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The Return Of The Giant Hogweed

Genesis


Lingua: Inglese


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Guerra alle piante e loro vendetta!
War on Plants and their Revenge!

[1971]
Songwriters: Gabriel - Banks - Rutherford - Collins - Hackett
Scritta da: Gabriel - Banks - Rutherford - Collins - Hackett
E dico poco...
Album: Nursery Crime

La pànace di Mantegazza, Heracleum Mantegazzianum Sommier Levier.
La pànace di Mantegazza, Heracleum Mantegazzianum Sommier Levier.


Per generazioni intere di Genesissari italiani è stata, grazie a traduzioni più o meno improvvisate con lo Hazon Garzanti alla mano, una non meglio precisata "erba suina gigante"; probabilmente, tutti ci siamo immaginati delle terribili distese d'erbetta un po' majala, che si prende la sua opportuna vendetta sul genere umano in una delle più tipiche scritture di Gabriel e compagni, accompagnata (a mio parere) da una delle loro partiture musicali più belle. Invece, la Pànace di Mantegazza è tutt'altro che un'erbetta; è anzi, come si può vedere nella foto, una pianta sì erbacea, ma di enormi dimensioni (raggiunge tranquillamente i 2 metri di altezza, ma può arrivare a cinque). Insomma, sono abbastanza conscio che questa pagina, redatta in una mattinata di giugno piacentino che somiglia a un novembre andante, farà vedere a non pochi ex-ragazzi ed ex-ragazze della mia età per la prima volta che cosa davvero sia la Giant Hogweed...ma andiamo per ordine.

Guerra alla natura. Guerra alle piante. Avevo voglia di una canzone che ne parlasse, magari in modo abbastanza originale; e, senz'altro, nell'inquietante mondo futuro dei Genesis (si veda anche Get 'em Out By Friday) questa canzone occupa un posto d'onore, e originalissimo. Non so se, in questo sito, esisterà mai una sezione, o percorso, dedicato specificamente alle tematiche ambientali, e francamente nemmeno lo auspico perché migliaia di canzoni, qui dentro, se ne occupano (e la guerra distrugge tutto, anche l'ambiente; per non parlare del nucleare di strettissima attualità). Però la pianta che si ribella alla futilità umana e che si prende la sua tremenda vendetta non poteva mancare qui dentro, in attesa che qualcuno scriva una canzoni su qualche misteriosa pianta mangialarussa (sì, lu, Ignazio) che avrà immediatamente il suo spazio qua dentro.

Paolo Mantegazza.
Paolo Mantegazza.
In tutto questo, senz'altro, c'è entrata anche una mia particolare e nascostissima passione: quella per le piante velenose. Sono, fin da bambino, un appassionato di ogni vegetale tossico, e pur non essendo mai stato particolarmente versato nella botanica (come in nessun'altra scienza, con mio rammarico), col tempo ho assunto una certa qual competenza. Le so riconoscere, conosco sommariamente i loro principi attivi, me la cavo con i vari alcaloidi e ne provo anche una discreta consolazione. Se, ad esempio, qualcuno mi sta estremamente sui coglioni, provo un immenso piacere nell'immaginare di servirgli un'insalatina contenente un po' di Aconitus napellus, oppure di offrirgli un bel mazzo di Convallaria majalis (vale a dire il comune mughetto, pianta velenosissima, ed offrirglielo ovviamente in forma ingurgitativa). Oppure, che so io, offrirgli una Gitane con un po' di fogline d'oleandro tostate e miste al tabacco (peraltro una solanacea, famiglia principe delle piante tossiche). Pensieri altamente umani e consolatori! Le mie sorelline le chiamo, le piante velenose; e la Giant Hogweed, o Pànace di Mantegazza, ne è una. Affidarle la vendetta sul genere umano è stato, da parte dei Genesis, un atto di squisita eleganza.

