Lingua   

Δικτατορία

Tertseto / Τερτσέτο




Ti può interessare anche...

Je suis grecque
(Melina Merkouri / Μελίνα Μερκούρη)
Tο δίχτυ
(Stavros Xarchakos / Σταύρος Ξαρχάκος)
Le soleil de nos coeurs
(Melina Merkouri / Μελίνα Μερκούρη)


Diktatoría
Στίχοι: Λάκης Λαζόπουλος
Μουσική: Θάνος Μικρούτσικος
Πρώτη εκτέλεση: Δημήτρης Μητροπάνος & Λάκης Λαζόπουλος & Θάνος Μικρούτσικος ( Τερτσέτο )

Testo: Lakis Lazopoulos
Musica: Thanos Mikroutsikos
Primi interpreti: Dimitris Mitropanos / Lakis Lazopoulos / Thanos Mikroutsikos ( Terzetto )

Lyrics: Lakis Lazopoulos
Music: Thanos Mikroutsikos
First performed by: Dimitris Mitropanos / Lakis Lazopoulos / Thanos Mikroutsikos ( Terzetto )

Album: Ψάξε στ'΄όνειρό μας (1997)
("Cerca nel nostro sogno"
"Look into our dream")

psaxe


Dunque, riassumiamo: questa canzone parla di una dittatura che c'era trent'anni prima e che è stata sostituita dalla dittatura della televisione. Perlomeno, trent'anni prima, la televisione era assieme alla dittatura, la aiutava, durante i colpi di stato una delle prime cose che facevano era occupare la TV; ora non ce n'è bisogno. E' anzi la TV che occupa tutto quanto. Ma son cose greche, figuriamoci; da non potrebbe mai accadere... La canzone, comunque, è del 1997, cioè davvero di trent'anni dopo il colpo di stato del 21 aprile 1967. Fa parte di un album in cui il "Terzetto" formato da Thanos Mikroutsikos, Lakis Lazopoulos e Dimitris Mitropanos va a dare un'occhiata a ciò che è rimasto di un certo sogno. Bisognava cercarci dentro nel 1997, figurarsi ora. [RV]
Απ' τη δικτατορία του προφανούς
ως τη δικτατορία του αφανούς
περάσανε τριάντα χρόνια
Απρίλης του εξήντα επτά
και τα παντζούρια της κλειστά
έχει η Ελλάδα

Απρίλης του ενενήντα εφτά
τι κι αν παντζούρια ανοιχτά
κανένας έξω δεν κοιτάει
μέσα απ' την τηλεόραση
ο Έλλην προχωράει

Και χάι Χίτλερ και τιβί
πατρίδα τζάμι μου είσαι εσύ
ό,τι μου πεις εσύ
και μόνο εσύ θα κάνω
είμαι μονάχος, μόνος μου
θέλω μαζί σου να πεθάνω

Και χάι Χίτλερ και τιβί
κάνε στο τζάμι μια πληγή
βάλε το χέρι σου και βγάλ' τους
τους μεγιστάνες τους παράνομους
και γδάρτους

inviata da Riccardo Venturi / Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ - 17/11/2011 - 17:19




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
17 novembre 2011
DITTATURA

Dalla dittatura dell'evidenza
e anche da quella dell'occulto
son passati trent'anni
Aprile del sessantasette
ha le persiane chiuse
la Grecia

Aprile del sessantasette
anche con le persiane aperte
nessuno guarda fuori
e anche nella televisione
l'Elleno progredisce

Heil Hitler e heil tivvù,
la mia patria, la mia finestra sei tu
qualsiasi cosa che mi dici tu,
e solo tu, io la farò
sono un solitario e sto da solo
voglio morire assieme a te

Heil Hitler e heil tivvù,
nella finestra fai una ferita,
infilaci una mano e lèvaci di mezzo
i pezzi grossi, i fuorilegge
e gli sfruttatori. *
NOTA alla traduzione

(*) Nel testo originale, γδάρτους. Il problema è che l'accento sembra messo in un posto strano: si dice infatti normalmente γδαρτός (accusativo plurale: γδαρτούς), propriamente l'aggettivo verbale di γδέρνω "scortico, spello". Gli γδάρτους dovrebbero essere gli "spellati", gli "scorticati", vale a dire i poveri. Si tratterà di una licenza poetica oppure il termine con l'accento spostato vorrà dire qualche altra cosa? Lo ignoro. Esiste altresì γδάρτης "scuoiatore, scorticatore", ma all'accusativo plurale fa γδάρτες (o γδαρτάδες in iperdemotico malliaròs). Boh.

