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Dépliant touristique

Gilles Servat


Lingua: Francese


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[1977]
Paroles et musique: Gilles Servat
Testo e musica: Gilles Servat
Lyrics and music: Gilles Servat
Album: Chantez la vie, l'amour et la mort

gilsch


Del "guerriero celtico" Gilles Servat ha senz'altro l'aspetto: una specie di Guccini bretone, oltre un metro e novanta per una congrua dose di muscoli. E così nacque la famosa copertina dell'album "Chantez la vie, l'amour et la mort", del 1977, con il disegno di un gillone servattone dall'aria truce, ritratto come antico guerriero con tanto di simboli. Ma non bisogna sbagliarsi: qui non c'è proprio nulla di "celtico" nel senso mistificato poi dalle varie destre, destrine e destronze. Gilles Servat era andato alla scuola di Glenmor ed era molto, ma molto chiaro nelle sue posizioni; e c'è da dire anche che tutti i grandi bretoni degli anni '70 lo erano. Tuttora, i movimenti indipendentisti bretoni (come Emgann o Breizhistance) si dichiarano socialisti e internazionalisti, e le tematiche sociali e del lavoro sono ben presenti. Così, in questo "dépliant turistico", Servat si occupa di smontare a pezzetti tutti i luoghi comuni sul bretone "solitario" contrapponendogli il lavoratore sfruttato e cosciente della sua classe. Anche la testimonianza di una "tradizione" (non soltanto bretone) di cui abbiamo visto degli esempi recentemente: il sequestro di un padrone da parte degli operai, in questo caso le donne di alcuni operai di Couéron che "si presero cura" del padrone dei loro mariti. E siamo alla fine degli anni '70: davvero un'ottima tradizione! (RV)
Que dit-on sur les Bretons
Dans la ville des préjugés ?
On dit qu'ils sont taciturnes
Qu'ils sont têtus et poètes
Qu'ils aiment les beaux discours
Qu'ils respectent les traditions.

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

J'ai vu un breton taciturne
Un fermier de Chaix en Retz
Quand son seigneur féodal
CRS à ses côtés
Sur l'étable et le bétail
Envoya le bulldozer

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

J'ai vu des bretons têtus
Dans le port de Saint-Malo
Des travailleurs qui occupent
Ça fera bientôt deux ans
Un bateau couvert d'affiches
Qui s'appelle le Magellan

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

J'ai vu un breton poète
C'est le maire de La Baule
Devant les marais salants
Il se disait en rêvant
Quelle place, quel argent perdus
Mettons du béton dessus

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

J'ai entendu des Bretonnes
Qui faisaient de beaux discours
Elles y parlaient de leur grève
Dans une usine de Plomelin
Jamais discoureur au monde
N'en avait parlé si bien

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

J'ai aussi vu des Bretonnes
Respecter les traditions
Les traditions ouvrières
Dans la ville de Couéron
Douze femmes qui séquestraient
Le patron de leurs maris

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

J'arrête là ma chanson
Mais elle n'est pas finie
Pour que continue sa vie
Ça ne dépend que de vous
Il vous suffira d'y mettre
Ce qui se passe chez vous

Solitaire, solitaire
C'est la chanson des patrons
Tous ensemble, tous ensemble
C'est le chant des ateliers qui lui répond

inviata da Riccardo Venturi - 3/6/2011 - 09:25



Lingua: Italiano

Versione italiana di Riccardo Venturi
3 giugno 2011
DÉPLIANT TURISTICO

Che si dice dei bretoni
nella città dei pregiudizi?
Si dice che sono taciturni,
che sono testardi e poeti
che amano i bei discorsi,
che rispettano le tradizioni.

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

Ho visto un bretone taciturno,
un fattore di Chaix en Retz
quando il suo signore feudale
coi celerini a dargli man forte
sulla stalla e sul bestiame
ha mandato il bulldozer

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

Ho visto dei bretoni testardi
nel porto di Saint-Malo,
lavoratori che stanno
occupando da quasi due anni,
e una nave coperta di manifesti
che si chiama Magellan

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

Ho visto un bretone poeta,
è il sindaco di La Baule
di fronte alle paludi salmastre
si diceva, sognando:
Che posto sprecato, quanto denaro perso,
mettiamoci sopra un po' di cemento

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

Ho sentito delle bretoni
che facevano dei bei discorsi:
parlavano del loro sciopero
in una fabbrica di Plomelin
e mai un discorritore al mondo
aveva parlato così bene

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

Ho visto anche delle bretoni
rispettare le tradizioni:
le tradizioni operaie
della città di Couéron,
dodici donne che hanno sequestrato
il padrone dei loro mariti

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

Finisco qui la mia canzone,
però non è certo finita:
che continui la sua vita,
questo dipende solo da voi,
vi basterà metterci
quel che succede da voi.

Solitario, solitario,
è la canzone dei padroni;
tutti insieme, tutti insieme,
è il canto delle officine che risponde.

3/6/2011 - 09:55


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