquista del Desierto” s’intende la lunga e sanguinosa campagna militare che il governo ‎argentino portò avanti tra il 1869 ed il 1888 contro gli indios mapuche e tehuelche con l’obiettivo di ‎estendere il proprio dominio sulle regioni della Pampa e della Patagonia che i nativi ancora ‎controllavano. Il bilancio della guerra fu spaventoso: circa 100.000 nativi furono uccisi, decine di ‎migliaia imprigionati e deportati. Molti storici sono oggi propensi a ritenere che durante la ‎‎“Conquista del Desierto” venne attuato un vero e proprio genocidio, secondo l’accezione del ‎moderno diritto internazionale.‎

Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎
In verità fu proibita l’intera cantata concepita da Carlos Di Fulvio, chitarrista, poeta, compositore e ‎storico del folklore argentino.‎
La tierra era de ellos,
hasta que una vez
vino la ambición,
y ya nunca más pudieron
andar libremente.
‎¡Cómo es la gente!
es tan cruel...
‎¡También!
sin piedad...
‎¡Capaz!
de matar...
‎¿Por qué?
Porque todo es ambición.‎

Pero el indio no se rinde.
‎¡Vive!
mata y muere sin dolor.‎
La conquista lo obligó.‎

Más allá de todo lo que vio,
más acá de todo lo que fue,
hay un Ser que nunca olvidará
de quien fue la luz de la Verdad.
Fue de aquellos seres que al nacer
vieron un Desierto para defender.
Por eso es que no se rinde.
‎¡Vive!
mata y muere sin dolor.‎

Lo ha perdido todo;
su tierra y su toldo,
y hasta el brillo de sus sol.
Sol.‎

inviata da Bartleby - 17/2/2012 - 09:45


La conquista del deserto

Domingo Faustino Sarmiento


¿Lograremos exterminar los indios? Por los salvajes de América siento una invencible repugnancia sin poderlo remediar. Esa canalla no son más que unos indios asquerosos a quienes mandaría colgar ahora si reapareciesen. Lautaro y Caupolicán son unos indios piojosos, porque así son todos. Incapaces de progreso, su exterminio es providencial y útil, sublime y grande. Se los debe exterminar sin ni siquiera perdonar al pequeño, que tiene ya el odio instintivo al hombre civilizado."
Domingo Faustino Sarmiento (1811-1888)

Julio Argentino Roca

"Estamos como nación empeñados en una contienda de razas en que el indígena lleva sobre sí el tremendo anatema de su desaparición, escrito en nombre de la civilización. Destruyamos, pues, moralmente esa raza, aniquilemos sus resortes y organización política, desaparezca su orden de tribus y si es necesario divídase la familia. Esta raza quebrada y dispersa, acabará por abrazar la causa de la civilización. Las colonias centrales, la Marina, las provincias del norte y del litoral sirven de teatro para realizar este propósito."
Julio Argentino Roca (1843-1914)

***

"Riusciremo a sterminare gli indios? Nei confronti dei selvaggi americani sento un'invincibile e irrimediabile ripugnanza. Questa canaglia non è altro che qualche lurido indio che chiunque manderebbe subito sulla forca se solo gli si parasse davanti. Lautaro e Caupolicán [capi della resistenza mapuche nel 1500, ndr] erano solo due indios pidocchiosi, che così sono tutti. Incapaci di progresso, il loro sterminio è provvidenziale ed utile, sublime e grande. Bisogna sterminarli senza risparmiare nemmeno i bambini, che già istintivamente odiano l'essere umano civilizzato."
Domingo Faustino Sarmiento [presidente dell'Argentina tra il 1868 ed il 1874, ndr]

"Siamo come nazione impegnati in uno scontro di razze nel quale l'indigeno ha posto su di sè il tremendo anatema della sua scomparsa, in nome della civiltà. Distruggiamo, allora, moralmente questa razza, annientiamo le sue risorse e la sua organizzazione politica, scompaia il suo sistema di tribù e se necessario si disgreghino le sue famiglie. Questa razza, una volta piegata e divisa, finirà con l'abbracciare la causa della civiltà. Le colonie centrali, la Marina, le province del nord e del litorale sono il teatro per realizzare questo impegno."
Julio Argentino Roca [tenente generale responsabile delle operazioni legate alla "Conquista del Desierto", in seguito presidente dell'Argentina per ben due mandati alla fine dell'800, ndr]

Fonte: La guerra del desierto, a cura di Osvaldo Bayer

Bartleby - 17/2/2012 - 20:35


Monumento al generale Julio A. Roca
Monumento al generale Julio A. Roca

a Bariloche, Rio Negro, regione delle Ande patagoniche.
Si notino le "personalizzazioni" ad opera dei discendenti dei nativi...

Bartleby - 18/2/2012 - 08:12



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