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Contrasto tra Damiano e il prete

Leoncarlo Settimelli
Lingua: Italiano (Toscano)


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[Secondo dopoguerra]
In “Canti satirici anticlericali”, a cura di Leoncarlo Settimelli e Laura Falavolti, Roma 1976.

Canzone con cui vorrei ricordare proprio Settimelli, che ho scoperto oggi essere mancato lo scorso aprile.

E’ questo un “Contrasto” fra due interpreti improvvisatori che difendono tesi opposte, tipo di componimento molto antico risalente all’epoca medievale e assai legato allo stile dei cantastorie. Un celeberrimo Contrasto è, per esempio, “Rosa fresca aulentissima” di Cielo (Ciullo) d’Alcamo del XIII secolo…

In questo, a fronteggiarsi ci sono Damiano, che ha preso coscienza di essere uno sfruttato e si è fatto comunista, ed il parroco, che cerca di riportare sulla “retta via” la sua “pecorella smarrita”: sconfitto dalla determinazione di Damiano il prete, rosso d’ira, non troverà di meglio che scomunicarlo e maledirlo.




“CURIA VESCOVILE DI PIACENZA

AVVISO
Dopo il decreto del Santo Uffizio

E' peccato grave:
1 Iscriversi al Partito Comunista
2 Favorirlo in alcun modo, specie col voto
3 Leggere la stampa comunista
4 Propagare la stampa comunista

Quindi non si può ricevere l'assoluzione se non si è pentiti e fermamente disposti a non commetterlo più.

Chi, iscritto o no al Partito Comunista, ne ammette la dottrina marxista, atea ed anticristiana e ne fa propaganda, è
APOSTATA DALLA FEDE E SCOMUNICATO
E non può essere assolto che dalla Santa Sede.

Quanto si è detto per il Partito Comunista deve estendersi agli altri Partiti che fanno causa comune con esso.
Il Signore illumini e conceda ai colpevoli in materia tanto grave, il pieno ravvedimento, poichè è in pericolo la stessa salvezza dell'eternità.

Piacenza, li 15 Luglio 1947”
[Prete]
O mio caritatevole Damiano,
tu che sei stato sempre un uomo onesto,
io ti conobbi un tempo lontano,
sei sempre stato savio e modesto;
ora ti vedo «L'unità» in mano
ed io nessun parere te l'ho chiesto,
però me l'hanno detto che sei in lista
in testa del partito comunista.

[Damiano]
Sì, lei l'ha indovinata a prima vista
sor reverendo, lei non si è sbagliato;
per me questa dottrina è umanista,
mi pento prima 'unn'essermi segnato;
il benessere che ognun di noi acquista
il cancro della guerra sarà stirpato;
così la vita è una soddisfazione,
porta la pace in tutte le persone.

[Prete]
Ma allora tu sei contro la religione,
eppure della chiesa eri un devoto,
ancora tu vuoi fare il mascalzone,
al buio vuoi pescare nell'ignoto;
ma io che te la insegno l'educazione
voglio salvarti di cascar nel vuoto
e se ti preme salvar la tua partita
preparatelo il ben per la tua vita.

[Damiano]
Sor reverendo, facciamola finita,
non venga fuori con queste ragioni
perché la società è costituita,
si compone di servi e padroni;
non me lo dica a me, che l'ho capita:
i furbi sfruttan sempre i più minchioni
e voi legate il ricco al poveretto
perché succeda quanto abbiamo detto.

[Prete]
Tu non conosci il nobile concetto
della Lega cattolica, ed è strano;
non vedi che cerchiam Dio benedetto
che stenda il ricco al povero la mano,
legarli insieme a un vincolo d'affetto
ma santa cosa non c'è; suvvia Damiano,
se tu parli così, mi fai sapere
che la guerra fraterna è il tuo volere.

[Damiano]
Pievano, sono vecchie sicutere,
pace giustizia affetto non saranno
dove vi son delle sottane nere,
dei ricchi e della gente che non l'hanno;
come farebbe me lo fa sapere
a due che interessi avversi fanno,
fare del bene e che sia giocondo
senza pregiudicarlo un po' il secondo.

[Prete]
A una domanda io ti rispondo:
il bene va fatto per bontà del cuore,
il prenderlo per forza è un atto immondo
ed è un violar la legge del Signore;
voi pensate solo a questo mondo
e non pensate mai che il corpo muore,
l'anima nostra è sempre un varco aperto
e per chi in vita gli ha tanto sofferto.

[Damiano]
Ma se del ben dell'altro mondo è certo
che si guadagna con le privazioni,
perché non dorme lei a cielo aperto
e non sta tutto il giorno in ginocchioni?
Ma perché veste bene e sta coperto,
tiene la serva e mangia dei capponi?
Se in ciel si sale dopo gran soffrire
lei che non soffre non ci può salire.

[Prete]
Damiano, tu ti prendi troppo ardire,
tu non devi guardar quel che fo io,
al prete non si deve contraddire,
che sulla terra simboleggia Dio;
ma guarda un po', ti sembra un bell'agire
passare avanti al mistero mio
e farmi della critica allo staccio
di tutto quel ch'io dico e quel che faccio?

[Damiano]
Fino a che i preti tenderanno il laccio
della superstizione agli incoscienti
io dirò: come il sarto, un tanto al braccio,
vendete voi le messe e i sacramenti;
Gesù ve lo vestite da pagliaccio
per dar nell'occhio ai poveri credenti
e della chiesa sua fate bottega;
io me ne infischio della vostra Lega.

[Prete]
Damiano, ti scomunico e rinnego,
tu che rinnegasti il bene supremo
esci dal quadro mio, tartara strega,
ti maledico al vituperio eterno,
vai domani con gli altri a far congrega
giù nell'ultima gorgia dell'inferno,
la mia maledizione sia feroce e forte,
ti tenga male in vita e peggio in morte.

[Damiano]
Per ora vado dalla mia consorte,
dai cari figli e dai compagni miei;
se a bussar Lucifero alle porte,
se c'è giustizia, tocca prima a lei;
se un giorno cambierà l'umana sorte
finiranno gli anni santi e Giubilei,
così ancora i preti, se vorranno
mangiare, come noi lavoreranno.

[Morale]
Colmo di ira e di infernale affanno,
il pievan grasso come belva umana
lasciò Damiano, che chiarì l'inganno
di questa grave Democrazia Cristiana;
e convinto che compreso avranno
gli operai di tutta Italia e di Toscana,
io penso che in un giorno non lontano
tutti si debba far come Damiano.

inviata da Bartleby - 9/8/2011 - 14:13



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