La canzone dei Genesis è peraltro abbastanza corretta. Appartenente alla famiglia delle Apiacee (più comunemente dette Ombrellifere) e originaria del Caucaso (le Russian hills, come si legge piuttosto allegramente nel testo...), alla fine del XIX secolo fu importata in Europa come "pianta ornamentale"; a partire dagli anni '50, però, la bellissima pianta immessa forzosamente nei giardini privati inglesi si inselvatichì, infestando ogni cosa. Capace di diffondersi con una rapidità impressionante, passò la Manica col vento e si diffuse in Germania e nell'Europa orientale, dove rappresenta una vera e propria emergenza. Produce da 1500 a 100.000 semi l'anno che si propagano con il vento nel raggio di ben 50-100 metri e, a distanza con lo scorrimento delle acque o attaccandosi al pelo degli animali. Al tatto, in presenza o in seguito a radiazione solare diretta o raggi U.V., provoca gravi infiammazioni della pelle con estese lesioni bollose che possono lasciare cicatrici permanenti. A volte può essere necessario il ricovero in ospedale. Piccole quantità di linfa negli occhi possono causare cecità temporanea o anche permanente. Queste reazioni sono dovute alla presenza, nelle foglie, nei fiori, nei semi, nel tronco e nella radice di derivati furocumarinici che sono in grado di penetrare nel nucleo delle cellule epiteliali e legarsi al DNA uccidendo le cellule. In Germania, dove questa pianta costituisce una reale emergenza, nel 2003 ne sono state riportate 16.000 vittime. Colpisce parecchio anche in Finlandia, dove è diffusa.

Insomma, come si vede, magari non si papperà tutto il genere umano, però la nostra bella piantona di danni riesce a farne parecchi; e tutto questo per l'idiozia di alcuni appassionati di giardinaggio che vollero strapparla dal suo habitat naturale ed importarla in paesi alieni. Dove si è, appunto, vendicata. La cosa potrebbe estendersi ad altre piante ornamentali: avete presente, ad esempio, la Dieffenbachia? Una delle più comuni "piante da appartamento", che però secerne una linfa velenosa e caustica che, una volta, veniva utilizzata per provocare ulcerazioni dolorosissime sulla lingua e sugli arti agli schiavi negri che si dimostravano recalcitranti. Pensate un po' dove si andrebbe a finire, parlando di piante velenose!

Nel frattempo, ci si limiterà a questo unicum e agli esserini umani che, dopo aver fallito l'eradicazione di una pianta da loro fatta proliferare per futilissimi motivi, ora si trovano nelle peste. Ben sta loro! Credendo con questo di aver fatto un piacere a tutti coloro che, in questo sito, dopo quarant'anni verranno a cercare notizie sulla misteriosa erba suina della loro gioventù. In Inghilterra, i Genesis dovranno averne viste parecchie di queste piante; trasformarle in vendicatrici della natura è stato uno dei loro consueti colpi di genio. [RV]
Turn and run
Nothing can stop them
Around every river and canal their
Power is growing
Stamp them out
We must destroy them
They infiltrate each city with their thick dark warning odour
They are invincible
They seem immune to all our herbicidal battering

Long ago in the Russian hills
A Victorian explorer found the regal Hogweed by a marsh
He captured it and brought it home
Botanical creature stirs, seeking revenge
Royal beast did not forget
He came home to London
And made a present of the Hogweed to the Royal Gardens at Kew

Waste no time
They are approaching
Hurry now, we must protect ourselves and find some shelter
Strike by night
They are defenceless
They all need the sun to photosensitize their venom
Still they're invincible
Still they're immune to all our herbicidal battering

Fashionable country gentlemen had some cultivated wild gardens
In which they innocently planted the Giant Hogweed throughout the land
Botanical creature stirs, seeking revenge
Royal beast did not forget
Soon they escaped, spreading their seed
Preparing for an onslaught
Threatening the human race

Mighty Hogweed is avenged
Human bodies soon will know anger
Kill them with your Hogweed hairs
Heracleum Mantegazziani *

inviata da Riccardo Venturi - 7/6/2011 - 10:52




Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
7 giugno 2011

panace
IL RITORNO DELLA PANACE

Indietro, e via di corsa!
Nessuno può fermarle!
Attorno a ogni fiume, a ogni canale
il loro potere sta aumentando.
Schiacciatele,
dobbiamo distruggerle,
s'infiltrano in ogni città avvisando col loro odore greve e cupo
sono invincibili,
sembrano immuni a tutti i nostri colpi a base di erbicidi!