17/11/2011 - 17:46




Lingua: Tedesco

Deutsche Übersetzung von Lipsia
stixoi, 04.06.2012
DIKTATUR

Von der offenkundigen Diktatur
bis zur unsichtbaren Diktatur
vergingen dreißig Jahre
April siebenundsechzig
und Griechenland hat
seine Fensterläden geschlossen

April siebenundsechzig
selbst wenn die Fensterläden offen wären
würde niemand herausschauen
Griechenland macht Fortschritte
und zwar im Fernsehen

Und Heil Hitler und TV
die Heimat, meine Mattscheibe, bist du
das, was du mir sagst
und nur du, werde ich machen
ich bin einsam, ganz allein
ich möchte mit dir zusammen sterben

Und Heil Hitler und TV
bring der Mattscheibe eine Wunde bei
erhebe deine Hand und hole sie heraus
die Magnaten, die gesetzeswidrigen
und Schinder.

inviata da Riccardo Venturi - Ελληνικό Τμήμα των ΑΠΤ - 22/4/2014 - 18:10


Il mio Babiniotis non mi aiuta molto. Riporta solo γδάρτης, nel senso, che anche tu riferisci, di "scorticatore di animali", e per estensione di "sfruttatore implacabile del prossimo", al quale appunto "leva la pelle". Non riporta uno γδαρτός. Per questo, se fosse toccato a me di tradurre - con gli strumenti a mia disposizione - avrei inteso γδάρτους come equivalente di γδάρτες, per un arbitrario scambio di declinazione, non infrequente, peraltro. E avrei tradotto "gli sfruttatori", piuttosto che gli sfruttati, o, come tu scrivi "i poveracci".
Vorrà dire che se il Monti non mi fa troppo lo γδάρτης, e per Natale non mi spella della Santa Tredicesima, acquisterò un nuovo dizionario, che magari tu avrai la bontà di suggerirmi.
E visto che ho parlato del nuovo Amministratore Delegato (il Governo oggi offriva mutrie da Consiglio d'Amministrazione; e quasi rimpiangevo i nani e le ballerine della precedente Nave dei Folli), trascrivo i versi che Kostas Varnalis scrisse per sconsigliarci di gioire quando, morto uno γδάρτης, se ne fa un altro:

Όταν πεθαίνει βασιλιάς, μη χαίρεσαι λαουτζίκο
Μη λες πως θάν’ καλύτερος ο νυν από τον τέως
Πως θάναι το λυκόπουλο καλύτερο απ’ τον λύκο
Τότε μονάχα να χαρείς: αν θάναι ο τελευταίος

