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Canzone dell'Arneo

anonimo


Lingua: Italiano


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[1951?]
Canzone composta collettivamente dai braccianti occupanti delle terre dell’Arneo.
Testo trovato su Il Deposito

“L'Arneo è un vasto territorio posto all'estremità nord-occidentale della provincia di Lecce, nella penisola salentina, un tempo occupato principalmente da macchia mediterranea e pascoli. Dopo la seconda guerra mondiale, il latifondo dell'Arneo, una realtà ormai anacronistica, venne reclamato da una moltitudine di braccianti dei paesi vicini che chiedevano terra, pane e lavoro.
L'occupazione delle campagne, la dura repressione delle forze dell'ordine, i successivi processi fecero da preludio alla vittoria finale, con l'assegnazione delle campagne ai contadini.”
Davide Elia, da “La via dei braccianti per l’occupazione delle terre d’Arneo”, su www.cicloamici.it

E come mai su di un sito di amici delle due ruote si parla delle lotte dei braccianti dell’Arneide?
Perché per i braccianti, costretti a fare molti chilometri per raggiungere i campi, la bicicletta era una risorsa preziosa. E in bicicletta i contadini di paesi come Nardò, Carmiano e Leverano andarono pure a manifestare per la riforma agraria, sicchè nel dicembre del 1951 la polizia, dopo l’ennesima carica, sequestrò centinaia di biciclette e le bruciò, insieme alle provviste alimentari dei manifestanti… Un atto vile – come solitamente fanno quei servi, vedi ultimamente la distruzione delle tende degli attivisti No TAV in val di Susa - che rischiò di ridurre alla fame le povere famiglie dei contadini…
Sulle terre incolte d'Arneo
noi porteremo la vita ed il lavoro,
darem le terre a tutti coloro
a cui l'agrario per anni negò.

Per anni e anni noi fummo derisi
dai governi, dai preti e signori
che con i mitra ci tennero divisi
negando a noi il pane e il lavor.

Sulle terre incolte d'Arneo
noi porteremo la vita ed il lavoro,
darem le terre a tutti coloro
a cui l'agrario per anni negò.

Or nella lotta più forti noi siamo
Più con i mitra fermarci non potranno
Le terre incolte che noi conquistiamo
Noi contadini fruttarle farem.

Sulle terre incolte d'Arneo
noi porteremo la vita ed il lavoro,
darem le terre a tutti coloro
a cui l'agrario per anni negò.

E forte in faccia noi tutti gridiamo
e d'Arneo una voce innalziamo
non più cannoni, trattori vogliamo
e non più guerra ma pace e lavor

inviata da Bartleby - 6/7/2011 - 16:05


Documentario “L’Arneide. Lo Stato fà la guerra ai contadini” (in sei parti) ispirato agli scritti del poeta pugliese Vittorio Bodini.
Si apre con un anziano testimone e protagonista che canta proprio questa canzone…


Bartleby - 6/7/2011 - 16:05


“Terra d'Arneo. 1950. La terra d'Arneo è un'immensa distesa di terreni agricoli ‎situati nel Nord Salento e ricompresa nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto. Siamo in un ‎periodo, il 1950, di riforme agrarie, più promesse che attuate, di lotte contadine per la ‎riappropriazione delle terre, di organizzazioni politiche e sindacali sempre più forti e sempre più ‎penetranti nelle società contadine. ‎
E' in questo quadro che s'installa un vero e proprio movimento fatto di contadini che reclamavano il ‎diritto a coltivare le terre incolte o di proprietà di grandi latifondisti.‎
Ma facciamo un passo più su, per capire meglio il quadro della situazione. ‎
E' il 12 maggio del 1950 quando l'allora Ministro dell'Agricoltura Segni realizzò la cosiddetta ‎riforma agraria, una riforma che aveva l'intenzione di espropriare migliaia di ettari di terre da ‎assegnare ai piccoli proprietari terrieri, ai contadini, insomma. Ciò per far fronte ad una ‎pesantissima crisi economica che aveva messo in ginocchio soprattutto l'economia del Sud Italia. I ‎contadini, i soldati tornati dalla guerra, i disoccupati chiedevano a gran voce la restituzione delle ‎terre. “La terra è di chi la coltiva”, si sentiva urlare nelle piazze. E fu così. furono espropriati ‎‎800.000 ettari, dei quali 650.000 nel Mezzogiorno. Ma ne rimase fuori la Provincia di Lecce. Forse ‎perché il senatore Tamborrino era proprietario di ben 28.000 ettari di terre, proprio nella zona ‎dell'Arneo. Terre per lo più incolte e usate quasi esclusivamente per la caccia. ‎
Nel dicembre del 1951 i contadini si riunirono nelle campagne dell'Arneo per protestare e reclamare ‎la terra. Erano in migliaia. Quasi tremila contadini arrivarono da Nardò Carmiano Leverano. ‎Chiedevano solo l'applicazione della riforma agraria anche nella provincia di Lecce. ‎
Però lo Stato rispose con la violenza. Una violenza subdola, che avrebbe ridotto la popolazione ‎nella miseria ancor più nera.‎

Centinaia di poliziotti furono chiamati a disperdere i contadini con lacrimogeni e fucilate.. ma ‎imperterriti tornarono a riunirsi usando le loro biciclette. Negli anni 50 la bicicletta era una risorsa ‎preziosa per i braccianti, come oggi l'auto per noi, anzi di più, visto che rappresentava l'unico modo ‎per raggiungere le terre distanti anche decine di chilometri.‎
Le biciclette vennero incendiate. Si colpì, in questo modo, l'unica ricchezza di cui potevano disporre ‎i poveri contadini: significò negare ogni speranza, costringerli a svegliarsi in piena notte per ‎raggiungere le terre o, peggio, portarli alla fame. Questa fu la risposta dello Stato ad una richiesta di ‎lavoro.”‎
‎(Introduzione al brano da ‎‎La ‎Putea)

Dead End - 17/9/2012 - 15:28


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