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Cielo de los Tupamaros

Osiris ‎ Rodríguez Castillos
Lingua: Spagnolo


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Cimarrones
(Osiris ‎ Rodríguez Castillos)


‎[1959]‎
Album “Poemas y canciones orientales” del 1962.‎

Una delle circa 200 canzoni censurate dalla giunta militare argentina tra il 1976 ed il 1982.‎




Nel 1973 in Uruguay il presidente Bordaberry, dopo una breve parentesi di governo costituzionale, ‎si trasformò in dittatore, dissolvendo le Camere, accentrando il potere, dichiarando fuori legge le ‎organizzazioni sindacali. Ci furono anche alcuni morti durante gli scontri di piazza, i primi dei tanti ‎a morire nel corso di un regime che durò fino al 1985.‎
Anche gli artisti furono travolti dalla persecuzione e dalla censura.‎
Osiris Rodríguez Castillos aveva composto questa “Cielo de los Tupamaros” nel 1959 e, benchè la ‎canzone si riferisse alla lotta indipendentista (alla rivoluzione del 1811 e al cosiddetto “Grito de ‎Asencio”, la sollevazione dei criollos contro le autorità spagnole di Montevideo), fu vietata prima in ‎Uruguay e poi nel 1978 anche in Argentina perché, già solo dal titolo, fu ritenuta una celebrazione ‎dell’organizzazione guerrigliera Movimiento de Liberación Nacional-Tupamaros (MLN-T), sorta in ‎Uruguay nei primi anni 60.‎
Ma Osiris Rodríguez Castillo, nonostante la censura, le intimidazioni e le frequenti perquisizioni di ‎polizia, non volle abbandonare il paese e per alcuni anni, non potendo più pubblicare i propri lavori, ‎si ridusse a fare l’insegnante di musica ed il liutaio, progettando e costruendo un nuovo modello di ‎chitarra di cui oggi esistono solo tre esemplari al mondo. Tuttavia, le pressioni del regime lo ‎indurranno nel 1981 a trasferirsi finalmente in Spagna, dove rimase per 12 anni.‎
Cielo, mi cielito lindo,
danza de viento y juncal,
prenda de los tupamaros,
flor de la Banda Oriental.

El cielo de los matreros
miren qué oscuro que está...
Bien haiga las medialunas
que lo andan por alumbrar...

Pa’ mí que los chapetones
ya nos cuentan redotaos
y es que no han cáido en que
somos pocos, pero bien montaos...

Con Venancio Benavides
y Perico, “el Bailarín”,
saldremos a chuza y bolas
agatas suene el clarín.

‎¡Yo vide un águila mora
volando sobre un chilcal,
y era el alma cimarrona
campiando la libertad!

Cielo, mi cielito lindo,
danza de viento y juncal,
prenda de los tupamaros
flor de la Banda Oriental…‎

inviata da Bartleby - 16/2/2012 - 13:55



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