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Corrido de Lucio Cabañas

José de Molina


Lingua: Spagnolo


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[1980]
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Questo corrido è dedicato a Lucio Cabañas Barrientos (1939-1974), messicano del Guerrero, militante comunista, maestro rurale, lottatore sociale che fu costretto dalla repressione a diventare guerrigliero.

Lucioca


Infatti, dopo aver constatato di persona le condizioni di sfruttamento e miseria dei contadini nel sud del Messico, Cabañas tentò più volte di aiutarli a mettere in piedi delle organizzazioni che rivendicassero pacificamente i propri diritti, ma ogni volta veniva sollevato dall’insegnamento e inviato in un'altra località dove però lui, testardamente, riprendeva la sua opera di coscientizzazione e organizzazione. Il 18 maggio del 1967 Cabañas riuscì a convocare una manifestazione pacifica ad Atoyac de Álvarez, per protestare contro le scarsissime risorse che il governo dello Stato del Guerrero destinava alle scuole delle comunità rurali… La polizia intervenne per disperdere l’assembramento sparando sulla folla ed uccidendo parecchie persone: la “matanza del 18 de mayo" aprì di fatto il lungo periodo della cosiddetta “guerra sucia”, oltre dieci anni di guerra sporca condotta dallo Stato e dai suoi apparati militari e paramilitari contro i movimenti sociali in tutto il Messico e in modo particolare nel poverissimo Guerrero. E’ vero infatti che la repressione raggiunse il suo acme ne La masacre de Tlatelolco del 1968, ma tra la metà degli anni 60 e la fine dei 70 furono centinaia gli assassinii e le sparizioni, e anche in Messico – come in Cile e poi in Argentina – i cadaveri degli oppositori eliminati venivano fatti sparire in mare nel corso di “voli della morte”.
Dopo il massacro di Atoyac Lucio Cabañas, costretto alla clandestinità, fondò il movimento armato “Partido de los Pobres” (PdlP) che per parecchi anni riuscì a tenere in scacco l’esercito che gli dava la caccia sulle montagne della Costa Grande. Il 2 dicembre del 1974 il gruppo di Cabañas fu accerchiato dai soldati a Técpan de Galeana e lui preferì spararsi piuttosto che cadere nelle loro mani.

L’azione più clamorosa del “Partido de los Pobres” di Cabañas fu il sequestro nel 1974 del senatore Rubén Figueroa Figueroa, un cacicco tracotante e violento poi governatore del Guerrero, rilasciato dopo tre mesi a causa dell’intensificarsi delle operazioni dell’esercito… E non è un caso se il figlio di costui, Rubén Figueroa Alcocer, anch’egli governatore dello Stato tra il 1993 e il 1996, sia stato il mandante del massacro di Aguas Blancas, quando nel giugno 1995 la polizia giudiziaria sparò senza alcun motivo su un convoglio di contadini che si recava ad una manifestazione convocata – pensate un po’ – proprio ad Atoyac de Álvarez… I morti furono 17 e quell’episodio determinò, come già era avvenuto nel 1967, la nascita di un nuovo gruppo guerrigliero, l’Ejército Popular Revolucionario (EPR), ancora oggi attivo, che a Cabañas e al suo Partito dei Poveri si ispira.

Sulla terribile stagione della “guerra sucia” in Messico vi invito a leggere l’avvincente saggio “Guerra nel paradiso” scritto dallo storico Carlos Montemayor, tradotto in italiano ed edito da Tropea una decina di anni fa.
Voy a cantar un corrido,
Que se oiga en el mundo entero,
Para que sepa la gente,
Lo que pasa allá en Guerrero.

Que hay campesinos armados
Defendiendo la Montaña
Comandados por un hombre
De nombre Lucio Cabañas.

No son ni desesperados
Ni les falta la razón,
Son hombres que han decidido
Hacer la revolución.

Pero las hienas del centro,
Llenas de pan y dinero,
Mandaron a sus chacales
Atrás de los Guerrilleros.

Las ordenes son precisas,
Son consignas de un villano:
Asesinar a Cabañas
Y a todos sus milicianos.

Los soldaditos están
Dispuestos a aniquilarlos.
La verdad es que andan buscando
Rogando a Dios de no encontrarlo.

Llevan tanques y camiones,
De matar tienen permiso,
Pero a esa gente le falta
Lo que le falta al carrizo.

Cuidado tigre Cabañas,
Te andan rastreando los perros.
Pero cuando un perro pudo
Con un tigre de los cerros?

Dicen que es que es un fantasma
Y dicen que lo mataron,
Con el petate del muerto
Piensan que nos asustaron.

Villa y Zapata saludan,
Desde el cielo tu forjia
Jaramillo te bendice
Al mirar tu valentía.

Y es que ízate la bandera
Por los que dieron la vida
Defendiendo los derechos
Por nuestra nación querida.

Se les hizo ojo de hormiga,
Se perdió en los matorrales,
En la punta de la Sierra,
Se sentó a los federales.

inviata da Bart Pestalozzi - 1/9/2010 - 15:59


Il massacro di Aguas Blancas del giugno 1995.
Le immagini - originariamente girate dalle stesse forze dell' "ordine" - sono tratte dal documentario "La matanza de Aguas Blancas" realizzato nel 1996 dalla casa di produzione indipendente messicana Canal 6 de Julio
Sulla pagina del Comitato Chiapas di Torino trovate una scheda introduttiva sull'episodio e addirittura l'intera trascrizione in italiano del testo del video.

C'è pure il vecchio governatore Rubén Figueroa Figueroa che a proposito di Lucio Cabañas dice, lugubre: "C'è un proverbio messicano che dice che quando muore il cane rabbioso finisce l'epidemia. Così quando muore il guerrigliero finisce la guerriglia..."


Bart Pestalozzi - 1/9/2010 - 18:07


In Messico dal 1929 al 2000, per 70 anni ininterrotti, ha governato il Partido Revolucionario Institucional (PRI) o, meglio, il "Partito che Istituzionalizzò la Rivoluzione" tradendo - ad eccezione forse di Lázaro Cárdenas, presidente tra il 1934 il 1940 - il popolo che l'aveva combattuta.
E se qualcuno pensasse ancora che in Messico no, nel democratico Messico no, nel rivoluzionario Messico no, non ci furono gli orrori riservati ai cileni, agli argentini, ai brasiliani, ai salvadoregni, ai guatemaltechi, agli honduregni, agli haitiani, ai panamensi, ai paraguayani, ai peruviani, ai dominicani, agli uruguayani, beh, provi a dare un'occhiata a questo sito: Desaparecidos de México

Bart Pestalozzi - 1/9/2010 - 20:48



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