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La ballata del Bellente

Giuseppe Gasparrini
Lingua: Italiano (Marchigiano)


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Giuseppe Gasparrini

Interpretata anche da La Macina e dai Gang

Cenni Storici

Con l’annessione al Regno d’Italia avvenuta il 2 Aprile 1808, veniva introdotta anche nel territorio marchigiano la legge sulla coscrizione obbligatoria. Entrata in vigore nella Repubblica Italiana il 13 agosto 1802, fortemente voluta dal vicepresidente Melzi e ispirata alla normativa in vigore in Francia, la legge perseguiva l’obiettivo di potenziare un esercito basato fino ad allora sull’arruolamento volontario e, indirettamente, di conferire prestigio e autonomia alla Repubblica. In realtà l’applicazione della legge creò molti problemi al regime napoleonico e fu continuamente riformata nel tentativo di arginare i fenomeni di renitenza e i conseguenti problemi di ordine pubblico causati da disertori e coscritti refrattari. Anche nel Dipartimento del Musone, di cui capoluogo fu Macerata, i giovani coscritti spesso non si presentavano e si disperdevano nelle campagne conducendo una vita raminga e ai limiti della legalità formando, spesso, bande di insorgenti. A capo di una di queste bande di insorgenti c’era Pietro Masi detto Bellente, giovane appignanese. Ben presto le sue gesta divennero leggenda e, per quanto non paragonabili ad altri briganti del sud Italia, ancora oggi di lui ne rimane un vivo ritratto popolare che lo vuole eroe impavido e romantico, tenero e spietato allo stesso tempo, generoso e quindi amato dalla gente. Spesso le comunità rurali, più ancorate alla tradizione, scelsero di aderire alle bande degli insorgenti per difendere il loro mondo antico che moriva sotto i colpi delle truppe francesi. Combatterono una guerra disperata, senza nessuna possibilità di vittoria, guidate da giovani capi, come Pietro Masi, che forse non erano in grado di capire la portata della loro rivolta, ma che con il loro sacrificio testimoniarono un mondo che moriva sotto i colpi del modernismo. Una ribellione dimenticata per troppo tempo e ora riproposta grazie ad un accurato approfondimento storico che fa riemergere alle nostra memoria fatti e personaggi realmente esistiti che evidenzieranno ancora una volta come le faide tra i potenti e gli sconvolgimenti storici siano sempre costellati dai sacrifici della gente più povera e semplice.

da http://www.bellenteilbrigante.it/
(DonQuijote82)
Questa è la storia di Pietro Masi
Vissuto a cavallo del Sette-Ottocento
Appignanese troppo ribelle
Perché era bello chiamato Bellente

Era si dice un uomo galante
Rubava il cuore a tutte le donne
Ma lui si mise contro la legge
E nella macchia dovette fuggì

Briganteggiava per lungo e per largo
Treia Pollenza Castelfidardo
Osimo Cingoli e Montefano
Montecassiano e giù di lì

In una casa di Cimarella
Faceva Natale con la sua banda
Ma un uomo nero fece la spia
E circondati furono lì

Il comandante e tanti gendarmi
Dettero inizio alla battaglia
Mentre la truppa avanzava e sparava
Un coro roco gridava così

Arrenditi Bellente
Venàtime a pijà
Arrenditi Bellente
Mortu scì ma viu no

E sotto il piombo di questi gendarmi
Cadeva morto a ventitré anni
Le donne piangevano il bell’amante
Eroe popolare chiamato Bellente

inviata da DonQuijote82 - 17/8/2011 - 12:22


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