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Canción de Mate Cosido

Juan Carlos Baglietto
Lingua: Spagnolo


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[1982]
Album “Baglietto”
Scritta da Adrián Abonizio.



In Bandidos rurales di León Gieco, insieme a fuorilegge del calibro di Bairoletto ed Isidro Velázquez, troviamo anche David Segundo Peralta, detto “Mate Cosido”.

Era nato alla fine dell’800 nel Tucumán, ma come Isidro Velázquez operò soprattutto nel vicino Chaco, sempre nella regione del Norte Grande Argentino.
All’epoca – siamo nell’Argentina degli anni 20 e 30, gli anni della grande immigrazione, della grande prosperità (il “granero del mundo”) ma anche della concentrazione della ricchezza nelle mani delle multinazionali staniere e della casta locale che le sosteneva, gli anni pure dell’inizio dell’instabilità politica e del succedersi estenuante delle dittature – non era difficile che un “gaucho”, anche solo per futili motivi come una donna contesa, finisse col entrare in rotta di collisione con i potenti e con i loro sgherri. La polizia corrotta, sempre al servizio di questo o quell’allevatore o latifondista, sui libri paga delle filiali delle imprese straniere, faceva il bello ed il cattivo tempo… Ma non tutti subivano, e uno di questi fu “Mate Cosido”, così chiamato forse per via di una evidente cicatrice sul capo (“Mate”, “testa”, con riferimento alla zucca dove si serve la tipica infusione argentina) piuttosto che per la sua predilezione per il “tè di yerba mate”, il cosiddetto “mate cocido”.
Noto alle cronache di polizia già nel 1916, Mate Cosido si guadagnò subito il sostegno popolare perché attaccava e derubava filiali delle grandi compagnie, come Bunge & Born, Louis Dreyfus Group o Timber and Railways Company Limited, e “ridistribuiva gli utili” alla povera gente. E oltre ad essere sempre rispettoso e generoso con gli ultimi, oltre a pianificare sempre con accuratezza i propri colpi, oltre alla grande abilità di dissimulazione, oltre ad evitare sempre per quanto possibile lo scontro diretto ed i bagni di sangue, Mate Cosido curava la propria immagine di “bandido rural”, di difensore dei poveri e dei deboli, esponendo in diversi articoli pubblicati su riviste dell’epoca il proprio punto di vista sulla necessaria lotta contro gli sfruttatori ed i loro sgherri, indicati come i vampiri del Chaco, tanto da meritarsi anche la stima dagli ambienti anarchici (e forse non è un caso che Mate Cosido abbia conosciuto e brevemente operato insieme al bandito anarchico Bairoletto).

Già vera leggenda vivente, Mate Cosido divenne ancor più leggendario nella morte: il 7 gennaio 1940 si recò con la sua banda alla stazione di Villa Berthet per ritirare il riscatto di tal Jacinto Berzón, un proprietario terriero sequestratto qualche tempo prima.
Ma i poliziotti erano appostati e la sparatoria fu inevitabile…
Mate Cosido fu visto trascinarsi via ferito e sparire nella boscaglia…
Non se ne seppe più nulla.
Probabilmente morì, ma un’uscita di scena del genere non poteva che farne un mito immortale.
E così fu.

(Si veda: “Mate Cosido”, di Pedro Pago, 1953, con l’introduzione “Mate Cosido: un bandido entre la leyenda y el misterio” di Ricardo V. Canaletti, dalla rivista Clarín)
Sentado entre maderas
y flores caen
la llama del tabaco
y la cruz de los barcos.

Alla lejos cuando salen
de la iglesia los compadres
se sientan a jugar,
al sol.
Una fiesta cuesta arriba
hubo anoche y en la esquina
amanecio lloviendo.

Sentado entre maderas,
y las flores caen,
la llama del tabaco,
y la cruz de los barcos.

Si las luces de este pueblo,
te preguntan como he muerto,
deciles: que no sabes.
Mi revolver, mi campera,
mi hacha, mi trampera,
mis viejos perros, mi prontuario.

Tenes que estar prevenido,
un dia la lancha, va a llegar,
me quedare tan tranquilo,
me cambiare de camisa
y de puñal,
para que un oficial escriba
en el parte de salida, un ahogo
se ganara un ascenso
como padre de familia,
para que un oficial escriba
en el parte de salida, un ahogo
lo contara en la guardia, que no tembló.
Para que el rio se detenga
a la hora senalada, llegará
como una puñalada
como una mano más.

inviata da Bartleby - 27/4/2011 - 09:26



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