Gian Piero Testa - 17/11/2011 - 18:51


Se devo suggerirti un dizionario, fatti portare il Λεξικό της κοινής Νεοελληνικής edito dall'Ινστιτούτο Νεοελληνικών Σπουδών di Atene. Oltre ad essere una guida sicura su ogni parola del neogreco (e quando dico "ogni", dico "ogni"), lo puoi usare anche per difenderti dai malintenzionati dato che è una vera e propria arma letale, un bulldozer di sette chili che, quando lo uso, mi tocca metterlo sul tavolo dove mangio perché su quello da lavoro non mi ci sta. Chiaramente Monti permettendo: costa una cifra immonda, e io lo ebbi a prezzo assai di favore facendomelo portare da Cipro. Se però vuoi farti un regalo, prenditelo perché senza non si fa. Comunque anche lui non ha traccia di eteroclisie di γδάρτης: al plurale ha le varianti γδάρτες e γδαρτάδες, cosa comune per quel tipo di sostantivi, ma di γδάρτοι / γδάρτους non v'è traccia (come ad esempio in μάστορας / μαστόροι e altri). Reitero il mio "boh"; sarà un solecismo poetico? Oppure un errore di accentazione internettaro tramandatosi poi per migliaia di siti? La spiegazione potrebbe essere razionale dato che l'ho sperimentata io stesso: testi di canzoni in lingue "strane" da me postati ancor prima che esistessero le CCG (in forum, siti personali ecc.) e contententi qualche errore ortografico, hanno fatto letteralmente il giro del mondo portandosi dietro l'errore, e senza che nessuno mai lo correggesse. Fatidico l'errore degli amici del "Deposito Canti di Lotta", che hanno trasformato l'anarchico Caserio in "Caseario", facendo trasmigrare questo caso di formaggio libertario in una pletora di siti sparsi per il globo. Anche per questo, da quando esistono le CCG sono diventato una specie di cane da guardia per quanto riguarda l'ortografia dei testi e il layout grafico. Finché sarò qui, non avrete pietà da parte mia. Sappiatelo :-)

Riccardo Venturi - 21/11/2011 - 02:14


Grazie, Riccardo, del suggerimento. Sto vedendo di come farmelo inviare, il poderoso. Ma vediamo se parliamo della stessa opera, perché tu collochi ad Atene l'Istituto di Studi Neogreci, mentre a me, digitando lo stesso nome, se ne apre uno dell'Università Aristotele di Salonicco, intitolato a Triandafillidis - la cui Grammatica è consultabile on line - che ha in catalogo, oltre a molte altre opere allettanti per mattacchioni come noi, (v. http://ins.web.auth.gr/cat/index.html) un Lexikò tis kinìs Neoellinikìs ed. 2009 dal prezzo assolutamente non terrificante, per un dizionario, di euri 69 più IVA (che là si dice F.P.A). Se sono la stessa cosa, il passo successivo è il più difficile, perché il sito non indica come acquistare dal catalogo: c'è un indirizzo e-mail e, attraverso quello cercherò di sapere. Poi ci saranno le spese di spedizione che, se l'opera è ponderosa come dici, quelle sì che saranno immonde. Ma, pace: già non vedo l'ora di averlo.
Circa gli scuojatori/scuojati, penso che tu li abbia intesi correttamente come aggettivo verbale (quindi al passivo, come "graptòs-ì-ò) che ovviamente non costituisce lemma: ma non escluderei la vicenda di un "busillis" che si trascina di sito in sito solamente perché il primo ha digitato male...Sulle pennichelle degli amanuensi hanno campato legioni di illustri filologi, come sai meglio di me.

Gian Piero Testa - 21/11/2011 - 11:23


Sì, Gian Piero, stiamo parlando proprio della stessa opera; ero io che, ieri sera, mi ero sbagliato "spostando" arbitrariamente l'Ινστιτούτο da Salonicco a Atene. Comunque sia non vorrei dirti, ma se un giorno ti deciderai a venire a Firenze te le faccio vedere io le opere allettanti per mattacchioni: a casa mia. L'hai mai vista ad esempio la Grammaire du grec moderne di Hubert Pernot, edizione originale del 1921? Io cellò, trovata su una bancarella vicino alla stazione di Lille-Flandres. O The Modern Greek Language di Peter Mackridge, edito da Oxford nel 1982: un'opera che, letteralmente, oltre a descriverlo nelle sue minuzie veramente racconta il greco moderno come se fosse un romanzo (e la sua storia lo è, un romanzo, a mio avviso). Questo è un libro che devi avere, assolutamente; 'un c'è cristi!