Tempo fa, sulle montagne Russe
un esploratore Vittoriano scoprì la maestosa pànace vicino a una palude,
ne prese un esemplare e lo portò a casa.
La creatura vegetale cresce e cerca vendetta,
quel maestoso mostro non scordò.
Lui tornò a casa a Londra
e regalò la pànace ai Giardini Reali di Kew.

Non perdete tempo,
stanno arrivando!
Presto, dobbiamo proteggerci e trovare un rifugio!
Colpitele la notte,
allora sono indifese,
hanno tutte bisogno del sole per fotosintetizzare il veleno!
E comunque sono invincibili,
e comunque sono immuni a tutti i nostri colpi a base di erbicidi!

I gentiluomini modaioli di campagna avevano dei giardini dove piantavano specie selvatiche
e dove, ingenuamente, piantarono la pànace di Mantegazza
in tutto quanto il paese
e la cretatura vegetale cresce e cerca vendetta,
quel maestoso mostro non scordò.
Presto fuggirono diffondendo i loro semi,
preparandosi per un massacro
e minacciando la razza umana.

La potente pànace è vendicata,
i corpi umani presto conosceranno la rabbia,
uccidili con i tuoi peli di pànace,
Heracleum Mantegazzianum!

7/6/2011 - 12:05


NOTA

* Duole un po' dirlo per un testo in complesso abbastanza esatto, ma i Genesis non dovevano cavarsela molto con il latino. Il nome scientifico della Panace è infatti Heracleum Mantegazzianum, non "Mantegazziani". I suoi scopritori (a Kliutsch, nel Caucaso) non furono peraltro degli "esploratori vittoriani", ma due botanici di cui uno italiano: Stefano Sommier, fiorentino (1848-1922) e Émile Levier, svizzero (che ne fecero poi effettivamente dono ai Kew Gardens londinesi). Per il suo nome, pensarono di "dedicarlo" al famoso antropologo (ma anche botanico) Paolo Mantegazza, ma il nome completo della pianta è correttamente Heracleum Mantegazzianum Sommier Levier. Scorretta è quindi la denominazione di "Panace di Mantegazzi", riportata anche su it:wikipedia.

Riccardo Venturi - 7/6/2011 - 12:09




Lingua: Polacco

Traduzione polacca di Adam Dąbrowski
Da questa pagina
Polish translation by Adam Dąbrowski
From this page


Heracleum Mantegazzianum Sommier Levier
Heracleum Mantegazzianum Sommier Levier



Giant Hogweed - Barszcz Mantegazziego (heracleum mantegazzianum) jest rośliną przywiezioną z Kaukazu, ma białe kwiaty o cierpkim zapachu, a jej rozmiar dochodzi do 4.5 metra wysokości. Z uwagi na jego wielkość bywa stosowany jako roślina ozdobna. Ma bardzo skuteczny system reprodukcyjny i bardzo szybko się rozprzestrzenia. Bezpośredni kontakt z nim powoduje dokuczliwe poparzenia, których objawy potrafią pojawić się nawet po miesiącu od kontaktu.
POWRÓT OLBRZYMIEGO CHWASTU

Odwróć się i biegnij
Nic ich nie powstrzyma
Z każdym kanałem i rzeką
Urastają w siłę
Wykorzenić
Musimy je zniszczyć
Ich budzący grozę smród przesiąkł
Już każdą osadę
Są nie do pokonanie
Nasze zielarskie sposoby są zupełnie bezużyteczne

Dawno temu, w górach Rosji
Wiktoriański podróżnik znalazł królewski chwast przy jednym z bagien
Zerwał go i wziął do domu
Botaniczna kreatura szuka rewanżu za wszelką cenę
Wielka bestia nie zapomniała
A podróżnik przybył do Londynu
I podarował chwast Ogrodom Królewskim w Kew

