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Cochabamba

U.N.O. (Unidentified Noisy Object)
Lingua: Italiano


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Sentieri di versi (pt. 2): 10Q
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Poi dice che U.N.O. si butta a sinistra


cover pdcusbas big
Poi dice che U.N.O. si butta a sinistra (ovvero il declino del capitalismo reale) è un disco marxista, ma in un duplice senso: risente delle teorie del filosofo tedesco, ma anche dell’ironia dei fratelli Marx; l’ironia è fondamentale quando si vuole trattare certi temi in una sede poco adeguata come la canzone. Non è un disco politico, nel senso che non prende alcuna posizione politica, anche perché la politica ha smesso già da un pezzo di dare risposte agli interrogativi che il mondo attuale pone all’uomo. «Poi dice che uno si butta a sinistra» è una battuta che il grande Antonio De Curtis in “Totò e i re di Roma” ripete molte volte. Una battuta per gente battuta. Buttarsi a sinistra significa qui, per noi, riconoscersi in tutte quelle realtà storiche (uomini, movimenti o partiti) che hanno lottato affinché la “ragione” dei pochi non prevalesse sui diritti dei tanti. È un disco nel quale a parlare, da posti e tempi diversi, sono gli sconfitti: Geronimo che torna a riprendersi il suo teschio, uno degli 81 passeggeri che persero la vita sul cielo di Ustica, un reduce degli anni di piombo, un noto dottore argentino che, diventato soldato, dimostrò al mondo come non si debba sempre chinare la testa davanti ai potenti e poi un contadino boliviano che ha lottato nella “prima guerra dell’acqua” a Cochabamba. Al centro di ogni discorso però c’è sempre il punto di vista degli emarginati: di chi nelle storia non rientra, in quanto irriducibilmente diverso; il punto di vista dei popoli che abitano le “Repubbliche senza storia”, come direbbe Rimbaud. La storia è protagonista anche nella suite finale. La storia d’Italia dal dopoguerra ad oggi, che viene riletta – per quanto sia possibile farlo nello spazio sintetico di un disco – dal punto di vista di queste sensibilità emarginate.

Prefazione
Ma(t)rx
Silenzio
Teschi e ossa
Geronimo
Il dottor Ernesto
Cochabamba (la prima guerra dell'acqua)
Gli anni di pongo
Verità elastica
CCCP (Cresci Consuma Crepa Porco)
Sentieri di versi
(Piccola storia d'Italia dal dopoguerra a oggi: racconti e ricordi)
Sentieri di versi (pt. 1): La guerra è finita (?)
Sentieri di versi (pt. 2): 10Q
Sentieri di versi (pt. 3): Il boom
Sentieri di versi (pt. 4): La contestazione
Sentieri di versi (pt. 5): Una mattina di Novembre
Sentieri di versi (pt. 6): M.o.n.d.o. Bazar
parte 7: Il potere si rinnova
Sentieri di versi (pt. 8): Come gli uccelli nel cielo
DQ82

Qui, dove il furioso Serna il sangue suo versò,
Il sangue della terra qualcuno ci rubò.
Goccia a goccia lentamente ci assetò.
L'ultima goccia e poi il vaso tracimò.

La nostra acqua si mutò
Soltanto in H2O,
Non più il nome di un diritto,
Ma la formula fredda di un profitto.

Scegli se vuoi bere o se vuoi usare l'acqua, per
Irrigare il campo o per lavarti un po'.
Poi gli scontri in piazza con la polizia
Prima che la folla si lavasse via.

I torti dei soliti potenti
Ma alla fine fummo noi i vincenti
E capimmo che a volte ti conviene
Rassegnarti e lottare per avere ciò che ti appartiene.

Se l'acqua, il sangue della terra – un dono che appartiene a tutti – può diventare una merce come le altre, l'uomo che è fatto per più della sua metà di acqua e di sangue è forse destinato a diventare una merce tra le altre?

inviata da DonQuijote82 - 28/12/2011 - 14:30



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