Riccardo Venturi - 21/11/2011 - 12:03


Verrò prima o poi a vedere la tua Wunderkammer (si scrive così?). Però io ho un ΛΕΞΙΚΟΝ ΕΛΛΗΝΟ-ΓΑΛΛΙΚΟΝ ΤΗΣ ΤΣΕΠΗΣ DI Κ.Α. ΧΑΡΑΚΤΙΔΗΣ, ΕΚΔΟΤΙΚΟΣ ΟΙΚΟΣ "ΑΣΤΗΡ" ΑΛ. Ε. ΠΑΠΑΔΗΜΙΤΡΙΟΥ, ΛΙΚΟΘΡΓΟΥ, 10 - ΑΘΗΝΑΙ, 1957: un tascabile utilissimo, che quando viaggio metto in valigia con il rasoio da barba. Ha una lingua semi katharévousa, che mi consente un certo bon ton in determinate circostanze, come ad esempio quella di scrivere tra poco all' Ινστιτούτο per vedere di farmi mandare il lessicone definitivo. Fu molto più facile procurarmi il tascabile, trovato a far niente a casa della mia amica Maria, che lavorava a Grenoble: lo vidi, me lo misi in tasca (non per niente è un tascabile) e il giorno dopo le confessai il furto.

Gian Piero Testa - 21/11/2011 - 14:58


Scusate se mi inserisco, sicuramente vi è già noto, ma volevo segnalare, a beneficio di tutti i "mattacchioni" del neogreco, anche questo sito che consente la consultazione in linea (on line) :
greek-language.gr


Inoltre vorrei segnalare, finalmente, la traduzione di Zorba il greco direttamente dal testo originale in greco di Kazantzakis, ultima fatica di Mr. Nicola Crocetti, dell'omonima casa editrice.

Vs.

Raf - 21/11/2011 - 23:20


Per Raf. Il sito indicato è certo utile, e proviene proprio da quell' "Institouto" che ha prodotto il lessico greco "fine di mondo". Ma è anche vero che, dovendo noi sovente tradurre da testi che troviamo qua e là, perché non abbiamo sempre, nelle nostre casupole, tutta la letteratura della terra, ci capita di dovere ammattire solo perché al volonteroso che ha postato per primo è sfuggito un errore di battitura. Fino a pochi minuti fa ho bestemmiato su un testo di Varnalis che usava la parola "μαλινχέρια, introvabile nei miei dizionari e neppure in internet: poi, lavorandoci con calma e dando agio all'intuizione, ho capito che si trattava di μανλιχέρια, cioè dei Manlicher, i fucili di cui si fece grande, e certo esagerato uso già nelle guerre che precedettero il primo conflitto mondiale: il nostro famoso 91 era un Manlicher-Carcano, risalente chiaramente al 1891, come la arcinota pistola tedesca P38 altro non era che un'arma "ben" riuscita, nata con la P di Pistola nel 1938.. Ma capisci che non c'è dizionario capace di risolverti una rogna come questa. Ho avuto la conferma che, per tradurre, bisognerebbe sapere e ricordare un sacco di cose, anche marginali e, per certi versi, disgustose. Ma non sempre va così bene, come mi è andata oggi.

Gian Piero Testa - 22/11/2011 - 00:03


Anche in margine a questa canzone si potrebbero fare parecchie riflessioni sulla televisione, direi...cercando un po' su stixoi mi sono fra l'altro accorto che di canzoni che hanno a che fare con la televisione ce ne sono parecchie. Escludendo quella dove è nominata in canzonette d'amore, adolescenziali et similia, critiche feroci (alla tv in generale e alla tv greca in particolare) ce ne sono parecchie; ora, però, decine di migliaia di persone in piazza perché la ERT è stata chiusa de decretu. La cosa, sì, dovrebbe far riflettere molto. La tv pubblica è quella cosa che può, anzi deve essere macellata a parole (e anche a canzoni) quando c'è e finché c'è; quando però un Samaras qualsiasi la spegne, tutti in piazza; anche chi la disprezzava fino al giorno prima.

Riccardo Venturi - 15/6/2013 - 11:08


Pagina principale CCG

Segnalate eventuali errori nei testi o nei commenti a antiwarsongs@gmail.com




hosted by inventati.org