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Re Do (Ti naro rundine mia)

Maria Carta


Lingua: Sardo


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[prima metà dell’800]
Versi di Paolo Mossa detto Paulicu (1821-1892), poeta in lingua sarda e politico sassarese che, essendosi schierato contro i potenti "possidentes" della cittadina di Bonorva, fu dai loro sicari freddato in un agguato tesogli mentre a cavallo rientrava a casa, il 6 agosto del 1892.
Adattamento di Maria Carta.
Nell'album "La voce e i canti di Maria Carta vol. 2" del 1976
Testo trovato sul sito della Fondazione Maria Carta

Il "Su Re Do" (come il "Su Mi La" o la "Sa Disisperada") sono varianti complesse del "su cantu a chiterra", il canto monodico accompagnato con chitarra e fisarmonica diffuso in Gallura, Lugodoro e Planargia che abbiamo già incontrato in Nuoresa (Arcos de lughe). Il titolo deriva proprio dal fatto che il canto veniva tradizionalmente eseguito da due cantori che in armonia cantavano la medesima melodia nelle due tonalità differenti del Re e del Do.

Probabilmente si tratta di due strofe che Paulicu Mossa scrisse in distinte occasioni, la prima, forse, per augurare la pace alla propria comunità, squassata dai contrasti per la terra e dall'arroganza dei possidenti; la seconda, in ode ad una o l'altra delle sue due spose, Rosina Taras e Pepica Deliperi, entrambe morte in giovane età.
Ti naro rundine mia:
pone paghe ue b’ha gherra!
Ti saluda sa terra
de sa sarda poesia.

Sese in sos risos grasciosa,
attraes cantu non crese
bella, giovana sese
ses frisca che una rosa.

inviata da Bartleby - 14/5/2011 - 21:43



Lingua: Italiano

Traduzione italiana dal sito della Fondazione Maria Carta
RE DO (TI DICO RONDINE MIA)

Ti dico rondine mia:
porta pace dove c’è guerra!
Ti saluta la terra
della sarda poesia.

Quando sorridi sei graziosa,
non sai quanto sei attraente,
sei giovane e bella,
sei fresca come una rosa.

inviata da Bartleby - 14/5/2011 - 21:44


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