One nadchodzą - pośpiesz się, musimy się ochronić
I znaleźć sobie kryjówkę
Uderzymy o zmierzchu
Wtedy są bezbronne
Potrzebują słońca, do fotosyntezy swego jadu!
Są nie do pokonanie
Nasze zielarskie sposoby są zupełnie bezużyteczne

Szanowany gentleman ze wsi szczycił się angielskim ogrodem
Gdzie niepozorny chwast został zasadzony
Botaniczna kreatura szuka rewanżu za wszelką cenę
Wielka bestia nie zapomniała
Wkrótce uciekły, rozsiewając swe nasiona
Przygotowując się na szturm
Zagrażający istnieniu ludzi

Oto zemsta potężnego chwastu
Ludzkie ciała poznają jego gniew
Zabij ich swoją sierścią
Heracleum Mantegazziani
Wielki chwast ożył!

inviata da Riccardo Venturi - 24/10/2014 - 20:25




Lingua: Portoghese

Aqui você tem a minha versão do Hogweed. Muito obrigado a aquele que criou este site. Muito, muito, muito obrigado a você !!!
O RETORNO DA GIGANTESCA HOGWEED

Volte e corra!
Nada consegue detê-los
Ao redor de cada rio e cada canal seu poder cresce
Tente abafá-los!
Temos que destruí-los
Eles infiltram cada cidade
Com seu odor espesso e denso
Eles são invencíveis
Parecem imunes à nossas batalhas herbários

Antigamente nos morros russos
Um explorador Vitoriano
Encontrou um montante de Hogweed perto do charco
Ele a capturou e a levou para sua casa
Criaturas botânicas agitadas buscam vingança
Fera real não esquece
Ele voltou para Londres
E fez um presente de Hogweed
Para os Jardins Reais de Kew

Não perca tempo!
Eles estão se aproximando
Acelere agora
Precisamos nos proteger
E encontrar um abrigo
Atacam a noite!
Eles estão sem defesa
Eles precisam do sol
Para sua venenosa fotossíntese
Eles continuam invencíveis
Eles continuam imunes
A toda nossa bateria de herbicidas

Cavalheiros do campo com estilo
Tiveram jardins selvagens cultivados
Neles inocentemente plantaram
A gigantesca Hogweed por toda a terra
Criaturas botânicas agitadas buscam vingança
Fera real não esquece
Logo escapulirão, espalhando sua semente
Preparando a multiplicação
Ameaçando a raça humana

Poderosa Hogweed está vingada
Corpos humanos logo conhecerão nossa ira
Mate-os com seus pelos de Hogweed
Heracleum Mantegazzianum!

inviata da Rita Menina - 27/10/2014 - 07:36


Muito obrigado, Rita, pela sua tradução. O heracleum mantegazzianum não parece ter um nome português específico; em espanhol é também conhecido como “perejil gigante”. Duvido muito que a planta seja conhecida nos paises de fala portuguesa, e também na Itália o nome "pànace di Mantegazza" é só conhecido pelos botânicos...e pelos tradutores! Eu queria assinalar aqui também uma bela página (em inglês) sobre o heracleum mantegazzianum, a sua história, a sua difusão e as suas características (com vídeos).

Riccardo Venturi - 27/10/2014 - 13:04


Wyrwać chwasta!!!
È una pianta pericolosa specialmente per i bambini, che attirati dai suoi fusti robusti e vuoti, come quelli di bambù, cercano di giocarci a mo' di canna, e spesso si ustionano. È molto simile alla varietà che cresce anche dalle parti sud occidentali della Polonia, ed è ugualmente pericolosa, che si chiama Heracleum Sosnowskyi. Ma non si muore.
Ma fossero solo questi i veri problemi :)
Salud

krzyś - 28/10/2014 - 07:08


Del tutto casualmente, guardate dove mi sono ritrovato l'altro giorno durante un giro di lavoro:

MANTEG

Riccardo Venturi - 1/11/2014 - 19:38


Quando "Repubblica" si accorse della Pànace di Mantegazza

Repubblica Online, 20 giugno 2018


(Naturalmente con parti intere che sembrano quanto meno "ispirate" -se non proprio copiate- da questa pagina...)

L'Anonimo Toscano del XXI secolo - 21/6/2018 - 00:20



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