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The Slave's Lament

Martin Carthy


Lingua: Inglese

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[1792]
Nell’album di Norma Waterson intitolato “Waterson:Carthy”, con Martin ed Eliza Carthy
Testo di Robert Burns

Una canzone che il grande poeta e compositore scozzese Robert Burns scrisse solo qualche anno dopo aver rischiato di accettare, essendo in gravi difficoltà finanziarie, un impiego di contabile presso un’impresa di trafficanti di schiavi in Giamaica. All’epoca infatti non c’era ancora un gran interesse dell’opinione pubblica sul tema dell’abolizionismo, anzi, lo schiavismo era percepito come un dato di fatto quasi naturale (la prima organizzazione abolizionista in Inghilterra fu fondata dalla chiesa quacchera nel 1783).
Comunque, a giudicare dal testo del brano, forse fu anche il suo egualitarismo (oltre che, sicuramente, a ragioni più di ordine economico e logistico) ad impedire a Burns di mettersi al servizio di un mercante di schiavi.
It was in sweet Senegal that my foes did me enthral,
For the lands of Virginia,-ginia, O.
Torn from that lovely shore, I must never see it more;
And alas! I am weary, weary O.

All on that charming coast is no bitter snow and frost,
Like the lands of Virginia,-ginia, O:
Their streams for ever flow, and their flowers for ever blow,
And alas! I am weary, weary O.

The burden I must bear, while the cruel scourge I fear,
In the lands of Virginia,-ginia, O;
And I think on friends most dear, with the bitter, bitter tear,
And alas! I am weary, weary O.

inviata da Bartleby - 18/11/2010 - 10:48



Lingua: Italiano

Traduzioneitaliana di Cattia Salto

In “The Slave’s Lament” Burns accomuna il dolore dell’emigrante costretto dalle necessità a lasciare i suoi affetti, a quello dell’uomo nero messo in schiavitù e allontanato dal suo amato Senegal

L’atteggiamento di Burns nei confronti dello schiavismo è più blando e tuttavia importante: all’epoca ai neri si vuole negare l’appartenenza al genere umano, ritenendole creature prive di sentimenti umani, perciò sottolineare le eguaglianze negli affetti, contribuiva a far sorgere la compassione per la loro sofferenza. Questa propensione verso un trattamento più umano degli schiavi, non implicava però la denuncia del sistema e molti all’epoca consideravano la schiavitù come una necessità.
LAMENTO DELLO SCHIAVO

E' stato nel dolce Senegal(1)
che i miei nemici mi resero schiavo(2)
per le terre della Virginia(3);
Strappato da quelle amate spiagge,
che non vedrò mai più
e ahimè! sono stanco, stanco

Tutto su quella costa incantevole
non è neve pungente e gelo,
come nelle terre della Virginia
Dove fiumi scorrono perenni
e dove i fiori sbocciano sempre
e ahimè! sono stanco, stanco

L'oppressione devo sopportare,
finché la frusta spietata temo(4),
nelle terre della Virginia
E penso agli amici più cari
con amare lacrime amare
e ahimè! sono stanco, stanco
NOTE
1) Per tutto il 1700 l’isola senegalese di Goreé diviene il maggior centro di smistamento degli schiavi africani imbarcati verso l’America (la tratta atlantica)

2) enthrall: da thrall termine arcaico per schiavo; era usanza delle tribù nord-africane sottomettere in schiavitù i prigionieri di guerra (com'era stata consuetudine nel mondo antico) che venivano anche barattarli con gli Europei. Quando si pensò di utilizzare i neri africani nel lavoro delle piantagioni delle Americhe, si diede il via a un sordido traffico di uomini catturati e ridotti alla condizioni di merce. Durante la traversata molti schiavi si lasciavano morire per la depressione. I "my foes" sono da intendersi più propriamente come i nemici tribali, mentre oggi siamo portati a considerare il termine in senso più generalizzato e il verso come un atto d'accusa contro tutti i bianchi.

3) fu la Virginia 1619 a dare inizio alla diffusione degli schiavi come lavoratori nelle grandi piantagioni (principalmente tabacco e più in generale per la canna da zucchero, il caffè e il cotone), pratica fino ad allora limitata alle colonie spagnole del Sudamerica. All'inizio i neri erano considerati "servitori" e soggetti alla normativa esistente sulla servitù debitoria, ma gradualmente la loro condizione passò allo schiavismo proprietario a vita: per evitare che i discendenti nati da rapporti misti potessero rivendicare i diritti spettanti ai figli secondo le leggi inglesi, nel 1662 venne approvato il principio secondo il quale la discendenza di una donna schiava, era di proprietà del padrone della schiava, a prescindere da chi fosse stato il padre. Il nuovo codice degli schiavi del 1705 in Virginia stabiliva cha la razza bianca era dominante e superiore nei confronti della razza nera. La moralità della schiavitù veniva sostenuta citando i passi della Bibbia.

4)la sottomissione ottenuta con la violenza era sistematica, senza di essa si temeva la ribellione

inviata da Cattia Salto - 11/9/2015 - 22:27


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